L’Italia e l’Oman puntano a rafforzare le relazioni economiche.

oman-MMAP-mdRoma 19 Giu. – L’Oman é un Paese stabile che offre crescenti opportunità d’investimento in tanti settori: dalla logistica al turismo, passando per le infrastrutture e lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, e senza alcun dubbio, può rappresentare un prezioso ponte per gli interscambi sia con l’Asia, che con l’Africa.

E’ questa l’opinione dell’imprenditore libanese Mahmoud Ramadan, in ottimi rapporti con il mondo economico Omanita.

Il 9 giugno scorso, alla Farnesina, si è svolto il Forum sul commercio, una interessante piattaforma di colloqui tra la Repubblica Italiana e il Sultanato dell’Oman.

L’incontro tra il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il Segretario generale del Ministero degli Esteri dell’Oman (con rango di Ministro) Sayyid Badr Bin Hamad Al Busaidi, a margine dei lavori della Quinta Commissione mista Italia-Oman,

ha evidenziato i dati concreti relativi le società italiane che operano nel Sultanato, le questioni politichesocialieconomiche, le principali crisi regionali con particolare attenzione alla Libia, lo Yemen e l’Ucraina, e le problematiche migratorie.

Le ultime verifiche, relative gli interscambi tra Italia e Oman, mostrano un crescente interesse di Roma per un paese che resta fattore di stabilità nell’area della Penisola Arabica. L’appuntamento ha fornito, inoltre, l’occasione per confermare la volontà dell’Italia di sviluppare ulteriormente gli eccellenti rapporti bilaterali con un partner rilevante.

Proprio oggi, l’imprenditore libanese Ramadan in partenza per l’Oman, accompagnando diverse società italiane, osserva che a proposito della giornata del Forum «…l’interscambio commerciale è destinato a crescere. Nel 2014 il valore dell’interscambio Italia – Oman è stato di 460 milioni di euro e l’Italia ha esportato in Oman prodotti per un valore complessivo di 421 milioni di euro, cui si aggiunge, analogo ammontare in valore di merci che entrano in Oman, tramite Dubai…» «…l‘incontro ha fornito l’occasione per confermare la volontà dell’Italia di sviluppare ulteriormente i già eccellenti rapporti bilaterali con un importante partner della regione…».

Il Ministro Gentiloni ha confermato l’interesse di numerosi gruppi italiani alla realizzazione dell’ambizioso piano infrastrutturale Omanita Vision 2020, che persegue la diversificazione dell’economia dal petrolio, allo sviluppo dell’industria e del turismo, programmando la trasformazione del paese nel principale terminal logistico della Penisola Arabica per i traffici provenienti dall’Oceano Indiano.valensise_italia_oman

Il Segretario Generale della Farnesina, Michele Valensise, ha osservato: «…possiamo lavorare sul piano bilaterale considerando l’Oman una base per sviluppare iniziative di interesse comune, in paesi terzi, tenendo presente che l’Oman é sempre stato un ponte tra culture e continenti diversi…» sia considerando di grande interesse le eventuali «…triangolazioni con l’Asia, dove l’Italia cerca di avanzare le proprie posizioni..».

Opinioni condivise anche dal responsabile dell’internazionalizzazione di Confindustria Annalisa Bisson, che ha individuato quattro settori sui quali le autorità Omanite puntano per attirare investimenti, in particolare, il settore logistico, gli aspetti economici, l’energia, la conoscenza ed il turismo, aspetti nei quali l’Italia esprime eccellenze a livello mondiale, e «…l‘Oman deve essere al centro della nostra agenda…».

In risposta, i rappresentanti dell’Oman presenti alla Farnesina, hanno manifestato l’intenzione di organizzare un nuovo business-forum nella capitale Mascate (Masqat), entro il 2017.

Ancora, uninteressante osservazione dell’imprenditore libanese Mahmoud Ramadan che ricorda come «…i partecipanti omaniti hanno offerto agli operatori italiani nuovi spunti per possibili investimenti nel Sultanato. Il curatore del progetto “One stop station”, Saleh bin Hamood al Hasani, ha presentato le opportunità d’investimento nella zona economica speciale di Duqm, che sulla sponda meridionale del paese, si candida a essere un enorme snodo commerciale e transito marittimo tra Medio Oriente e Asia.

Paola Angelini

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