Teheran e Pechino amici da sempre

12596039_10207514105363131_612219630_nAli Ballout, Teheran

Talal Khrais, Damasco

Paola Angelini, Roma

Cina e Iran si incontrano, e nel meeting di Teheran, tra il presidente della repubblica islamica Rohani e di quello cinese XI,  decidono, con 17 accordi commerciali, di portare “il livello delle relazioni a 600 miliardi di dollari in 10 anni”.

I cinesi fanno poche chiacchiere e molti affari, a differenza dei nostri politici in Italia che promettono ogni giorno paradisi e riprese, mentre l’economia va sempre più male. Il presidente della Repubblica islamica Hassan Rohani, in partenza per Italia e Francia la prossima settimana, ha incontrato a Teheran il suo omologo cinese Xi Jinping. Si tratta della prima visita di un leader cinese negli ultimi 14 anni e avviene una settimana dopo l’entrata in vigore dello storico accordo sul nucleare iraniano. La Repubblica Popolare Cinese come la Federazione Russa non ha abbandonato la Repubblica Islamica dell’Iran, neanche quando l’Occidente voleva piegare il popolo iraniano con le sanzioni, e quando anche la politica in Italia, badare bene non il popolo o le imprese ma la politica, cercavano, prima il Ministro Terzi poi il Ministro Gentiloni, di collaborare con Israele per fare sempre più pressioni su Teheran.

La Cina nonostante le sanzioni, la ha mantenuto rapporti economici stretti con l’Iran ed ora, come vediamo, le relazioni economiche, dopo la fine delle sanzioni subiranno un incremento ulteriore, in poche parole la firma di 17 accordi di cooperazione per una durata di 25 anni, prevedono investimenti reciproci nei differenti settori, in particolare i trasporti, i porti, l’energia, l’industria e i servizi. Nei 17 documenti sottoscritti c’è ovviamente, quello sulla cooperazione nel settore nucleare.

Nella affollatissima conferenza stampa congiunta Rohani-Xi, il Presidente della Repubblica Islamica ha ricordato che “la Cina è stata amica dell’Iran sotto le sanzioni e Teheran non dimenticherà i propri amici”. I due hanno evocato il progetto di “portare il livello delle relazioni a 600 miliardi di iran-150228161803dollari in dieci anni” e che “la Cina saluta il ruolo costruttivo dell’Iran nella lotta contro il terrorismo e a favore del mantenimento della pace e della stabilità nella regione“. Come vediamo i mercati internazionali si preparano ad accogliere l’Iran, in particolare i Paesi dell’Unione europea e non solo, con gli interessi verso lo sviluppo economico del paese che arrivano da tutto il resto del mondo.

Dopo la revoca delle sanzioni, il potenziale della Repubblica Islamica diventa enorme, a cominciare dall’esportazione di petrolio, potranno essere molto interessanti gli accordi economici fra Teheran e le maggiori economie europee. Esistono carenze nella Repubblica come lo sviluppo tecnologico. La Francia ha fatto già il suo gioco a discapito di altri Paesi, come l’Italia, inviando prima della fine delle sanzioni diverse delegazioni, mentre il nostro Gentiloni andava a Tel Aviv per tranquillizzare il vecchio amico israeliano, informando il Premier che l’accordo sul nucleare sarebbe servito per impedire a Teheran di produrre la bomba nucleare.

Infatti Teheran guarderà più alla Francia che potrebbe svolgere un ruolo meno negativo in Siria. Grazie a questi cambiamenti con la Francia, l’Iran ha già annunciato l’acquisto di 400 aerei, 114 dal costruttore europeo Airbus. Stesso discorso vale per i treni e per il rinnovo della rete ferroviaria iraniana.iran-oil

Il 25 e 26 gennaio ci sarà la visita a Roma del presidente iraniano Hassan Rohani, La prima sera avrà una cena riservata con i top manager dei più importanti gruppi imprenditoriali italiani. La mattina del 26, prima di essere ricevuto da Papa Francesco, il presidente iraniano incontrerà 500 imprenditori insieme ai ministri Gentiloni, Del Rio, Guidi e Franceschini. A metà febbraio nuova missione italiana in Iran guidata da Del Rio, Martina e Calenda. Settori di interesse: agricoltura, agroindustria, infrastrutture e oil&gas.

Come abbiamo detto la Repubblica Islamica dell’Iran ha bisogno di costruire nuove infrastrutture, ponti, autostrade. Nei prossimi anni gli iraniani avranno bisogno di 4 milioni di unità abitative. Il mercato dell’auto passerà da 1,5 a 2 milioni di vetture l’anno. E non mancheranno le opportunità per chi costruisce macchinari e per chi si occupa di tecnologie “verdi” e di biomedicale».

“L’Italia rappresenta per l’Iran la finestra sull’Europa ed è in una posizione privilegiata con Teheran” data la lunga storia dei rapporti bilaterali. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano a Roma Jahanbakhsh Mozaffari in un forum all’ANS.

Speriamo che la politica non si faccia sfuggire questa storica occasione.

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