In Medio Oriente i prodotti cosmetici italiani The First e Almon approdano nel Paese dei Cedri.

12654495_10153473402354912_3735892526334387087_nE’ difficile credere che in Sira, un paese in guerra da cinque anni, ci sia richiesta per i cosmetici italiani. Il conflitto non permette, per ora, di importare dall’Italia tutto ciò che si desidera, per questo motivo, chi può, parte per Beirut per acquistare prodotti italiani, in particolare i profumi. In Siria la proprietaria di una profumeria Roula Rekhbi, parla di quanto si esaltano le ragazze siriane quando possono e riescono ad utilizzare i cosmetici e i profumi italiani, e di quanto sia complicato importarli per la complessa procedura attinente il bonifico, causata dall’embargo imposto alla Siria. La capitale libanese continua ad essere un ponte per il commercio tra i Paesi Arabi e l’Europa, e l’imprenditore Nader Abdul Sater è un conoscitore del mercato arabo e italiano, è amministratore del gruppo Nader Group, oltre ad essere Presidente della commissione economica del Centro Italo Arabo Assadakah. Non solo, è tra i più importanti esportatori di prodotti italiani in Libano. Intervistato a Beirut, dal giornalista internazionale Talal Khrais, nel suo prestigioso ufficio si è presentato soddisfatto per la conclusione dell’accordo tra Nader Group, e Luciano Monelletti, General Maneger della società cosmetica The Fist, e Andrea Monelletti, proprietario della Società cosmetica Almon. “Gli imprenditori italiani sono persone allegre e raccontano come l’esportazione della cosmetica italiana è in forte crescita, compresi i nostri gruppi. I cosmetici ed in particolare i profumi registrano da anni indici in continua crescita anche a livello internazionale”.

Quale il punto di forza dei prodotti cosmetici italiani?
“La nostra forza sono i laboratori di ricerca e lo sviluppo all’avanguardia che permette di mettere a punto prodotti con attivi sempre più efficaci. La formula nella crema anti-età contiene cellule staminali delle foglie di olivo che ripristinano i tessuti cutanei favorendo il rinnovamento cellulare e la produzione di collagene.”
Chiedo ad Andrea Monelletti di raccontare la ragione della sua visita in Libano e in Medio Oriente: “la nostra sede è a Milano e i nostri affari sono la produzione e la distribuzione di licenze di marche prevalentemente italiane, inoltre, siamo presenti nel mondo della profumeria in oltre 35 paesi. La presenza in Libano è dovuta al Sig. Nader Abdul Sater, distributore, ed un caro amico. La nostra è una partecipazione che abbraccia tutto il Medioriente, l’Iran, il Qatar e altri Paesi”.
La Repubblica Islamica dell’Iran è un buon mercato e quali previsioni si possono fare dopo l’annullamento delle sanzioni?. “Siamo presenti nella Repubblica Islamica dell’Iran da molto tempo e l’embargo ha creato delle difficoltà ma la situazione cambierà per noi e per tutte le aziende italiane che operano su questo importante mercato”. Stessa domanda al giovane imprenditore Luciano Monelletti nato nel 1976: “sono in Libano per la mia neo-nata società Almon (Milano) che distribuisce le licenze nell’ambito della profumeria. Si è concluso da poco un importante contratto, svelerò il contenuto di questo successo sia per quanto riguarda la profumeria che il famoso marchio Carrera […] Come nuova società abbiamo cominciato ad instaurare un rapporto di lavoro con Nader Group, che conosciamo da molti anni, e sicuramente lavorando insieme potremo ampliarci e sviluppare rapporti commerciali in tutto il Medio Oriente”.
Nader Abdul Sater è spesso in Italia, la conosce bene e accoglie imprenditori italiani che arrivano a Beirut “quasi ogni mese […] certamente sono sempre più felice di vedere nuovi ospiti e amici italiani come Luciano e Andrea. L’Italia rimane un paese straordinario per gli ottimi prodotti, in particolare gli articoli di bellezza, come gruppo importiamo in media tra il 70% e l’80%. I rapporti tra il Libano e l’Italia risalgono a molti anni fa e non si sono mai interrotti, consideriamo l’interscambio un affare molto vantaggioso sia per la qualità che per la concorrenza con altri prodotti. Credo che se l’Italia continuerà così potrà essere il primo produttore al mondo nel settore della cosmetica, il Libano importa prodotti cosmetici per un valore che varia tra gli 8 e 12 milioni di Euro l’anno. […] dal 2006 data d’inizio delle importazioni, la crescita è stata ottima, non solo, posso dire che i prodotti italiani rappresentano per il nostro gruppo sicurezza, efficacia e qualità. Inoltre, la ricerca scientifica italiana è in continua evoluzione, cerca nuove sostanze, materie prime per soddisfare le crescenti richieste del mercato esattamente come si fa con un farmaco.”
Concludo la visita considerando il modo in cui il Sig. Nader Abdul Sater segue con attenzione gli sviluppi nel campo cosmetico, coerentemente, la posizione sarà quella di far crescere le importazioni e la qualità della comunicazione del “prodotto cosmetico sempre più studiata ed in evoluzione, molto spesso si rinnova seguendo il fashion style, ed i nuovi canali informativi, tra cui i social media che si stanno dimostrando sempre più interessanti.”

Nader Abdul Sater, cosmetici italiani, sicurezza e efficacia.

Talal Khrais, Beirut

Paola Angelini, Roma

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