La superficialità della Stampa Italiana nei confronti della Siria

1034557191La Stampa in Italia tratta la questione siriana con molta superficialità. Alcuni giornalisti, sembra che abbiano poco spazio nei loro quotidiani a loro viene assegnato il compito di occuparsi della Siria, o addirittura dello Yemen vicende così importanti per la stessa Europa, per la sua sicurezza e suoi interessi economici.

Come per esempio “i siriani dopo circa 5 anni godono un giorno di tregua”. Noi che viviamo in Siria da cinque anni testimoniamo che i siriani non hanno smesso mai di sfidare la guerra, colleghi della RAI e tanti altri quando sono in Siria ritornano tranquilli dopo mezza notte. Quotidianamente, passano nel Bazar Souk aòl Hamidieh circa mezzo milioni di persone.

Poi la tregua non include tutte le zone e tutti i movimenti in particolare quelli che appartengano ad al Qaedah. La Russia deve continuare a lottare contro l’Isis e altri “gruppi terroristici” in Siria. Lo ha il 26 Febbraio scorso il presidente russo Vladimir Putin aggiungendo: “Mi preme sottolineare nuovamente che lo Stato islamico, Al Nusra e altri gruppi terroristici che sono stati designati come tali dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non sono inclusi” nell’accordo di cessate il fuoco. Il Presidente della Federazione Russa ha aggiunto che “la lotta decisiva contro di loro, senza dubbio, continuerà”.

E’ vero che il venerdì scorso a mezzanotte è iniziato il cessate il fuoco promosso da Washington e Mosca e appoggiato dall’ONU

E’ vero che le principali città siriane si sono svegliate senza il rimbombo dei cannoni, del primo giorno di tregua ma avevano fatto come hanno fatto ogni giorno.

La tregua secondo nostra testimonianza, e quella di tanti colleghi non è stata violata dalle Forze Governative ma dall’ISIS e al Nusra, esclusi dall’accordo, l’esplosione di un’autombomba all’ingresso di Salamiye, nella provincia di Hama.

Un importante spiraglio per uscire dalla crisi siriana è rappresentato dall’intesa tra la Federazione Russa e gli Stati Uniti d’America con l’appoggio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che ha votato all’indomani della tregua all’unanimità una risoluzione per “la piena approvazione” della tregua, invitando le parti coinvolte a rispettarla.

La Russia ha confermato di avere “completamente cessato” i bombardamenti aerei in Siria “dal momento dell’entrata in vigore della risoluzione Onu a sostegno della tregua”, anche se il direttore del Dipartimento operativo dello Stato Maggiore russo Sergey Rudskoy ha avvertito che la fine dei raid riguarda solo “le aree, i gruppi armati che hanno sottoscritto” l’accordo negoziato con gli Usa. E che continuerà quindi la guerra ai gruppi riconosciuti come terroristici dalle Nazioni Unite, ovvero l’Isis e Al Nusra, filiale di al Qaida.

Il Governo Siriano collabora pienamente per l’invio degli aiuti umanitari continuano ad affluire verso le zone assediate.

Una nota calma regna ad Aleppo, città da metà luglio del 2012 al centro degli scontri, tre da 24 quartieri tutt’ora occupati dall’ISIS e al Nusra.

Tregua a Daraya, un capo luogo nei pressi di Damasco, dove durante il mese di Febbraio le Forze Governative hanno liberato intere aeree a ridosso del confine giordano.

Nella provincia di Raqqa, dove l’Isis ha costituito il suo Stato Islamico forti scontri dove si oppongono i curdi dell’Ypg ai miliziani dello Stato islamico intorno alla cittadina di Tal Abiad, a nord del capoluogo. Mentre continuano i combattimenti tra l’esercito siriano e l’Isis a sud della cittadina di Khanaser, lungo la strada che collega Aleppo al resto dei territori sotto il controllo governativo, che nei giorni scorsi era stata interrotta da un’offensiva dei terroristi. 

E’ saputo che i colloqui di pace sulla Siria riprenderanno il prossimo 7 marzo, se la tregua tiene.

Di Talal Khrais, Beirut

Mohamad Eid Damasco

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