“Esportare il made in Italy”, parla Mahmoud Ramadan da Beirut

exportDue importanti Paesi offrono enormi opportunità per i mercati italiani: l’Iran e l’Oman.

Malgrado le dichiarazioni ottimistiche dei leader di governo italiano sul superamento della crisi economica, le previsioni europee non sono rassicuranti. Ogni giorno in Italia chiude qualche fabbrica con conseguenze disastrose per moltissime famiglie: aumenta il numero dei poveri e le persone anziane con una pensione minima. In Italia, sembra che il problema più grande sia che le parole prevalgono sui fatti. “L’Italia gode di una ottima stima e molti Paesi tra cui i Paesi Arabi continuano ad offrire un mercato alle aziende Italiane, il discorso vale per la Repubblica Islamica dell’Iran, ma bisogna agire in fretta con meno burocrazia, bisogna avere il coraggio di esportare ed investire. Capire i due Paesi con radici socio culturali millenarie, come questi Paesi con i quali ho avuto lunga esperienza positiva, gente molto seria e di parola.” Queste le parole di Mahmoud Ramadan, Responsabile delle Relazioni con i Paesi del Golfo, eletto il 21 Novembre 2015 nell’Assemblea Nazionale del Centro Italo Arabo Assadakah. Domanda: Perché questa sede prestigiosa proprio a Beirut? Mahmoud Ramadan racconta dell’Assemblea Nazionale di Assadakah, nella quale è stato deciso di “creare una sede della Commissione Economica, a Beirut, guidata dal sottoscritto e dal prestigioso imprenditore Nader Abdul Sater. I motivi sono molteplici: la presenza dell’Unione delle Camere di Commercio e dell’Industria dei Paesi Arabi, la lunga tradizione del Libano, Paese ponte tra l’Europa e l’Occidente, e la grande capacità di mediazione, da parte dei libanesi, nelle grandi opere realizzate nei Paesi Arabi. Il Libano è stato per millenni un punto di incontro tra civiltà differenti, dagli anni cinquanta svolge un ruolo importante nella realizzazione di opere nei Paesi Arabi, favorito anche dal settore bancario finanziariamente solido e da un sistema di piccole e medie imprese dotate di grandi capacità”. Domanda: Da tempo state lavorando sull’Oman. Cosa può offrire il suo mercato alle aziende italiane? Mahmoud Ramadan: “Desidero dire prima di tutto che il Sultanato dell’Oman ha un ruolo di moderazione e di mediazione straordinario nella Regione grazie alla saggezza della guida di Sua Maestà il Sultano Qaboos Bin Sa’id al-Sa’id che punta su infrastrutture, industria petrolchimica e turismo per diversificare l’economia. Il Sultanato dell’Oman concilia tradizione e modernità, sviluppo economico e progresso sociale. L’estensione notevole del paese e una popolazione giovanissima (65% sotto i 25 anni) spingono il governo a una maggiore diffusione dei servizi essenziali. Scuole, università, ospedali ma anche teatri, complessi sportivi e centri commerciali sono costantemente commissionati attraverso gare pubbliche nelle cui procedure il valore riconosciuto al know-how e alla progettualità europea è crescente. La crescita continua e sostenuta accompagnata da un aumento dei consumi della popolazione ha inciso sul fabbisogno energetico che l’Oman si trova a dover soddisfare investendo nella esplorazione gassifera e petrolifera”. D0manda: Cosa intende la politica di diversificazione? Mahmoud Ramadan: “Questo orientamento segue diverse importanti direttive, le infrastrutture di trasporto, l’industria petrolchimica, siderurgica e il turismo. La creazione della prima rete ferroviaria nazionale, oltre 2.200 Km di linea, è uno dei progetti più ambiziosi al momento in fase di implementazione, con un valore pari ad oltre 20 miliardi di dollari. Questa ferrovia attraverserà anche le Zone economiche speciali attualmente in costruzione nelle aree di Duqm e Sohar, che prevedono anche la creazione di nuovi poli industriali e di strutture alberghiere e ricreative per il rilancio turistico dell’area. Lo sviluppo del settore turistico-immobiliare è considerato prioritario nella strategia di diversificazione delle attività economiche. Avremo, prossimamente, insieme agli amici di Assadakah dell’Emilia Romagna, anche grazie all’operato del Presidente Raul Pradetto, un workshop che vuole approfondire le opportunità che il paese offre”. Nader Abdul Sater, responsabile del Medio Oriente nel Centro Italo Arabo e presidente di Abdul Sater Group racconta come esportare il made in Italy il più amato malgrado la crisi.

Paola Angelini, Roma

Rispondi