Talal Salman : “Il Presidente Bashar al Assad rimarrà al potere a portare il suo popolo alla sponda della salvezza“.

images295Damasco, 6 Mar – “Il Presidente Bashar al Assad rimarrà al potere a portare il suo popolo alla sponda della salvezza, solo le prossime elezioni legislative e poi presidenziali posso determinare il futuro della Siria.” Sono le parole dell’autorevole giornale libanese Talal Salman direttore del quotidiano libanese. Il mese scorso sono recato in Siria partendo da Beirut sette volte e con me spesso colleghi italiani e francesi. Tra un giorno e l’altro il cambiamento. Le strade delle grandi città sono piene di gente, locali e ristoranti apperti dopo il 2 del mattino, l’85% della popolazione residente in Siria vive sotto l’ombra dello Stato che, malgrado tutte le difficoltà da cinque anni da questa parte riceve assistenza e sostegno dallo Stato. La popolazione che vive nelle aree controllate dalle bande armate come lo Stato dell’Iraq e del Levante(ISIS)o il Fronte al Nusra soffrono loro diritti calpestati colpiti nel loro onore. Oggi si ribellano e chiedono alle autorità di combattere i terroristi, a costo di morire con loro. Non voglio andare così lontano cito le parole dell’autorevole collegha Domenico Quirico, rapito per cinque mesi nel 2013 poi liberato:” quando ero prigioniero nel Qusseir liberato da Hezbollah, pregavo perché arrivano e uccidono questi mostri a costo di morire con loro”. Ma non è la fine grazie all’Esercito Arabo Siriano, alleato dai russi e gli Hezbollah senza trascurare il sostegno della Repubblica Islamica dell’Iran i terroristi subiscono un colpo dietro l’altro lasciano sul terreno migliaia di mercenari arrivati in Siria grazie al sostegno della Turchia e la copertura e il sostegno dell’Occidente. Le truppe siriana sono riusciti a recuperare in due mesi territori occupati durante 4 anni di conflitto. Oggi c’è il cessate il fuoco, ma i terroristi continuano ad arrivare dalla Turchia, e cercano di interrompere la tregua, è successo ieri quando Il Fronte al Nusra cercava di tagliare dalla parte di Israya la strada che collega Aleppo a Damasco, un tentativo finito con un duro colpo ai terroristi, ritornati indietro lasciando centinaia di uccisi.

Le truppe governative e i loro alleati provano a recuperare più territorio possibile dai terroristi dal nord al sud, e in alcuni punti sia il Fronte al Nusra che l’ISIS cercano di dare segnali di ripresa, come a Khanasser, sulla via dei rifornimenti per Aleppo è stata riconquistata dall’ISIS in queste ore ma poi liberata e liberate altre cinque località. Il mese scorso è stato coronato con grandi successi con la liberazione della provincia di Latakia in particolare il settore nord est di della provincia confinato con la provincia di Idlib, a cavallo fra i monti che guardano la Turchia e la valle del fiume Oronte. Una area strategica taglia i rifornimenti provenienti dalla Turchia alla provincia di Edleb. Con la liberazione di Latakia le Forze Governative si avvicinano a Jisr al-Shughour vasta area occupata l’anno scorso da Jaìsh Al-Fatah formata a metà 2015. Molti casi vengono risolti senza guerre basta ricordare che in Siria sta fuzionado bene il centro di Coordinamento per la riconciliazione dopo che le autorità del paese hanno accettato i termini della tregua. Il centro di coordinamento ha già iniziato a lavorare, da mese di due settimane ha realizzato in 42 località siriane la pace, i combattenti hanno sanato la loro situzione e l’Eserciro ha esteso la sua autorità. Il ministero della Difesa della Russia ha preso anche una iniziativa simile , proprio ieri molti rappresentatnti delle città occupate e rappresentanti del governo siriano si sono incontrati nella basa russa a Latakia per portare avanti il processo di pace. Si piò dire che il Centro di ooordinamento per la riconciliazione delle parti in conflitto è stato creato nella base aerea russa di Hmeymim in Siria,e ha finoggi avuto molti sucessi sotto la guida del generale Igor Konashenkov. I principali compiti del Centro di coordinamento sono quelli di facilitare il processo di riconciliazione tra le autorità siriane e l’opposizione,ad eccezione del Daesh, di al-Nusra e delle altre organizzazioni terroristiche riconosciute come tali dal Consiglio di sicurezza Nazioni Unite; la conclusione degli accordi di cessate il fuoco,e l’organizzazione della consegna degli aiuti umanitari. Malgrado i progressi e le sconfitte che hanno subito i terroristi nel nord colonne di camion carichi di armi ogni giorno partono dalla Turchia verso la Siria, raggiungendo le aree controllate dai terroristi di Al-Nusra e Ahrar al-Sham, non lo dicono solo i russi ma i nostri colleghi sul fronte.Erdogan

Ieri il collega Amer Abou Ferraj ci ha scritto:” Praticamente tutto il giorno dal territorio della Turchia attraversano il confine colonne di mezzi pesanti con equipaggiamenti ed armi diretti esclusivamente nelle aree sotto il controllo dei gruppi terroristici di Al-Nusra e Ahrar al-Sham”. La Turchia oramai esclusa da ruolo centrale dopo l’intesa russa americana cerca di avvicinarsi alla Repubblica Islamica dell’Iran. Ieri è stata la visita del primo ministro turco Ahmet Davutoğlu, accolto dal vice-presidente iraniano Eshagh Jahangiri. “È estremamente importante per la Turchia e per l’Iran fissare posizioni comuni per porre fine ai combattimenti fra fratelli nella nostra regione, per fermare i conflitti etnici e settari”, ha affermato Davutoğlu. Gli Iraniani parlano chiaro chiedono alla Turchia di lasciare in pace la Siria e il resto andrà bene. Il collega Mohamad Ballout ci scrive da Tehran:” l’incontro avviene poco prima del nuovo round di negoziati sulla Siria, che dovrebbero riprendere lunedì a Ginevra. Sul piano commerciale i due Paesi puntano a triplicare gli scambi portandoli a circa 27 miliardi di euro l’anno. La Repubblica islamica esporta in particolare gas verso la Turchia, quest’ultima macchinari e prodotti siderurgici.” Poi ci informa il collega Ballout:” Iran e Turchia lavoreranno a ripristinare la sicurezza e la stabilità nell’area del Medio Oriente. È quanto emerso dalla conferenza stampa congiunta fra il primo vicepresidente iraniano, Eshaq Jahangiri, e il premier turco, Ahmet Davutoglu, in visita a Teheran.”

Talal Khrais, Damasco

Amer Abou Ferraj, Aleppo

Mohamad Ballout , Tehran

Alberto Palladino, Roma

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