Il Mondo da ragione al Presidente Assad nella sua lotta contro il terrorismo

12822163_10153536319154912_1317238938_nIsraele non si preoccupa del popolo palestinese, che dovrebbe essere il suo partner per costruire la pace che vedrà due popoli e due Stati indipendenti, non passa giorno senza morti e lutti nella terra di tutti i profeti. Il ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon ha accusato le forze governative siriane di usare armi chimiche contro i civili durante il cessate il fuoco in corso. “I siriani inizialmente hanno utilizzato armi chimiche prodotte industrialmente,ma ultimamente stanno cominciando a utilizzare tali sostanze,come il cloro,contro i civili e anche durante il cessate il fuoco,gettando barili di sostanze dal cielo”, ha detto Yaalon durante una conferenza vicino a Tel Aviv. Si ricorda che rappresentatnti e osservatori degli nazioni Uniti avevano accusato Jabhat El Nusra di aver usato sempre nel 2013, un massiccio attacco armi chimiche venne effettuato nel sobborgo siriano di Ghouta uccidendo piu’ di 1.300 civili. Ma perché il Ministro Israeliano si ricorda solo ora? La verità è che Israele non è più quel Stato che fa quello che desiderà, il suo intervento è ben limitato, la Siria sostenitrice della Resistenza Libanese e Palestinese non è stata neutralizzata, anzì l’alleanza tra il cosidetto asse della resitenza, Iran, Hezbollah diventa più solido non solo ma la Federazione Russa dopo aver accumulato una esperienza considera Tehran un alleato fedele. Quello che deve fare lo Stato Ebraico riconoscere le risoluzioni dell’ONU che restituiscono agli arabi territori occupati nel giugno 1967 per vivere in pace. Il presidente Bashar Assad manterrà il potere e resterà la figura cardine in Siria dopo l’ accordo di cessate il fuoco. Ne è convinto l’ex consigliere Ue e del Dipartimento di Stato Usa,Paolo von Schirach. “Assad continuerà ad essere un giocatore chiave in Siria – ha ammesso-. E questa è una vittoria politica importante per il presidente Vladimir Putin”.

Secondo Schirach,nonostante il cessate il fuoco sia il risultato di un accordo tra Stati Uniti e Russia,la vera ragione della tregua è da ricercarsi nel successo del supporto aereo russo che ha bloccato i progressi del Daesh trasformando la dinamica della guerra. “Mosca ha dato un sostegno militare tangibile al governo di Assad tramite la campagna aerea contro i suoi nemici e questo ha spostato l’equilibrio delle forze sul terreno”. Lo stesso Assad, ha sottolineato Schirach, é diventato più flessibile e aperto al compromesso grazie ai successi russi: “Prima che i russi arrivassero in suo soccorso, Assad era in serio pericolo. Molti cose cambiano e nella querra la pace si fa con il nemico, ma Stati Regionali non conoscono le regole della pace e la guerra, spinti dalla loro foglia e del loro oddio. Abbiamo visto due giorni fa come la Repubblica Islamica dell’Iran e la Repubblica Turca come hanno sostenuto il cessate il fuoco in Siria e il mantenimento dell’integrità territoriale del Paese. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani nel corso un incontro con il premier turco Ahmet Davutoglu.

“Non c’è differenza” tra Teheran e Ankara riguardo alla necessità di porre fine alla guerra e di “fornire assistenza agli sfollati”, ha detto il Presidente Hassan Rohani,a pochi giorni dalla ripresa dei colloqui di pace mediati dall’Onu, previsti per il 10 marzo. Osservatori da tutto il Mondo considerano il Cessate il fuoco, primo passo verso speranza pace . “ Il cessate il fuoco in Siria offre il primo passo sostanziale verso una pace duratura e la possibilità di una nuova era di cooperazione Usa-Russia. Ne è convinto l’ex agente antiterrorismo della Cia e informatore John Kiriakou secondo il quale “ciò dimostra che Stati Uniti e Russia possono collaborare sui grandi conflitti internazionali per il bene di tutti” e questo “è certamente un passo nella giusta direzione”. Gli Stati Uniti si stanno concentrando sul “Piano A” per la Siria, rappresentato dal cessate il fuoco russo-americano e dalla ripresa dei colloqui a marzo. Lo ha spiegato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa portavoce John Kirby.

“Vogliamo che abbia successo e i primi rapporti arrivati durante il fine settimana sulla cessazione delle ostilita’ sono incoraggianti. L’inviato speciale dell’Onu in Siria ha parlato di ripresa dei colloqui politici all’inizio di marzo, il 10 Marzo è ciò che vogliamo vedere, vogliamo vedere il successo del ‘Piano A'”, ha detto Kirby. La cessazione delle ostilità è entrata in vigore alla mezzanotte del 27 febbraio dopo gli accordi stretti tra Stati Uniti e la Russia anche se alcuni rapporti subito dopo hanno paventato attacchi da parte russa e siriana su zone controllate dall’opposizione presumibilmente moderata. Oggi più che mai la Siria viene sostenuta nella sua battaglia contro il terrorismo. Nuri Chibani il rappresentante del Centro Italo Arabo Assadakah nei Paesi del Maghreb scive: “ Nel quadro del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite , Russia e Algeria condividono una visione comune sulla necessità di consolidare gli sforzi della comunità internazionale nella lotta contro il terrorismo in Medio Oriente. Ricorda Chibani che il ministero degli Esteri russo in una nota, afferma Sergei Lavrov si è recato in visita ufficiale in Algeria, la necessità di collaborare insieme all’Algeria che ha conosciuto il terrorismo da anni.

Durante i colloqui con il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, il primo ministro Abdelmalek Sellal e il ministro degli Esteri Ramtane Lamamra le parti hanno discusso di relazioni bilaterali, della situazione sui mercati di petrolio e gas a livello mondiale e di misure antiterrorismo. “Uno scambio approfondito di opinioni sulla situazione attuale in Medio Oriente e Africa del Nord, in particolare in Siria e Libia, ha portato ad una conclusione inequivocabile e condivisa circa la necessità urgente di un vero e proprio consolidamento di approcci e azioni concrete da parte della comunità internazionale per l’individuazione rapida di soluzioni politiche e diplomatiche ai conflitti regionali acuti, nonché’ alla lotta senza compromessi verso le sfide rappresentate da terrorismo ed estremismo”, ha detto il ministero degli Esteri russo commentando la visita. Le parti, ha aggiunto la nota, hanno convenuto che una stabilizzazione sostenibile della situazione in Medio Oriente e in Africa può essere raggiunta solo attraverso sforzi nel quadro del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

 

Talal Khrais, Damasco

Deeb Hawrani, Gaza

Nouri Chibani, Tunisi

Alberto Paladino, Roma

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