Terrorismo: Bersaglio Mobile

La responsabilità dell’Europa contagia le speranze nei colloqui di Ginevra.

Lunedì scorso il Presidente Vladimir Putin ha ordinato il ritiro di un consistente gruppo di aerei russi dopo che le forze di terra siriane avevano raggiunto Aleppo e Palmira, e nei pressi di Raqqa, nota per essere diventata capitale del terrore dello Stato Islamico.
Le vicende che riguardano il Medio Oriente non sono sufficientemente lontane dall’Europa, la guerra, il terrorismo sono realtà più che mai certe e l’opinione pubblica deve essere informata. Nessuno Stato è fuori pericolo.
L’intenso impegno militare russo si è trasformato, in questi ultimi giorni e con grande sorpresa, in un parziale ridimensionamento delle forze aeree russe. Rimarrà il sostegno militare al Presidente al Asad e una vigilanza sugli obiettivi terroristici con alcune basi attive per qualsiasi eventualità. Commenti e varie ipotesi sul ritiro incompleto delle forze russe. Nessuna certezza sui perché in questo contesto di guerra, ora di tregua, e in parte di avvio negoziati a Ginevra. Più di ogni altra cosa vale trovare una soluzione.
Le trattative sono d’obbligo per non ripetere le esperienze negative di altri paesi che hanno vissuto storie simili. La Russia ha conseguito la sua vittoria e uno degli obbiettivi ma continua l’operazione contro il terrorismo. Proprio tre giorni fa l’intenso bombardamento dei Sukoi 24 e 34 insieme all’esercito siriano che si é avvicinato alla provincia di Homs, a pochi km da Palmira, (aerei russi hanno bombardato pesantemente le zone periferiche di Deir el-Zor). Sono state indebolite le bande armate, e 1800 cisterne sono state distrutte mentre trasportavano, verso la Turchia, il greggio sottratto dalla Siria e all’Iraq. Lo Stato dell’Iraq e del Levante è stato colpito gravemente dagli incessanti attacchi aerei russi negli ultimi sette mesi. Malgrado la tregua concordata con gli Stati Uniti di cessazione delle ostilità, le forze aeree russe e siriane continuano a colpire lo Stato islamico e al-Nusra. L’autorevole esponente siriano, Bousana Chaban ha dichiarato: “esprimiamo la nostra soddisfazione per la collaborazione in atto tra Stati Uniti e Federazione Russa. Un fatto nuovo che indica una seria collaborazione tra le due potenze che lasciano meno spazio a Stati regionali governati dall’odio e irresponsabilità”. Oggi, di fronte all’espandersi del terrorismo, bersaglio mobile, molte cose sono cambiate come per esempio i paesi che sostenevano gruppi armati in Siria, ora sono contagiati e devono tenere conto delle scelte fatte. Ricordiamo la prima conferenza di Ginevra 1 – nel 2012: la Siria non venne invitata, neanche l’opposizione interna che rappresenta una parte importante della società civile. Oggi, per fortuna, sia il Governo che l’opposizione interna sono presenti insieme ai Curdi.
Alcuni reporter (Dr. Talal Khrais), presenti nelle zone di guerra, nel 2013, hanno potuto verificare che i terroristi sconfitti nel Qalamoun, in Siria si spostavano verso il Nord d’Africa e dal Nord d’Africa in Europa.
L’Europa era assente?
Il contagio terroristico in Europa è una cosa seria. L’IS si muove verso la Libia per controllare il petrolio. È possibile un’invasione in Tunisia o in una grande parte del paese e l’esercito tunisino non é pronto per affrontare questa avanzata. Fonti giornalistiche sostengono che l’IS ha subito enormi perdite economiche in Siria e il mensile dei suoi combattenti è ridotto del 70%.
Rappresenta una possibilità positiva il negoziato di Ginevra e il ruolo dell’Europa si deve far emergere con forza una linea comune per garantire pace e stabilità. Per evitare che Stati come i Paesi Arabi, l’Iraq, la Siria, la Libia e lo Yemen si indeboliscano ulteriormente.
Stime ufficiali del Ministero dell’Interno tedesco indicano concretamente che in tutta la Germania ci sono circa 3.500 uomini e donne di fede islamica di corrente salafita, apparentemente radicalizzati, che sono potenziali combattenti della Jihad pronti a dar seguito ad attacchi terroristici nel paese. Questo contesto di paura e confusione a volte impedisce una attenta valutazione a chi chiede il visto di ingresso per un breve soggiorno nel territorio della Repubblica Italiana. La disorganizzazione nei controlli impedisce a Religiosi moderati libanesi di ottenere il visto di entrata, un ostacolo inspiegabile per i Sacerdoti che lavorano per un Islam armonioso e svolgono un incarico preciso che è quello di invitare i musulmani in Europa all’equilibrio e all’integrazione. Recentemente è stato negato il visto ai Religiosi moderati libanesi.
Il caos nei controlli permette a persone non raccomandabili di entrare e ottenere qualche diritto.
Nelle ultime settimane l’allarme attentati é cresciuto e l’Autorità Federale Tedesca ha raggiunto il massimo livello.
È desiderabile la pace, è augurabile che a Ginevra, la delegazione di Ryad accetti di incontrare la delegazione sia del Governo che dell’opposizione interna.

Talal Khrais, Damasco – Paola Angelini, RomaIMG_0838

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