La liberazione della città di Palmyra storico sito archeologico patrimonio dell’Umanità

LIBERATA

Palmyra assediata dallo scorso maggio, occupata nella provincia est di Homs. Poco tempo dopo distrutto il tempio Baal Shamin e danneggiate altre antiche rovine, nella piazza pubblica decapitato uno dei massimi esperti siriani di antichità Khaled al Assad. Tutto il mondo scosso.

Finalmente le truppe di al Assad sono entrate a Palmyra dalla parte ovest, nella zona di La Qussour.

I militanti dell’Is sono stati costretti a ripiegare dopo che per giorni i russi hanno bombardato le loro postazioni intorno la città storica. Il corrispondente Sumar Hatem segue da mesi la situazione, vive in prima fila con il militari e ci informa che la ripresa di Palmyra città emblema è indispensabile per il collegamento con la lunga strada che taglia la Siria fino all’Iraq.

Liberazione vuol dire anche separare Reqah città con il concentramento più importante dell’Is da Palmyra considerata secondo punto di raccolta dei miliziani Is.

La strada che separa Palmyra da Mhein e Qaryatayn consente all’esercito di avanzare verso la provincia di Deir Ezzour assediata dall’Isis che in questo caso perde anche le risorse petrolifere. Palmyra è vicina ai giacimenti di al Halil e Arak che riforniscono di corrente elettrica tutta la città di Latakia.

Talal Khrais, Beirut – Paola Angelini, Roma

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