Il grido di Aleppo, seconda città della Siria: in queste ore 244 morti

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Amer Abou Ferraj, Aleppo – Amal Higiazi, Aleppo

Talal Khrais, Damasco – Paola Angelini, Roma

AleppoAleppo perno economico della Siria è bersaglio di intensi bombardamenti. Aleppo è esclusa da quella “sospensione provvisoria” stabilita con la mediazione di Russia e Stati Uniti.

Con Amer Abou Ferraj lasciamo le telecamere per prestare soccorso e tentare di salvare vite umane: non possiamo rimanere indifferenti.

Amer Abou Ferraj è un reporter, è un inviato speciale di Al Manar, un corrispondente che collabora con Assadakh (sito: www.assadakah.com).

Non possiamo rimanere indifferenti davanti a tutto ciò che accade. Non possiamo filmare morti, feriti e devastazioni escludendo intenzionalmente di estrarre da sotto le macerie bambini innocenti. Vado in giro nei quartieri di Aleppo che subiscono pesanti bombardamenti. Non dormo da tre giorni.

Alcuni colleghi sono riusciti a salvare diverse persone, e grazie a Dio nessuno di noi è ferito ma abbiamo corso rischi enormi. La collega Amal Higiazi racconta la città di Aleppo devastata dalla guerra: “Molta gente è scomparsa, molti sono rimasti incastrati sotto le macerie e altri sono stati rapiti dalle bande armate dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, dell’Isis e di al Nusra. Spariti per essere usati come scudi umani. Da onesti corrispondenti non possiamo giustificare nessuno, non esistono bombe cattive o bombe buone, tutte sono terribili. Con i nostri occhi abbiamo visto la drammaticità di questo orribile conflitto. Bisogna fermare la guerra, non importa come, qui muoiono gli innocenti”.

Sponsorizzato e armato con centinaia di milioni di dollari dai governi occidentali e dalle monarchie arabe, l’Els (Esercito libero siriano) non è mai stato protagonista. A combattere contro l’esercito governativo sono state e sono le tante organizzazioni terroristiche.

Parlare di una opposizione moderata è una beffa. L’Occidente continua ad avere atteggiamenti ostili verso il Presidente Bashar al Assad, sembra essere un’idea fissa. I media occidentali non attribuiscono l’importanza che dovrebbero alle questioni Medio Orientali, e riducono tutto a una questione di sicurezza per la realtà europea. Nel frattempo tutti gli aiuti finiscono nelle mani delle organizzazioni legate ad al Qaeda. In Europa gli intellettuali e i media continuano a parlare di opposizione al regime, ma non sono stati in grado di spiegare all’opinione pubblica cosa intendono. Se intendono l’Els (Esercito libero siriano), la sua presenza è quasi nulla. Il Governo siriano ha respinto le accuse di aver bombardato, con le sue forze aeree, un ospedale da campo gestito da Medici senza Frontiere nella città di Aleppo e alcuni edifici circostanti. Il bilancio stimato è di almeno una trentina di civili uccisi. “Queste voci – scrive l’agenzia Sana, citando fonti governative – sono solo un tentativo di coprire i crimini commessi dai terroristi contro la popolazione” L’agenzia afferma, invece, che almeno “nove civili sono stati uccisi e decine sono i feriti nei bombardamenti dei terroristi con razzi e spari di cecchini” contro i quartieri di Aleppo controllati dai lealisti.

Quello che si sa è che l’aeronautica militare siriana ha distrutto un punto di comando dei terroristi vicino all’ospedale di Zakhi al-Azrak, uccidendo circa 20 persone.

L’organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere ha dichiarato che nel corso degli attacchi agli ospedali di Aleppo sono state uccise quattordici persone tra medici e pazienti.

Tutti i quartieri subiscono ogni giorno bombardamenti, nessuno escluso: il quartiere di Midan dove vivono gli arabi cristiani e gli armeni e il vicino quartiere dei curdi. La tregua è palesemente saltata, e non “appesa a un filo” come ha dichiarato l’inviato Onu Staffan de Mistura. La tregua è stata bloccata dalle bande terroristiche che nel frattempo si sono rafforzate (ricevendo rifornimenti di armi tramite la Turchia).

Il numero giornaliero di morti tra i civili è di circa cinquanta persone.

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