Italia e Arabia Saudita guardano verso il futuro

Talal Khrais e Paola Angelini, Roma
Mahmoud Ramadan, Beirut – Najia al Houssari, Cairo

 

ambasciatore Luca Ferrari RiadFoto piccola:
Luca Ferrari, Ambasciatore a Riad

Foto grande:
S.E. Dr. Rayed Khaled A. Krimly, Ambasciatore Saudita in Italia

L’Arabia Saudita rilancia la sua politica estera in tutte le direzioni senza trascurare il partner Italiano. Poche settimane fa il Regno Saudita ha attivato il progetto ponte tra Africa del Nord e Medio Oriente. Grazie a questo progetto l’Arabia Saudita avvia un programma interessante per la regione Sicilia, assegnando 30 milioni di euro per il restauro di monumenti della civiltà islamica nella zona di Enna e per contribuire allo sviluppo di Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera. La notizia dell’impegno verso le trepiccole città della provincia di Enna è stata diffusa attraverso l’edizione del giornale locale “La Sicilia” dal Sindaco di Aidone, Vincenzo Lacchiana. La firma del protocollo di intesa per il progetto è avvenuta tra lo stesso Sindaco e il Segretario generale della suprema commissione per il turismo e le antichità, il dott. Ahmed Saeed Badrais, in rappresentanza del principe Sultan Bin Salman bin Abdulaziz Al Saud.

L’investimento (30 milioni) prevede la costituzione del “King Salman Cultural and Architectural Islamic Arabic Center”.

Per di più, il Governo saudita è interessato a facilitare adeguate iniziative per favorire la conoscenza della civiltà islamica in Sicilia. Non solo, verranno anche ristrutturati monumenti legati alla loro cultura e realizzati di nuovi.

L’Arabia Saudita rilancia la politica estera in tutte le direzioni a dispetto della crisi economica che sta vivendo il paese Medio Orientale, con l’auspicio che possa consolidarsi e diventare una fonte importante non solo per l’economia italiana.

Nel corso della sua ultima visita al Cairo, il Re saudita Salman ha detto che il suo paese e l’Egitto intendono siglare una collaborazione per la realizzazione di un’imponente infrastruttura che prevede la realizzazione di un ponte sul Mar Rosso per collegare i due paesi e facilitare gli scambi commerciali. L’Arabia Saudita e gli altri Paesi produttori di petrolio hanno versato miliardi di dollari nelle casse della Repubblica Araba d’Egitto, amministrata dal Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi (dal 2013). L’idea di un ponte sul Mar Rosso non è nuova, è un progetto proposto già molti anni fa, e mai realizzato. Nel 1988 l’Egitto e l’Arabia Saudita avevano iniziato a pianificare la possibilità di realizzare un’altra grande opera: un ponte lungo 20 miglia, incluso un ponte ferroviario attraverso gli Stretti di Tiran e di Ras Nasranui, nella penisola del Sinai vicino a Sharm-El-Sheik, con terminale a Ras Hamid nel nord est della penisola Arabica. I due leader hanno infine precisato che il ponte sarà costruito e avrà lo stesso nome del Re saudita. Così è stato deciso dal Presidente egiziano Al- Sisi.

Le stime dei costi sono quantificate tra i 2,6 e i 3,5 miliardi di euro, mentre le attuali valutazioni sembrano molto più elevate.

L’Arabia Saudita è ufficialmente conosciuta come il Regno dell’Arabia Saudita, il più grande Stato Arabo dell’Asia occidentale per superficie (circa 2,25 milioni km² della Penisola Arabica), e il secondo più grande del mondo arabo. È il luogo di nascita dell’Islam. È il Regno chiamato (a volte) “la terra delle due sacre moschee” in riferimento all’al-Masjid al-Ḥaram (di Mecca) e all’al-Masjid al-Nabawī (di Medina), i due Santuari più sacri dell’Islam.

L’Arabia Saudita possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo, concentrate in gran parte nella provincia orientale.

I rapporti con l’Italia sono considerevoli, l’Accordo sulla doppia imposizione del 2010 è finalizzato ad evitare la doppia imposizione e a prevenire l’evasione fiscale. Stabilisce come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolamentando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito, e rappresenta uno dei principali strumenti per lo sviluppo dei rapporti economici italo-sauditi. L’Ambasciatore Saleh Mohammad Al Ghamdi a Roma, lavora per portare ai massimi livelli i rapporti tra i due Paesi. Il volume dell’interscambio commerciale supera gli 11 miliardi di euro e l’Italia costituisce il secondo paese europeo per le importazioni dall’Arabia Saudita. Le esportazioni del Regno verso l’Italia costituiscono il 20 % di tutte quelle in atto verso i paesi dell’Unione Europea. In tale ambito, nell’ultimo decennio, l’Italia è stata il partner commerciale più importante dell’Arabia Saudita assestandosi, in assoluto, come il sesto paese esportatore verso il Regno e l’ottavo nella classifica dei Paesi importatori. Il Regno importa dalla Repubblica italiana medicinali, macchinari per la lavorazione di metalli, materiale sanitario, apparecchiature tecnologiche, pezzi di ricambio per velivoli, telai di autoveicoli, automezzi industriali e pullman, strumenti elettrici, materiale medico, sanitario e altro. Esporta verso l’Italia petrolio e suoi derivati, prodotti chimici, petrolchimici e altre tipologie di merci. L’Ambasciatore ricorda che l’economia saudita è riuscita a mantenere un solido livello in tutti i settori. Il Regno continua a consolidare i risultati positivi attraverso la diversificazione delle risorse economiche e il potenziamento della produzione, che contribuisce a creare nuove e maggiori opportunità occupazionali per i cittadini, nonché a formare un clima propizio al miglioramento della produttività del settore privato.

Peraltro, i primi paesi che hanno inviato aiuti alle popolazioni dell’Italia del sud colpita dal terremoto sono state l’Arabia Saudita e la Libia.

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