Fine dell’embargo: opportunità per la Repubblica Islamica dell’Iran

Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

bandiere

Il 9 maggio scorso S.E. l’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, Jahanbakhsh Mozaffari, si è recato a Jesi per consolidare gli storici rapporti di amicizia con l’Italia, e per riattivare gli interscambi commerciali sospesi a causa delle sanzioni imposte a livello internazionale.

Nessun governo potrà modificare il legame con il popolo iraniano. La fine dell’embargo apre nuove prospettive su tutto lo scenario internazionale, in particolare, è consolidata la collaborazione con l’Italia.

S.E. l’Ambasciatore ha espresso interesse nei confronti delle piccole e medie imprese e ha detto che la “Repubblica Islamica dell’Iran è un mercato da rivitalizzare. Siamo fiduciosi nel recupero del tempo perduto, vogliamo accelerare e semplificare le relazioni tra il nostro e il vostro paese con un’attentamba e fattiva collaborazione”. Inoltre la Regione Marche sarà protagonista di una missione istituzionale nella Repubblica Islamica dell’Iran, guidata dal Presidente della Regione, Luca Ceriscioli, che accompagnerà una delegazione di imprenditori alla scoperta di un mercato da sempre molto collaborativo, anche prima dell’entrata in vigore delle sanzioni internazionali sul nucleare.

A Jesi, in occasione del Forum Iran, davanti a un’affollatissima platea di duecento imprenditori marchigiani, l’Ambasciatore Jahanbakhsh Mozaffari ha detto:“Il mercato iraniano è da rivitalizzare per rilanciare l’economia, servono 900 miliardi di euro e il nostro paese dispone di queste risorse”.

Per il Presidente della Regione, Luca Ceriscioli, gli scenari sono interessanti e si aprono “non solo per le PMI, ma anche per gli scambi culturali. Il popolo iraniano ama la cultura, l’arte, ma anche il mare, e lo shopping. Queste caratteristiche corrispondono perfettamente alle opportunità offerte dal turismo della Regione Marche, pronta a fare la sua parte per sostenere la rinascita di queste relazioni che rappresentano un’opportunità importantissima per il nostro territorio”.

La delegazione iraniana è stata cordialmente accolta dalle imprese del territorio che possono offrire il khow how, la qualità dei prodotti e un forte dinamismo. Il Presidente della Regione Marche ha assicurato che “ora tocca alle regioni dare piena operatività a questo percorso di avvicinamento per sostenere la rinascita delle relazioni tra i paesi. Pronti ad offrire tutte le condizioni per lavorare con decisione e offrire alle aziende il sostegno e gli appoggi necessari per agevolare le relazioni e gli interscambi”.

S.E. l’Ambasciatore ha immediatamente proposto un accordo di cooperazione tra la Regione Marche e un’altra Regione della Repubblica Islamica dell’Iran, e la costituzione di una “squadra di imprese” interessate agli scambi, coordinata dalla Regione, in sinergia con la Camera di Commercio iraniana, pronta a organizzare un missione nella Repubblica Islamica dell’Iran per trovare il partner commerciale di riferimento”.

La recente visita del Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, nella Repubblica Islamica dell’Iran ha aperto nuovi spazi per il rilancio delle relazioni economiche tra l’Italia e la Repubblica Islamica dell’Iran. È stato siglato un accordo tra il Premier e la Repubblica Islamica dell’Iran per avviare nuovi interessanti sviluppi. Al Business Forum della Camera di Commercio di Teheran, il Premier italiano ha detto che servono “poche parole, molti fatti. L’Italia c’è e i rapporti non rimangano sulla carta, il vero modo di affermare un’amicizia è quello di lavorare insieme, poi, c’è uno spazio di cooperazione che va valorizzato maggiormente. Occorre correre, come corrono i treni italiani, i progetti ci sono, vanno realizzati, e non sono solo sulle infrastrutture. Ci sono realtà nel mondo energetico a partire da Eni e Enel che hanno tutte le condizioni per fare dei lavori straordinari”. Il Presidente del Consiglio Renzi ha sottolineato il ruolo politico che può avere la Repubblica Islamica dell’Iran per la pace nell’intera area. Si è soffermato sulle “spaventose crisi umanitarie”: la Siria non va dimenticata, “milioni di siriani vivono l’esperienza da profughi”.

L’Italia brucia sul tempo alleati e concorrenti. Le imprese italiane pagano il prezzo della dipendenza dagli Stati Uniti, perdendo importanti pezzi del grande mercato iraniano. Nel 2005 l’Italia è stato il terzo più grande partner commerciale di Teheran: lo scambio è pari al 7,5% di tutte le esportazioni iraniane. Roma è stato il primo partner commerciale della Repubblica Islamica dell’Iran nell’Unione europea (2006). Nel 2008 gli scambi commerciali ammontavano a 6 miliardi di euro, e promettevano di crescere. Poi, però, la battuta di arresto per le sanzioni collegate al programma nucleare iraniano. La situazione è peggiorata progressivamente durante l’embargo e tali condizioni non hanno aiutato la partnership economica Italia-Iran.

Emma Bonino è stata il primo Ministro degli Esteri di un paese occidentale a visitare la Repubblica Islamica dell’Iran (2013). Successivamente altri diciassette colleghi europei hanno seguito l’iter fino alla nomina di Federica Mogherini come Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nell’Ue (2014).

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