La causa siriana non è solo della Siria, è di tutti. La Siria è cultura, è storia, è arte e religione

Paola Angelini, Roma

Si è svolta a Roma, il 19 maggio 2016, in una sala annessa alla Basilica di S. Maria in Cosmedin, organizzata dalla Comunità siriana e da Sol.Id., la manifestazione “I BELONG TO. Conferenza sul patrimonio archeologico e culturale padre haddad e talalsiriano distrutto dai terroristi”.

Hanno preso parte alla cerimonia: l’Archimandrita melchita Mtanios Haddad, Rettore della Basilica; Padre Hilarion Capucci, Arcivescovo cattolico e attivista siriano; il Presidente della Comunità siriana Jamal Abuabbas; l’Imami Abou Fadal; l’archeologo Paolo Matthiae, Docente universitario che nel 1968 ha scoperto il sito di Ebla; la Professoressa Russo, docente di lingua araba all’Università di Macerata; il reporter Talal Khrais, esperto di politica internazionale. In video i saluti del Ministro del Turismo, Yasser Yazgi ottimista per le sorti del paese.

Padre Mtanios Haddad rivolge i saluti di benvenuto e parla degli ultimi drammatici anni di guerra che affliggono la Siria, condannando la violenza “perché non ci rappresenta […] in Siria abbiamo una crisi che appartiene ai terroristi venuti da altri paesi. Il Medio Oriente è la culla del Cristianesimo, in Siria deve tornare la convivenza come prima”. Aggiunge poi che nel “mondo arabo abbiamo vissuto in un mosaico di convivenza tra religioni […] Vogliamo un Islam della carità, della riconciliazione. […] Siamo capaci di tornare alla vita di convivenza pacifica, […] siamo attaccati alla nostra terra, siamo attaccati alla religione, alla cultura e alla civiltà”. Il dialogo interreligioso è basato sul rispetto: bisogna rispettare la democrazia. Padre Mtanios Haddad pone anche l’accento sulla “appartenenza” simbolo della conferenza, ma soprattutto e primcapuccia di tutto sull’uomo. “Io appartengo a questa cultura siriana e sono orgoglioso di essere siriano”.

L’Imami Abou Fadal, guida religiosa invita a conoscere il vero Islam. “Non c’è bisogno di distruggere il passato. I segni del passato rimarranno segni divini, non devono essere distrutti. […] In realtà Dio ci ordina di agire secondo giustizia e benevolenza. La cultura garantisce l’interesse dell’umanità”.

L’archeologo Paolo Matthiae, nominato Cavaliere di Gran Croce (la più alta onorificenza italiana) nel 1995 dal Presidente della Repubblica, trova la testimonianza dell’Imami straordinariamente interessante: “le opere dell’arte sono le opere del talento umano, e mi pare che l’Imami le abbia chiamate <segni divini>: da occidentale sono completamente d’accordo, mi sembra che sia proprio la stessa voce. […] Come si può arrivare a distruggere le opere dell’uomo, che sono opere che avvicinano l’uomo al mondo divino?”

Il Professor Paolo Matthiae sottolinea che “La crisi siriana avrà un termine. Alla fine, noi potremo restituire al popolo della Siria e al popolo dell’Iraq gran parte del loro patrimonio culturale, e questo avverrà nel segno del rispetto della sovranità di questi paesi, e nel rispetto delle convenzioni internazionali, e nel rispetto della collaborazione internazionale. Senza pretendere, noi occidentali, di essere sempre i primi della classe”.

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