La ricezione di Dante nel mondo armeno

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Paola Angelini, Roma

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Si è svolto a Roma, il 13 giugno 2016 nel prestigioso Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri, il Convegno intitolato “La ricezione di Dante nel mondo armeno”.

Sono intervenuti l’Ambasciatore della Repubblica Armena, S.E. Victoria Bagdassarian, la Professoressa Sona Haroutyunian, docente di lingua e letteratura armena dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, le Rappresentanti del Comitato Dante Alighieri di Cosenza, la Professoressa Teresina Ciliberti e la Dott.ssa Parise M. Cristina.

La Società Dante Alighieri ha messo a disposizione l’aula del cinquecentesco Palazzo che ha ospitato l’evento. La Scuola ha lo scopo di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».

Per il nuovo Ambasciatore, S.E. l’avv. Victoria Bagdassarian, è stata una della prime uscite pubbliche, e si è detta soddisfatta per le relazioni di cooperazione tra l’Italia e l’Armenia. Nel suo indirizzo di saluto ha espresso gratitudine a tutti i partecipanti per aver aderito alla manifestazione promossa dal Comitato Dante Alighieri.

La Professoressa Teresina Ciliberti introduce e sottolinea il tema del Convegno: “Dante in Armenia ha funzionato e la ricezione ha avuto un forte significato. Una delle costanti è la traduzione che ha superato la sfida: inizialmente in forma orale poi, in un secondo momento, in forma scritta. Le prime notizie sono opera dei francescani e dei domenicani. Il grande apporto è dei traduttori in Armenia che vengono considerati santi, infatti è stata istituita la festa dei Santi traduttori, la ricorrenza di ottobre ha valore sacrale e aiuta la comprensione. Inoltre serve per avere competenza della lingua di partenza e della lingua di arrivo, di conseguenza c’è un potente e paziente lavoro sul linguaggio”. I Padri mechitaristi sono stati modernissimi: “hanno usato la capacità di creare l’effetto equivalente” che vuol dire saper tradurre e saper dare “le stesse emozioni per comprendere il testo. Questo “dinamismo è un gesto ermeneutico che porta alla verità”.

La Professoressa Sona Haroutyunian, dell’Università Ca Foscari di Venezia, ospite d’onore e relatrice ha ricordato la grande importanza dell’Ordine mechitarista nella traduzione armena di opere di Dante e della diffusione nei circoli armeni. Sona Harutyunyan ha sottolineato l’importanza della traduzione delle opere di Padre Arsen, infatti Dante è diventato un punto di riferimento in molti paesi europei e asiatici.

Padre Arsen può essere considerato tra coloro che hanno contributo a fare di Dante un autore non solo dell’antichità ma anche della classicità moderna. Ghazikyan accanto a Dante tradusse anche molti altri autori della letteratura Italiana da Tasso a Leopardi a Boito fino ad Ada Negri e Vittoria Aganoor.

Nell’Isola di San Lazzaro degli Armeni svolse importanti studi dantisti Padre Արսէն Ղազիկեան.

Infine la grande sorpresa ascoltando Narek il bambino appena dodicenne che ama Dante. Narek è armeno e recita a memoria i versi di Dante Alighieri. La mamma è la Professoressa Sona Haroutyunian.

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Narek

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