Libano: piccolo grande paese in prima linea contro il terrorismo

Talal Khrais, Al Qaa, Beka del Nord, Libano

Un piccolo Paese nella Beka smantella un piano diabolico dell’Isis

Ieri mattina siamo venuti a sapere di un attentato compiuto da quattro attentatori suicidi che si sono fatti esplodere nel piccolo villaggio libanese al Qaa, nella Beka Nord, sul confine con la Siria. Immediatamente ci siamo messi in viaggio e dopo due ore abbiamo raggiunto il paese colpito.

Qualche giorno fa le autorità libanesi hanno informato che ci potrebbe essere un nuovo inizio di attacchi contro il Libano. L’Isis ha colpito duramente in Siria e in Iraq, ora cerca di aprire nuovi fronti. In Libano ad accogliere i terroristi, c’erano  i cittadini, pronti e consapevoli di dover combattere contro il terrorismo, hanno intenzione di lottare come eroi e non vogliono raccogliere sconfitte.

Arrivati nel piccolo villaggio abbiamo assistito a scene drammatiche che purtroppo speravamo di non vedere. Nella piazza c’erano tanti giovani e donne, pronti a combattere. Con stupore abbiamo parlato con un’insegnate di 41 anni Josephine che ha raccontato: “siamo qui ad aspettarli, come stamattina, quattro terroristi sono stati affrontati da un giovane civile e due sono rimasti uccisi con un fucile da caccia”.

L’esercito libanese e la polizia scientifica è arrivata sul luogo degli attacchi suicidi e ha potuto accertare il numero degli attentatori (otto) che hanno attaccato il villaggio libanese cristiano. Volevano far esplodere la Centrale elettrica, alcune stazioni di benzina, terrorizzare la popolazione e poi aprire la strada a duecento combattenti dell’Isis. Successivamente occupare completamente il piccolo e strategico paesino sul confine.

Il piano è fallito per la grande partecipazione della popolazione che rimane sempre vigile. Il villaggio viene considerato lo scudo della Beka.

I primi quattro attentatori si sono fatti esplodere dopo le ore 4 della mattina. L’intervento di un giovane del villaggio ha permesso ci fossero solo cinque persone uccise e nove 9 feriti.

Il primo terrorista si è fatto saltare dopo essere stato affrontato, come detto, dal giovane, gli altri tre si sono fatti esplodere uno alla volta, mentre altre persone arrivavano sul posto.

I rimanenti quattro attentatori hanno colpito in serata, mentre gli abitanti del villaggio si stavano preparando per i funerali delle persone uccise la mattina. Due di loro si sono fatti saltare fuori dalla chiesa di Sant’Elia e non ci sono state vittime, ma almeno quindici persone sono rimaste leggermente ferite.

Il Presidente del consiglio comunale del piccolo comune di Qaa ha invitato i residenti a rimanere a casa e a sparare a chiunque sembri sospetto. Nel frattempo, il Governatore della provincia ha imposto un coprifuoco sui rifugiati siriani che abitano nell’area.

Il leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah ha parlato venerdì scorso della minaccia posta dai terroristi che operano sul confine tra Siria e Libano: “stanno preparando autobombe per colpire il territorio libanese e il governo è preoccupato dell’intensificarsi degli attacchi terroristici, e riferendosi agli otto attentatori suicidi di Qaa, ha parlato di un “modo inconsueto” di colpire che rappresenta una nuova fase “dello scontro tra lo Stato libanese e il terrorismo”.

Il Ministro degli Interni, Nohad Machnouk ha dichiarato che gli attentatori provenivano dal territorio siriano e non dai campi profughi che ospitano i rifugiati siriani.

I terroristi dell’Isis hanno promesso di “spezzare i confini della Giordania e del Libano”.

Moustafa Hamdan, il leader del Movimento Nasseriano (gruppo nazionalista arabo) rilascia una dichiarazione alla – assadakah.com –  “ Noi siamo qui ad aspettarli, il Libano, il piccolo Paese è stato il cimitero degli invasori. Al Qaa il più piccolo paese del Libano ha smantellato un piano diabolico e tutti i libanesi sono uniti contro il terrorismo”.

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