Gli americani non impediranno lo spostamento dell’Isis da Mosul alla Siria

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Talal Khrais, Paola Angelini – Roma
Bogdana Ivanova – Mosca

Mosca avverte e dà il via alla spedizione dell’incrociatore nucleare Pietro il Grande
incrociatore-pietro-il-grande2Iraq: dubbi sull’immobilismo USA. Gli esperti di politica estera credono che gli Stati Uniti siano perdenti in Siria, e probabilmente cercheranno di cambiare tutti gli equilibri, lasciando che migliaia di combattenti dello Stato Islamico si spostino da Mosul, dove le difese dei terroristi stanno crollando, verso la città di confine Deir El Zour, già assediata dall’Isis da due anni.

L’opinione di alcuni esperti militari, e in particolare quella del Generale dei Generali Amin Hoteit, è che si profili uno scenario in cui migliaia di combattenti potrebbero arrivare e sfondare le difese dell’Esercito Siriano, occupando questa città chiave, che è sede di basi aeree e di un grande arsenale governativo. Conseguentemente, l’Isis avrebbe facilità a raggiungere le province di Homs, Aleppo e Palmira. Inoltre, e non da ultimo, le basi russe potrebbero essere bersagli facili.

Questa mattina, decine di mezzi blindati e circa 180 combattenti sono stati bombardati e annientati dall’aviazione irachena, mentre si spostavano verso Reqqa, roccaforte dello Stato Islamico. Tutto succedeva sotto gli occhi degli Americani e degli alleati.

La Russia non lascerà che tutto ciò accada, e infatti c’è mobilitazione generale. Ecco il perché dell’invio a sorpresa, verso le coste siriane, del famoso incrociatore nucleare Pietro il Grande.

La Federazione Russa possiede un importante arsenale pronto a difendere gli interessi strategici del Paese, e le ragioni per cui il Governo russo vuole difendere la Siria sono comprensibili. La Siria, già prima che la Federazione Russa intervenisse sui suoi territori, sopportava pressioni da parte dell’Occidente, e non ha mai smesso di considerare il grande Paese un amico. Mentre sotto gli occhi di tutti, compreso l’Occidente, partivano combattenti, o meglio terroristi, per combattere in Siria. La Federazione Russa è consapevolmente preoccupata per la massiccia presenza in Siria di migliaia di elementi provenienti dai Paesi della sfera ex sovietica.

Il terrorismo si estende, e malgrado colpisca le capitali europee, l’obiettivo occidentale è rimasto combattere il nemico russo e, insieme a lui, chi combatte il terrorismo, come la Repubblica Islamica dell’Iran, la Siria e gli Hezbollah. Ai negoziati di Losanna (circa due settimane fa) l’Europa e gli Stati Uniti hanno avuto, forse, l’ultima occasione per correggere i propri errori nei rapporti con la Federazione Russa. Ma invece è continuata la politica occidentale aggressiva contro la Federazione Russa. I leader occidentali, in maniera indiretta, chiedevano alla Russia di non difendersi e non combattere il terrorismo.

La Federazione Russa ha stabilito le proprie postazioni in Siria per diverse ragioni, tra le quali era importante quella di intervenire nel conflitto siriano per ostacolare la comparsa, nei suoi confini meridionali, di gruppi musulmani-jihadisti, che rappresenterebbero una minaccia per la sua sicurezza interna.

Di fronte all’ostilità occidentale e a giochi pericolosi, la Federazione Russa si mobilita per ogni eventualità. La Duma, camera bassa del Parlamento russo, ha ratificato il 15 ottobre scorso un accordo con Damasco sulla presenza a tempo indeterminato delle proprie forze aeree nella base militare Hmeimim, in Siria occidentale. Questo accordo, “valido per un periodo indefinito”, permette il dispiegamento permanente di forze aeree russe nella base aerea di Hmeimim, che passa sotto la giurisdizione russa. La Russia, che ha già una base navale a Tartus, in Siria nord-occidentale, dal 30 settembre 2015 ha schierato la sua aviazione sul territorio siriano, a sostegno della Siria, sua alleata, contro “obiettivi terroristici”. In questo momento sono 4.300 i militari russi dispiegati in Siria, la maggior parte dei quali vive nella base aerea Hmeimim, nei pressi di Latakia. L’esercito russo utilizza decine di elicotteri da combattimento, e sistemi di difesa aerea S-400 sono stati ultimamente dispiegati sempre a Hmeimim.
bombardiere-russeProprio oggi, hanno volato verso le coste siriane i nuovi caccia MIG-29K e gli elicotteri KA-52K.

La flotta del Nord, guidata dalla portaerei Admiral Kuznetsov (la cui “ala” trasporta aerei SU-33 e SU-25, ma anche elicotteri KA-27 e KА-29; attualmente sono in fase di collaudo sulla nave i nuovi caccia MIG-29K e gli elicotteri KA-52K) e che include l’incrociatore atomico “Pietro il Grande”, ha avviato la sua spedizione nel mar Mediterraneo. “In conformità con l’addestramento della Marina Militare russa, il 15 ottobre è iniziata la spedizione del gruppo di navi della Flotta del Nord nelle zone Nord-Est dell’Atlantico e del Mediterraneo. Il gruppo di navi comprende la portaerei Ammiraglio della Flotta Sovietica Kuznetsov, l’incrociatore atomico Pietro il Grande, le grandi navi anti-sommergibili Severomorsk e Viceammiraglio Kulakov”, si legge nel comunicato, dove si precisa inoltre che la spedizione si propone la presenza negli oceani, con una particolare attenzione rivolta alla sicurezza della navigazione marittima.

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