La Russia non aspetta, presto ci sarà la grande battaglia di Aleppo per seppellire i terroristi in Siria

Jafar Mhanna – Aleppo
Mohamad Eid – Damasco
Bogdana Ivanova – Mosca
Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

Nessuno può contestare la leadership del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che guida un paese contro il quale forme di ostilità evidenti oscillano tra sanzioni economiche e menzogne. Il Presidente della Federazione Russa resiste, e se avesse ascoltato o subito il diktat occidentale, avremmo potuto trovare combattenti sotto le nostre case. Al contrario, Putin adotta una strategia tutta sua: non è quella della finanza, non è quella delle banche, rivolge le attenzioni alla sicurezza nazionale, e verso i paesi confinanti che hanno un’alta percentuale di combattenti pronti a uccidere, di cui molti sono in Siria.

Le scelte del Cremlino non sono influenzabili, le valutazioni di governo non hanno aspettato di vedere chi avrebbe vinto le elezioni americane per decidere le azioni politiche, la linea è chiara, si devono eliminare i terroristi prima che arrivino a Mosca. Contestualmente, bisogna mantenere alta l’attenzione nei confronti dell’America, considerare una possibile collaborazione al fine di tutelare la pace e la sicurezza nel mondo.

“Gli americani hanno scelto Donald Trump e sperano di salvare il loro paese dal terrorismo e di migliorare le relazioni con gli altri Stati. L’amministrazione Obama, alla quale Hillary Clinton era legata, ha sostenuto i gruppi estremisti come i Fratelli musulmani in Egitto, l’Isis in Iraq, e in Siria. Per molti la discussione deve essere orientata sulla chiusura di tutte le vie di finanziamento al terrorismo, compresi gli Usa e alcuni paesi arabi, al fine di giungere a una risoluzione politica della crisi in Siria, dando soddisfazione a tutte le parti in conflitto”: queste le parole del Segretario generale del Partito dell’Unione Democratica, Fajer Zeidan.

I politici siriani credono che Vladimir Putin e Donald Trump debbano collaborare per conservare unità e sovranità in Siria. Dunque, una seria cooperazione con la nuova amministrazione americana potrebbe mettere fine alla guerra civile in Siria, un conflitto alimentato da due schieramenti guidati da Stati Uniti e Federazione Russa. Le attenzioni sono rivolte agli sviluppi innovativi della nuova amministrazione americana: ci sarà un riassetto di tutti i poteri e sarà complesso prevedere cosa accadrà.

Sul versante siriano, ci sono, da una parte, gli Americani che equipaggiano le bande armate, con l’obbiettivo di rovesciare la presidenza di Bassar al-Assad eletto dal suo popolo, dall’altra, i Russi che, senza mezzi termini, vogliono eliminare il fenomeno terrorismo. Di conseguenza, il problema politico è il consolidamento di una democrazia nel Paese Arabo che però riveste anche un’importanza strategica essenziale per la Federazione Russa. A questo proposito, non bisogna dimenticare la base navale russa di Tartus, costruita nel 1971 in territorio siriano, che consente il rifornimento delle navi russe nel Mediterraneo.

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Staremo a vedere cosa succederà con Trump Presidente: la discussione è come potrà riavvicinarsi a Putin per prospettare soluzioni pacifiche in Siria e in Ucraina.

Hillary, con una dose di risentimento personale, ha accusato Putin di aver rivolto una serie di attacchi informatici contro il suo partito per favorire Trump. Questa circostanza avrebbe potuto provocare una crescita di tensione tra Russia e Siria, e tra Russia e Ucraina orientale.

I nostri reporter ci informano sui movimenti di difesa della Federazione Russa, relativi alla possibilità di continuare a colpire duramente i terroristi, più che mai pericolosi, che la stampa occidentale continua a chiamare ribelli. Alcuni esperti militari russi sono stati inviati sul luogo dove un probabile un attacco chimico avrebbe ucciso due militari siriani e causato il ferimento di circa 40 civili. La zona è controllata dalle forze governative, e intanto, la Federazione Russa ha inviato personale specializzato per esaminare la sostanza utilizzata dai terroristi. Le analisi dei campioni prelevati saranno eseguite in Russia.

Mosca rispetta da 25 giorni il cessate il fuoco sulla città di Aleppo, mentre i terroristi, senza problemi, provvedono a violarlo. Essi sanno di poter fruire del trattamento di favore da parte della comunità internazionale, che nulla perdona ai russi, e che per giunta si inventa spesso notizie false pur di screditarli. I nostri colleghi hanno visitato i civili di Aleppo ricoverati negli ospedali siriani, persone colpite da intossicazione dovuta a colpi di mortaio contenenti materiale tossico, in azioni criminali condotte dai terroristi.

Fonti del Ministero della Difesa russa e nostri corrispondenti raccontano che aerei russi sono decollati dalla portaerei e sorvolano i cieli di Tartous, base navale russa in territorio siriano. I Russi porteranno seriamente avanti la grande battaglia ad Aleppo, nonché le manovre, davanti alle coste siriane, della flotta guidata dalla portaerei russa “Admiral Kuznetzov” e dall’incrociatore “Pietro il Grande”. I preparativi sono finalizzati a colpire, nei prossimi giorni, le postazioni dei terroristi nella provincia di Aleppo. I caccia russi partiti dalla portaerei hanno sorvolato i cieli di tutta la Siria. Il nostro corrispondente Jafar Mhanna comunica che la battaglia è vicina, anche perché sa che gli alleati hanno iniziato i preparativi.

E non si smette di combattere in tutta la Siria, da due settimane. Intensi raid aerei delle forze governative hanno colpito la zona della Ghouta, periferia di Damasco, causando  perdite nelle file delle bande armate, in particolare di Ahrar al-Sham. Le forze governative avanzano ovunque: a Duma, a Zamalka, a Irbin, a Ein, a Tarma, a Hazarma, a Awtaya e al-Nashabiyeh.

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Bogdana Ivanova

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Kamal Baddour

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