Siria e Libano celebrano le diversità

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Deeb Horani, Gaza

Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

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In Israele la Commissione ministeriale per la Legislazione israeliana ha approvato una proposta di legge che prevede di vietare – l’utilizzo esterno degli altoparlanti – delle moschee al fine di proteggere la quiete pubblica e per limitare l’inquinamento acustico.

È una legge che potrebbe provocare disagi alla popolazione palestinese, mentre la posizione del Governo israeliano sta spingendo la sua avversione verso i palestinesi e ferendo la possibilità di rispettare la loro religione.

Si potrà mai raggiungere la pace rispondendo con ritorsioni, leggi razziali, e il mancato riconoscimento dello Stato Palestinese?

In conformità alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, 242 e 338 e alle altre 500, viene chiesto allo Stato Ebraico di rispettare i diritti del popolo palestinese. Ancora più sorprendente è sapere che dal 1948, questa politica non è riuscita a raggiungere obiettivi di pace.

Talal Khrais, Responsabile della polita estera di Assadakah, racconta dei suoi viaggi in Siria, ben 72, in sei anni che rappresentano una rilevante fonte di informazione e di esperienza in una terra martoriata da distruzione e morte. Una guerra che, almeno in questo, non è riuscita a scalfire l’alta considerazione della convivenza interreligiosa, che dura da 1400 anni. Cristiani e Musulmani si sostengono, si aiutano in ogni circostanza, celebrano insieme le festività del Natale e le feste musulmane. Cristiani che digiunano insieme ai musulmani per solidarietà. Anni fa, a Bab Touma, alla vigilia della festa musulmana del sacrificio, la corrente elettrica non è stata sufficiente all’interno della Moschea e nelle strade vicino, quindi, la soluzione trovata dalla Chiesa vicina è stata di provvedere, alla fornitura elettrica, con la propria corrente.

chiesa-e-moschea-attacati-uno-allaltro-beirutIn Libano si celebra la diversità come elemento di bellezza e arricchimento il 4 Aprile, e si ritiene di dover condannare l’estremismo e il terrorismo, fonti di violenza e sofferenze, non solo per il Libano ma per tutto il Medio Oriente. Al Collegio di Notre Dame de Jamhour, di Beirut, in occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore, si sono riunite centinaia di persone per partecipare all’annuale cerimonia interreligiosa.

In terra palestinese succede il contrario, il Governo israeliano vieta l’installazione degli altoparlanti sui minareti delle Moschee. Il leader Netanyahu protagonista di questa campagna sostiene: “Abbiamo l’obbligo di proteggere i cittadini ebrei dal rumore”.

Esemplare la risposta: suonare una bellissima sinfonia con il suono delle campane delle Chiese e dei Muazzin, presenti i turisti.

L’input alla nuova normativa, presentata da membri del partito nazionalista Yisrael Beiteinu, giunge da cittadini ebrei israeliani residenti a Gerusalemme est, al confine con la zona araba della città. E quindi “chiamati in causa”, loro malgrado, da muezzin locali per le consuete cinque preghiere della giornata musulmana. Tutte rivolte ai fedeli mediante altoparlanti posizionati all’esterno dei minareti.

Dura la reazione del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, che ha subito attaccato l’iniziativa, a suo giudizio di particolare gravità perché «rischia di far sprofondare la regione in un baratro». Il suo portavoce, Nabil Abu Rudeina, ha minacciato il ricorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Dalla Striscia di Gaza, nel frattempo, Hamas ha tuonato contro la disposizione, mentre i parlamentari arabi della Knesset – il Parlamento – hanno replicato che già oggi esiste il divieto sui rumori eccessivi in zone pubbliche e che, di conseguenza, non c’è alcuna necessità di una legge solo per le moschee, se non per finalità discriminatorie.

Il provvedimento in discussione, che dovrà essere approvato tre volte alla Knesset, ammette, a discrezione delle autorità, deroghe e adattamenti locali. Un altro progetto di legge, approvato dalla medesima commissione, prevede la confisca di terreni palestinesi per l’edificazione di nuovi insediamenti.

Una legge terribile non farà altro che spargere altro sangue nel martoriato Medio Oriente che doveva rimanere il paradiso per le diverse fedi.

Cathedrals, churches and mosques vector building set. Collection of temple buildings and architecture. Places of interest of different countries. Islam, buddhist, hindu and christian religion.
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