Dal Golan occupato

Paola Angelini, Talal Khrais – Roma

Nel giugno del 1967 la “Guerra dei Sei Giorni” modificò l’equilibrio di tutta l’area del vicino Oriente. Le forze armate israeliane occuparono vaste parti di territorio portando via alla Siria la regione conosciuta come le alture del Golan, un’area di 1.160 kmq.

La regione montagnosa e vulcanica si distende tra Siria, Israele, Libano e Giordania. Il bacino dell’altopiano permette da Nord un accesso agevole sia alla regione israeliana della Galilea (a ovest), sia a Damasco (a est), dalla parte orientale. Dalle alture è possibile osservare il Mar di Galilea (lago Tiberiade).

È un’area geografica dove le risorse idriche scarseggiano, di conseguenza i suoi fiumi, le sue falde acquifere e il lago di Tiberiade costituiscono una riserva d’acqua preziosa.

Dal 1967 la zona è rimasta sotto l’occupazione militare israeliana, il territorio siriano fa parte, de iure, della regione di Quneytra.

A partire dal 1970 sono stati costruiti, nell’area conquistata, insediamenti israeliani, e dopo la guerra sembra che la popolazione araba locale sia emigrata subito dopo l’invasione, mentre da parte siriana viene sostenuta la tesi che gran parte dei residenti siano stati allontanati. Ormai i coloni israeliani, che abitano le alture da 40 anni, non sembrano intenzionati a lasciare quella che, nel frattempo, ritengono sia diventata la loro terra, e che frequentano come un’area di svago, dove vanno per sfuggire ai ridotti confini del loro paese.

Israele difende il diritto di restare nell’area sulla base della Risoluzione n. 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che “richiama a confini sicuri e riconosciuti, liberi da minacce o atti di forza”. Dal 1981 ha comunque applicato le sue leggi, con “l’emanazione della Legge delle alture del Golan”, zona che è governata come parte del Distretto Nord di Israele.

La risoluzione ribadiva nel preambolo uno dei principi chiave del diritto internazionale moderno: l’impossibilità dell’acquisizione territoriale in conseguenza dell’uso della forza. Ma soprattutto stabiliva due condizioni necessarie per il raggiungimento di una pace giusta e duratura nella regione del Vicino Oriente: un ritiro militare israeliano ed il reciproco riconoscimento tra gli stati.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Risoluzione_242_del_Consiglio_di_sicurezza_delle_Nazioni_Unite)


Assadakah: immagini esclusiveNel video, la manifestazione per ricordare un popolo che vive sotto l’occupazione organizzata dalla comunità Drusa.

Rispondi