Aleppo (Halab in arabo)

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Paola Angelini, Roma

Aleppo 5000 anni di storia, una delle città più antiche, citata nelle testimonianze degli Ittiti, abitata da Assiri, Caldei, Macedoni, Babilonesi, Romani, Bizantini, Arabi e Turchi.

Punto di collegamento tra Asia centrale e Mediterraneo, conosciuta come la capitale del nord, è la seconda città della Siria, la città delle tante porte, della seta, dei tappeti, dei suq. La città delle tante Moschee, la più nota, fondata nel VIII secolo dalla dinastia Omayyade, è la Moschea degli Omayyadi, ormai seriamente danneggiata dalla guerra. Il secolare minareto alto 45m dominava la città vecchia: è stato cancellato nel 2013.

Più della metà di Aleppo è irrimediabilmente distrutta, devastata da anni di guerra civile, dallo scontro interminabile tra i ribelli dell’Isis, la coalizione favorevole al presidente al Assad sostenuto dai Russi e dai Turchi (che da poco dimostrano di avere un atteggiamento più tiepido nei confronti di al Assad), gli Stati Uniti, e 10 o forse 12 organizzazioni terroristiche.

Una guerra che non è riuscita a scalfire l’alta considerazione della convivenza interreligiosa, che dura da 1400 anni: Cristiani e Musulmani si sostengono.

A noi restano le domande:

Di che guerra si tratta?

Esiste una strada percorribile affinché la guerra sia evitabile?

Perché la tregua è stata più volte annunciata e quasi mai rispettata, anzi violata da tutte le parti coinvolte?

un messaggio chiaro del ministro di Damasco: noi vogliamo che i siriani vivano in Siria, non all’estero. (Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/siria-ministro-degli-esteri-ci-riprendiamo-rifugiati-56811/#BhhalU9h6tSz7sZA.99).

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