Ginevra 4: la parola ai vincitori in campo

Wael Maola, Ginevra

Talal Khrais, Beirut

Paola Angelini, Roma

 Il collega Wael Maola, direttore della sede TV Al Manar di Damasco, ha seguito in questi giorni a Ginevra 4, i colloqui svolti sul futuro della Siria. I nostri colleghi più vicini alla diplomazia (russa) credono che la Federazione Russa sia pronta a facilitare l’instaurazione di un dialogo tra le autorità siriane e gli Stati Uniti, anche sui temi della lotta al terrorismo. A Damasco, l’Ambasciatore russo Alexander Kinshchak ha dichiarato che “Naturalmente la questione di come stabilire relazioni con gli altri paesi è una prerogativa esclusiva delle autorità esecutive siriane. Intanto la Federazione Russa come partner e come alleato, è pronta a facilitare la creazione di dialogo tra la Siria e gli Stati Uniti.  Nella capitale siriana sono pronti a stabilire una cooperazione pratica con la nuova leadership degli Stati Uniti”.

Il collega Wael Maola sottolinea che a Damasco c’è la speranza che venga corretto quel percorso distruttivo che sembra aver intrapreso Washington negli affari siriani.

I motivi che frenano il procedere dei negoziati, fin dall’inizio della guerra, sono le posizioni troppo distanti. Gli Stati Uniti sono convinti che la presenza dello Stato Islamico sia ancora forte in alcuni contesti territoriali siriani, anche se i progressi raggiunti dalle Forze Armate Siriane, insieme agli alleati sono notevoli: la perla del deserto Palmira, finalmente libera. Ieri la liberazione di 29 villaggi nelle campagne di Aleppo Est, occupati dallo Stato Islamico.

Durante i colloqui di Ginevra 4 la delegazione della Repubblica Araba Siriana ha dimostrato disponibilità sui tutti gli argomenti, infatti il risultato ottenuto è quello di aver compiuto piccoli passi in avanti, e una lista di punti che comprende: la governance, una nuova Costituzione, le elezioni e un’efficace strategia contro il terrorismo.

Staffan de Mistura infine ha dato appuntamento per nuovi incontri alla fine di marzo, ma in Siria la guerra continua, le vittime aumentano, e i siriani se possono fuggono.

Da giovedì scorso fino a oggi, i negoziati si sono bloccati prima sulle procedure da seguire, poi sulle accuse reciproche delle parti.

Il rappresentante permanente della Repubblica araba siriana presso le Nazioni Unite, Bashar Jaafari ha rilasciato una dichiarazione a margine del Consiglio di sicurezza dell’Onu: “è stato deciso l’invio di osservatori internazionali per monitorare lo sgombro di Aleppo est, è probabile che all’interno dell’enclave ribelle siano presenti degli agenti stranieri”. Bashar Jaafari ha detto anche che le autorità siriane hanno raccolto informazioni circa il fatto che “diversi funzionari militari e dell’intelligence si trovano nella parte orientale di Aleppo, con quelli che definisce gruppi terroristici” e stanno cercando di lasciare l’enclave. Il Diplomatico siriano ha poi fatto diversi nomi di cittadini turchi, americani, israeliani, qatari, sauditi (il gruppo più numeroso,6 persone), giordani, marocchini. “Questi individui affiliati all’opposizione moderata siriana con cittadinanza straniera stanno cercando di scappare da Aleppo est con i terroristi, e per questo abbiamo visto negli ultimi tre giorni un’attività instabile all’interno del Consiglio di sicurezza. Lo scopo principale è mettere in salvo questi terroristi stranieri, funzionari dell’intelligence che provengono dagli stessi paesi che hanno spinto per l’adozione della risoluzione”.

Come in Siria, nel vicino Iraq l’esercito sta avanzando nella parte occidentale di Mosul, nonostante la resistenza dei terroristi. Le Forze Armate Irachene hanno lanciato attacchi contro nuovi quartieri nella parte ovest della città ancora sotto il controllo dell’Isis, poche ore dopo aver tagliato le vie di rifornimento principali tra Mosul e Tal Afar.

La scorsa settimana i militari iracheni sono arrivati nel quartiere Wadi Hajar, a nord dell’aeroporto di Mosul, dove sono ancora in corso scontri a fuoco.

Intanto la battaglia contro l’Isis non si ferma e non si ferma neppure nei confronti dei gruppi terroristi: il Fronte Annusra che sembra stia crollando nel Sud della Siria e nelle campagne di Daraa.

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