Assadakah, sei anni di impegno in Siria

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Talal Khrais, Damasco
Paola Angelini, Roma

Il nostro “Grand Reporter” e cameraman militare Shadi Martak con Talal Khrais
( Foto esclusiva di Assadakah.com)

15 Marzo 2011: ha inizio il conflitto in Siria che va avanti ininterrottamente per sei anni.

Una guerra dichiarata da molti Paesi. Una partecipazione consistente e attiva da parte di terroristi feroci provenienti da 85 nazioni diverse, Europa compresa. Un conflitto efferato contro il popolo siriano condotto sotto gli occhi dei Servizi segreti di tutto il mondo.

Il Centro Italo-Arabo Assadakah ha seguito fin dall’inizio con apprensione l’evolvere del processo bellico, senza mai perdere il contatto con le città e i territori occupati. I nostri colleghi non si sono mai allontanati dalle zone di guerra, e con responsabilità hanno inviato informazioni sulla situazione, pronti a dare solidarietà alla popolazione e a spiegare le fasi del conflitto. Per raccontare una guerra mediatica, abbiamo capito che la nostra controinformazione doveva essere mediatica: pur essendo sotto gli occhi di tutti, questa guerra è difficilmente decifrabile. Parliamo di un conflitto caratterizzato da alleanze fluttuanti e da divergenze di obiettivi, una lotta di tutti contro tutti.

In questi anni sono state organizzate 320 missioni giornalistiche molto rischiose, con un’alta partecipazione di giornalisti dei media italiani (Rai, Mediaset), francesi (France 2), americani (CNN), di ABC TV, e di altri paesi. E l’informazione ha un valore enorme.

Il conflitto contro la Siria, sembrerebbe, ha avuto lo scopo di sconvolgere, da un punto di vista geopolitico e militare, la Federazione Russa, la Repubblica Islamica dell’Iran e Hezbolah. Quando il terrorismo ha cominciato a far tremare il mondo, gli accentratori si sono destati e (oggi) sono tutti in fila per dimostrare la loro innocenza.

Due giorni fa una delegazione di membri del Parlamento Europeo, guidata dal Vice della Commissione per gli Affari Esteri, ha incontrato il Presidente Bashar al Assad. La rappresentanza ha avuto un incontro con diversi componenti del Governo siriano, ed è stata organizzata una visita nella città martoriata di Aleppo. I membri della delegazione hanno dichiarato che la Siria è stata vittima di una guerra per procura: finalmente! Ora, aspettiamo con fiducia che finisca.

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