Il Sultanato dell’Oman: un ponte per gli interscambi tra mondo Orientale e Occidentale

Paola Angelini, Roma

Sua Maestà il Sultano Qaboos Bin Sa’id al-Sa’id è il quattordicesimo discendente della dinastia Al Bu Said Di, guida l’Oman da 45 anni in un contesto socio-politico ben equilibrato e ben avviato, ma la storia sembra averlo dimenticato. È Stato membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) e mantiene con le maggiori potenze occidentali ottimi rapporti internazionali pur conservando un atteggiamento misurato. Sua Maestà è stato capace di dialogare con tutti gli attori regionali che faticano a parlarsi pur essendo circondato da paesi in guerra o in guerra tra loro, mantenendo una posizione neutrale in politica estera, e si aspetta che le proprie scelte vengano rispettate.

Il Sultanato è considerato uno dei più stabili tra i paesi arabi, Sua Maestà Qaboos Bin Sa’id al-Sa’id è un Leader attento alle problematiche della suo popolo che incontra nei viaggi annuali accompagnato dai membri del Consiglio di Stato. Visita il paese per approfondire i temi finalizzati al miglioramento delle condizioni sociali, per preparare percorsi di rinnovamento e per opportuni sviluppi. Con una serie di modernizzazioni infrastrutturali ha dato via alla costruzione della rete stradale, delle università, di centri commerciali e con l’adozione di procedure innovative ha permesso modifiche negli aeroporti internazionali di Mascate e Salalah, nel terminal petrolifero, nei porti di Qabus e Salalah. In tutto il territorio le oltre 100 Moschee conservano le particolari decorazioni islamiche, sono state progettate e realizzate con le migliori tecniche. Adiacenti alle Moschee le Scuole coraniche e le biblioteche necessarie allo studio. Un Decreto Reale emanato da Sua Maestà il Sultano, istituisce “Il Centro per la Cultura Islamica Sultan Qaboos”. Sua Maestà il Sultano ha sempre dimostrato una grande tolleranza verso ogni forma di culto e affrontato con equilibrio l’argomento: ha permesso la tutela di edifici religiosi di culti differenti.

L’Oman è un paese interessato a tenere saldi gli interscambi commerciali, a intraprendere nuove collaborazioni finalizzate a un maggiore sviluppo nei settori riguardanti l’istruzione e la scienza dell’alimentazione. A causa del territorio arido e delle piogge irrilevanti deve importare grandi quantità di generi alimentari, i raccolti e il bestiame dipendono dall’acqua. L’acqua lo bagna e lo lega in rapporto secolare al Mare Arabico e allo Stretto di Hormuz.

Nel prossimo futuro l’economia dovrà essere diversificata non solo sul petrolio, in fase di lento esaurimento, ma dovrà puntare sul gas naturale scoperto da pochi anni.

Nel 2014 sono state realizzate missioni imprenditoriali italiane da parte di Confindustria Assafrica e Mediterraneo. La Zona Economica Speciale è destinata alla produzione industriale e alla logistica, in particolare, nei settori del petrolchimico, nei materiali da costruzione, energia pulita. Obiettivo è la città portuale di Duqm, sul Mare Arabico, per farla diventare per dimensioni la maggiore Zona Economica Speciale del Medio Oriente. Duqm è a metà strada tra la città di Salalah e la capitale dove ha sede il MEDREC, Centro di Ricerca in Medio Oriente per la Desalinizzazione delle Acque.

Il Ministro per il Patrimonio e la cultura dell’Oman, Sayyid Haitham bin Tariq Al Said ha visitato, in luglio 2015, il Galata, Museo del Mare di Genova, con il sottosegretario al Patrimonio culturale, Salim Almahruqi, e il consigliere del Ministro, Sayyid Faisal H. Albusaidi. Obiettivo della missione: sviluppare una collaborazione con l’Italia per la realizzazione del Museo di Storia marittima nella città portuale di Sur, capoluogo della regione Ash Sharqiyah. La città nel VI secolo era nota come centro di interscambi commerciali tra Asia sud-occidentale e Africa. Attualmente rappresenta una località ideale per le vacanze, a pochi chilometri da Sur c’è un’altra spiaggia la Ras al Hadd, che accoglie decine di esemplari di tartarughe marine che tranquillamente depongono le loro uova, e un Centro scientifico preposto all’osservazione delle testuggini.

Appare certo che l’Oman è una destinazione ancora poco conosciuta, in ogni caso, è impegnato ad avviare una larga azione di promozione del settore turistico e valorizzazione dello patrimonio storico culturale. Il Sultanato è una combinazione speciale di spiagge incontaminate, di mare, di barriera corallina, di dune desertiche color ocra, di castelli nel deserto e montagne rocciose alte anche tremila metri. I siti culturali omaniti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità sono il Forte di Bahla, le Aree archeologiche di Bat, al-Khutm e al-Ayn, la Via dell’incenso, i Sistemi di irrigazione Aflaj.

Sua Maestà il Sultano Qaboos Bin Sa’id al-Sa’id attraverso una serie di interviste ha reso noti i suoi molteplici interessi verso le arti, la poesia, la musica, l’astronomia, la fotografia, la lettura, l’equitazione. Non mancano le attenzioni nei confronti dell’agricoltura e dei fiori. Una splendida rosa, famosa in tutto il mondo, è stata chiamata con il suo nome “Rosa Sultan Qaboos” dalla World Rose Society.

Il popolo omanita è conosciuto per la sua ospitalità. Il loro saluto rassicura: la mano passa prima sul capo e poi sul cuore.

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