Triste scenario mediorientale, di Lucia Goracci

“Non credo che la gente si renda conto di quanto sono difficili le cose oggi per gli arabi. E sono difficoltà di lunga data. Non credo, per esempio, che la gente capisca davvero come sia stato orribile crescere guardando la Palestina divorata giorno per giorno. Credo che neppure noi arabi comprendiamo appieno gli effetti psicologici che ciò ha avuto su di noi come popolo, la disperazione e la rabbia. E non credo che ci rendiamo conto di quanto quella lunga e protratta corrosione abbia alterato la nostra politica. Il mio non è un tentativo riduttivo di attribuire tutta la complessità e i disastri del Medio Oriente alla questione palestinese, bensì di mostrare quanto profondamente influisca sul presente. E non credo sia facile comprendere appieno l’effetto che ha sulle nostre società vedere il proprio popolo che massacra e da noi stessi viene massacrato. La guerra civile è un trauma nazionale, ma è anche, e forse in modo più intenso e duraturo, una tragedia personale. Tinge ogni ora. Ti riempie di infinito sconcerto. In una guerra civile, non sai da che parte guardare.” (Hisham Matar, oggi imperdibile su Repubblica).

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