Pace lontana in Terra Santa

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Redazione Assadakah

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Questa mattina gli Arabi dei territori occupati nel 1948, precisamente quelli provenienti dal villaggio Um al Fahem hanno ucciso due poliziotti dello Stato ebraico, nella città vecchia di Gerusalemme a pochi passi dalla Spianata delle Moschee, rimanendo, a loro volta uccisi brutalmente dalle forze di sicurezza.

Si tratta di un gravissimo attacco nel luogo sacro per Ebrei, Cristiani e Musulmani, da sempre è un’area fonte di altissime tensioni. I ragazzi appartenevano al Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina L’Autorità palestinese è divisa: tra attentato terroristico e resistenza, ma oltre il giudizio, continua la tragedia del popolo palestinese sotto occupazione.

Le autorità israeliane hanno reagito chiudendo ai Musulmani l’accesso alla Spianata delle Moschee, mentre i fedeli si stavano radunando per le preghiere del venerdì. Il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha telefonato al Premier israeliano, Benjamin Netanyahu chiedendogli la riapertura, e sottolineando il rischio della decisione in un giorno in cui migliaia di persone si raccolgono in quella zona per le consuete preghiere.

Alcuni leader religiosi palestinesi hanno invece lanciato appelli alla resistenza e il Gran Muftì di Gerusalemme, Mohammad Hussein, ha chiesto di sfidare il divieto, ma è stato fermato dalle autorità israeliane. Alcuni partiti palestinesi hanno annunciato proteste, tra questi al-Fatah.

La morte continua a colpire giovani Ebrei e giovani Palestinesi, entrambi potrebbero vivere in pace se venissero rispettate le risoluzioni dell’Onu le quali riconoscono il diritto a Ebrei e Palestinesi. Due Stati, due popoli, ma non si può ottenere occupazione insieme alla pace.

 

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