Un palestinese protesta perché gli è stato negato il permesso di pregare nella Grande Moschea

Speciale Assadakah

I colleghi di Assadakah inviano da Gerusalemme le notizie e le testimonianze  del popolo palestinese ancora costretto a vivere in mezzo a mille difficoltà, tra queste: la negazione dei propri diritti, l’impossibilità di entrare nella Grande Moschea per pregare.

La popolazione e i giovani di fronte alla chiusura della Grande Moschea di Gerusalemme invitano il mondo ad aiutarli. Sono costretti a protestare perché non hanno validi strumenti per contrastare il divieto di poter entrare nella Moschea, non possono impedire la chiusura del centro storico, di alcuni esercizi commerciali, e di botteghe artigiane. Sono  soli e sono rimasti in pochi.

Tutti aspettano alle porte della Grande Moschea il momento in cui, alcuni Stati del mondo, possano essere in grado di sostenerli per ottenere la riapertura della loro adorata Moschea. È un loro diritto pregare quando vogliono, il messaggio che desiderano inviare è che sono cresciuti alle porte della grande Moschea e moriranno lì, senza lasciare il loro luogo di  culto.

Rispondi