Combattere il terrorismo

Paola Angelini, Roma

Sayyed Hassan Nasrallah

Hezbollah è la più importante figura di spicco della Resistenza nazionale libanese, un protagonista imprescindibile nella politica interna. Raccontato in modi diversi dagli osservatori, Hezbollah si presenta con obiettivi e consensi conseguiti. È innegabile il successo ottenuto che svela una straordinaria capacità pragmatica, pur restando fedele ai principi dai quali ha preso spunto fin dalla nascita.

Combattono sempre uomini che possono essere definiti grandi eroi, uomini che credono nei valori, nella libertà, nell’indipendenza. In questi ultimi cinque giorni stanno affrontando una battaglia contro il Fronte al Nusra, a ridosso di un territorio vasto e faticoso: il terreno è arido e roccioso, accidentato e difficile da controllare. Nelle alture le grotte naturali sono state trasformate in rifugi dal Fronte al Nusra, i terroristi sono assediati nelle vicinanze del confine libanese, e le aree già liberate da Hezbollah risultano strategiche.

Anche all’Esercito libanese spetta il compito arduo di catturare i terroristi nelle zone Al Malahi e Wadi Hmaeid, in una fase successiva saranno le campagne di Qara ad essere attaccate, è lì che si sono insediati i combattenti dello Stato Islamico.

Hezbollah opera, oltre che sul piano politico anche militare, dimostrando di essere preparato a combattere ovunque, sulle montagne alte 2400 metri, nei deserti, nei quartieri più problematici. I combattenti di Hezbollah – uomini del Partito di Dio – lottano come grandi eroi, difendono la patria, le donne, i bambini e gli innocenti dal terrorismo oscurantista.

In questi cinque giorni di lotta contro i terroristi del Fronte al Nusra  sono state ottenute molte vittorie grazie al contributo dell’aviazione siriana e della resistenza libanese. Coloro (i terroristi) che sono stati descritti come gli invincibili, ora tentano di nascondersi nelle discariche, lasciano le armi dopo aver promesso, ai loro capi, di combattere fino alla morte e invece, hanno ucciso persone indifese e disarmate.

Sul versante libanese i terroristi del Fronte al Nusra sono assediati per un raggio di 3 kmq e tentano di nascondersi tra i rifugiati, nei prossimi giorni inizierà la – campagna delle campagne – a Qara e a Wadi Hmaiyed contro lo Stato Islamico.

Il Qalamoun è la catena montuosa che a nord-est del Libano segna il confine con la Siria. Negli altipiani di Ersal in Libano, e negli altipiani di Flita, al Nusra è sconfitta.

Il Partito di Dio o Hezbollah è arrivato laddove altri movimenti hanno fallito, è riuscito a rinforzare la base sociale grazie alla tolleranza e all’atteggiamento di rispetto verso la libertà d’espressione.

In queste ore Sayyed Hassan Nasrallah ha tenuto il suo discorso destinato  al popolo di Gerusalemme fermo oppositore dei controlli elettronici posti all’entrata della Grande Moschea (metal detector, ora rimossi), si è rivolto a coloro che hanno vinto il territorio occupato dai terroristi del Fronte al Nusra, una conquista per tutto il popolo e l’esercito libanese. La liberazione è un bene per tutti quei villaggi di confine colpiti duramente dal terrorismo.  “Il terrorismo è diventato più che mai un pericolo per la nostra sicurezza interna, queste battaglie sono un’esigenza nazionale e noi ci siamo preparati a lungo. La guerra non è un’esigenza regionale o internazionale. Si lotta contro un’organizzazione che si preparava da tempo, e i nostri combattenti rischiano ogni momento la vita. È uno degli scontri più duri caratterizzato dall’habitat naturale impervio. Contiamo sulla professionalità, sul coraggio e sulle motivazioni dei nostri valorosi combattenti. Con profondo dolore e rammarico rivolgo un pensiero alle vittime”.

Sayyed Hassan Nasrallah  ha apprezzato il ruolo dell’Esercito Libanese che ha potuto isolare il campo di battaglia dalla città di Ersal, scoraggiando infiltrazioni, proteggendo tutti i paesi circostanti, impedendo ai terroristi di infiltrarsi nei villaggi e di prendere in ostaggio i civili.

Per quanto riguarda il comportamento della Formazione di Saraya Ahl al Cham ha dichiarato: “Noi abbiamo accettato la loro proposta limitata di proteggere i campi di profughi siriani in territorio libanese e siriano. Noi abbiamo rispettato l’accordo con loro, e invece mancano i presupposti per una collaborazione con il Fronte al Nusra. È stato fatto più di un appello per salvare la loro vita, forse ipotizzavano che Hezbollah non fosse capace di superare gli ostacoli. Perdevano i loro centri di comando, sono rimasti assediati in pochi km con centinaia di morti e feriti.  Ora sono assediati da più parti con Hezbollah e parte dall’Esercito Libanese. Non sono riusciti ad avere un accordo con lo Stato Islamico nelle campagne di Flita”.

Sayyed Hassan Nasrallah assicura che le zone liberate saranno consegnate all’Esercito libanese. “L’obiettivo è di non lasciare terroristi sul nostro territorio.  I Comandanti del Fronte al Nusra sono assediati ma cercano di infiltrarsi tra i rifugiati siriani lungo il confine. Noi abbiamo realizzato una grande vittoria con il minimo delle perdite ma dobbiamo continuare questa battaglia con il minimo dei sacrifici, e il pericolo di infiltrazioni rimane. In questo momento la trattativa è con il Fronte al Nusra, i tempi sono limitati, non aspetteremo a lungo, il negoziato potrà andare avanti con l’Esercito libanese, non con noi. Ci auguriamo di trovare una soluzione per i loro familiari, nei campi sono salvi”.

Sayyed Hassan Nasrallah afferma ancora che: “L’area liberata rende i villaggi libanesi sicuri. Regaliamo questa vittoria come sempre a tutti i libanesi, ai Cristiani, ai Musulmani. Il prezzo più grande è stato pagato dai Sunniti”.

Tutti i Martiri caduti in questa grande battaglia sono stati ricordati da Sayyed Hassan Nasrallah, e visibilmente commosso ha aggiunto: “Non posso descrivere il sacrificio compiuto, rivolgo il mio amore alle madri, ai figli e ai padri, siete degli angeli. Siete parte di me, non posso esprimere ciò che siete per me. Non avete chiesto nulla alla vita. Vi siete sacrificati per la vostra Patria, per la nostra dignità e per mettere fine all’occupazione,  all’umiliazione. Non avete temuto nessuno né le minacce di Israele, né Israele”.

 

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