La stampa israeliana considera Hezbollah una minaccia per lo Stato ebraico

Talal Khrais e Paola Angelini

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Il giornalista francese Georges Malbrunot, specialista di Medio Oriente e dei conflitti israelo-palestinesi, afferma che Hezbollah ha saputo, nel tempo, svilupparsi su vari fronti – politico, militare, sociale, finanziario – successi contro il terrorismo in Siria e una schiacciante vittoria negli altipiani siro-libanesi. Per Georges Malbrunot il Partito di Dio o Hezbollah è soggetto di primaria importanza e protagonista di spicco politico, militare in Libano: “Dove c’è Hezbollah, c’è una vittoria”.

È l’osservazione della maggior parte degli opinionisti israeliani che seguono attentamente gli sviluppi delle vittorie dei combattenti del Partito della Resistenza libanese, Hezbollah. Opinione accettata fin dal 2006, durante quel conflitto durato 34 giorni – “La guerra del Libano” – terminata a settembre del 2006, quando Israele abbandonò il Libano dopo aver subito pesanti perdite.

Amin Hoteit, Generale dei generali, afferma che “Israele può risolvere tutti i suoi problemi riconoscendo al popolo Palestinese i propri legittimi diritti e ritirandosi dai territori Arabi occupati nel 1967, in conformità alle risoluzioni dell’Onu”.

Esperti di Medio Oriente discutono di un cambiamento radicale, di cui parlerà tutta la stampa mondiale: un nuovo equilibrio in Medio Oriente, che rende Hezbollah una forza determinante e dissuasiva nei confronti dello Stato di Israele. Sviluppi regionali spingono Tel Aviv a rivedere tutta la sua politica, così scrive la grande stampa israeliana ogni giorno. Ma il Governo Israeliano non si esprime.

Esiste un’alleanza che si sta consolidando giorno dopo giorno: la Repubblica Islamica dell’Iran, la Repubblica Irachena, la Repubblica Araba Siriana, e Hezbollah. La guerra in Siria, iniziata nel 2011, aveva tra gli obiettivi quello di interrompere l’alleanza tra la Siria e Repubblica Islamica dell’Iran, ma il risultato è diverso e anche il nuovo scenario.

Israele teme di essere trascinata in una guerra che logorerà la sua forza contro Hezbollah, che non teme le minacce di Tel Aviv. Minacce che non preoccupano lo Stato libanese, pienamente consapevole delle capacità del Partito di Dio di colpire anche da lontano obiettivi in Israele.

A Beirut, Saleh al Arouri, Comandante dell’ala militare del Movimento Hamas, ha avuto un importante colloquio con Amir Hussein Abdul Lehian, Consigliere particolare del Presidente del consiglio consultivo della Repubblica Islamica dell’Iran. Era presente all’incontro Osama Hamdan, Responsabile della politica Estera del Movimento Palestinese.

Questo incontro avrebbe senso, per gli osservatori più attenti, in quanto Hamas potrebbe allearsi con la Repubblica Islamica dell’Iran e con Hezbollah. Inoltre, non si esclude la possibilità di incontri tra militari siriani e il Movimento di Hamas.

Saleh al Arouri, l’uomo che terrorizza i Servizi di sicurezza israeliana, è responsabile di tutte le azioni militari del Movimento di Hamas. È un buon inizio, molto importante per la Resistenza Palestinese.

Ieri Saleh al Arouri era a Tehran: è stato invitato alla prestigiosa cerimonia del giuramento del Presidente Hassan Rouhani.

Inoltre, Ismail Haniah, nuovo Presidente del Movimento di Hamas, il mese prossimo visiterà la Repubblica Islamica dell’Iran. L’Iran Sciita alleato con un Movimento Sunnita: che penseranno quei Paesi che vogliono diffondere l’idea di una Repubblica Islamica dell’Iran antisunnita?

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