Il referendum dei Curdi

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Paola Angelini, Roma

Gi abitanti del Kurdistan iracheno sono circa 30 milioni, disseminati per il mondo, occupano da secoli un vasto altopiano diviso tra, Iraq, Repubblica Islamica dell’Iran, Turchia, Siria, Armenia.

Con un referendum si sono espressi per l’indipendenza, e sarebbe poco corretto non dare importanza a questa consultazione diretta: desideri legati ai loro sogni di autonomia e alle loro realtà culturali.

Il popolo del Kurdistan iracheno si è espresso per un’idea di indipendenza da Baghdad ma questa convinzione ha provocato forti tensioni con l’Iraq, e con i paesi vicini. La consultazione, in realtà, non è appoggiata da tutte le forze politiche: il Governo iracheno non sembra essere d’accordo, e considera – non legale – il referendum.

Non si sono espressi con il voto tutti coloro che risiedono in Turchia, a ovest di Ankara e Istanbul, e non hanno votato le persone che abitano in Siria, in Iraq.

Il referendum è stato una prova, un invito, una scelta per separarsi da Baghdad senza garanzie di ottenere un paese indipendente. La spinta verso l’autonomia Curda si è rinvigorita nel 2003, dopo la caduta del governo di Saddam Hussein, e all’epoca dell’occupazione americana in Iraq.

I Governi di Turchia e Iraq che hanno mostrato contrarietà, faranno di tutto per opporsi alle aspirazioni Curde, hanno dato il via alle esercitazioni militari nelle vicinanze dei confini del Kurdistan iracheno.

L’esercito turco è pronto, sistemato al confine con il nord Iraq.

La Repubblica Islamica dell’Iran ha rafforzato la presenza militare lungo il suo confine, ha chiuso lo spazio aereo, e rimane molto complesso il rapporto che ha sempre avuto con la propria minoranza Curda.

Il Kurdistan iracheno è ricco di petrolio, senza sbocchi sul mare, per questo motivo deve confidare nei vicini per avere l’opportunità di esportare petrolio su altri mercati. Non c’è dubbio che se la Turchia, la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Iraq dovessero imporre un embargo al Kurdistan iracheno, il costo sarebbe altissimo. Ma’sud Barzani, leader del Partito Democratico del Kurdistan, non ha chiarito come si comporterebbe nella eventualità di un Kurdistan iracheno isolato. Nel frattempo Jalal Talabani malato da tempo è morto.

Bisogna infine riconoscere che i peshmerga curdi hanno combattuto lo Stato islamico  a Mosul e in altre zone, conquistando più territorio, compresa la città di Kirkuk, importante centro petrolifero dell’Iraq, sede di oltre il 20% dei giacimenti.

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