Mosca e Riyad insieme per la pace e la cooperazione economica nella Regione

Bogdana Ivanova, Mosca
Analisi: Talal Khrais – Paola Angelini, Roma

A Mosca la prima visita del sovrano saudita Salman Bin Abdul Aziz Al Saoud, Custode delle due Sacre Moschee può cambiare le prospettive in Medioriente e nel resto del mondo, l’incontro a porte chiuse sulle relazioni bilaterali potrà migliorare i progetti politici ed economici.

L’Arabia Saudita rimane il Paese che ha maggiore peso nel mondo Arabo, possiede capacità nel dettare legge sul prezzo del petrolio così come sull’esito di alcuni conflitti.

Le profonde divergenze sulla Siria, tra il Regno e la Federazione Russa rimangono, ma oggi sembrano meno accentuate, i due Paesi sono legati da legami storici: l’ex Unione Sovietica è stato il primo Paese al mondo a riconoscere, nel 1926, l’indipendenza dell’Arabia Saudita, e mai prima d’ora un Re si era recato a Mosca.

Il Presidente Vladimir Putin è stato il primo leader russo a visitare, nel 2007, l’Arabia Saudita per discutere, con il Re Abdullah (ormai deceduto), di cooperazione economica e di sicurezza, alcune questioni sono rimaste sulla carta, altre sono andate avanti come lo scambio commerciale quasi triplicato in questi 10 anni.

L’Arabia Saudita ha riavviato le relazioni con la Federazione Russa in tutti i settori, ma la visita, di tre giorni, potrebbe contribuire positivamente alla distensione sui conflitti nello Yemen e in Siria, senza dimenticare che l’influenza saudita sull’opposizione siriana è abbastanza forte, e recentemente un’intesa tra i due Paesi ha ristabilito il prezzo del petrolio che era in caduta libera. Fonti del Cremlino sottolineano che la principale speranza è uno sviluppo forte nei rapporti bilaterali, perché hanno un potenziale maggiore, così racconta la collega Bogdana Ivanova che segue la visita storica.

Dopo essersi contrastati a vicenda per decenni su tutti i principali conflitti regionali, tra Riyad e Mosca è ufficialmente sbocciata un’intesa. I due Paesi hanno l’obbiettivo di trattare sul petrolio, infatti, le due nazioni producono quasi la metà del greggio mondiale e finora – specie dopo il misterioso collasso nel 2014 del prezzo dell’oro nero – economicamente sono i due Paesi più in competizione tra loro.

La nuova alleanza con l’Arabia Saudita – che va dal petrolio alle armi, alla Siria – consente alla Russia di aggiungere un alleato alla lista dei paesi amici: la fortezza Sunnita, si affianca così alla solida intesa con la Repubblica Islamica dell’Iran, Sciita.

Sono partiti i cantieri di cooperazione, come per esempio il Forum di investimento Russo-Saudita per costruire una solida partnership tra i due Paesi amici. Protagonisti principali il Ministro dell’Energia della Federazione Russa, Alexander Novak e il suo omologo saudita. I settori di cooperazione tra i due Paesi sono, l’industria, la sanità, l’agricoltura e le infrastrutture. Non solo, questa volta viene rafforzata la cooperazione nel settore gas e petrolio, sono previsti 25 progetti comuni da realizzare nel prossimo futuro. Al Forum sono presenti 200 autorevoli uomini d’affari sauditi,  il Ministro del commercio e dell’investimento saudita, Majed Abdul Aziz al Ksibi che ha sottolineato: “Da oggi fino al 2030 ci sarà una vera integrazione nei settori economici più importanti”.

L’Arabia Saudita con il su orientamento moderato ed equilibrato, con la precisa tendenza a favorire l’iniziativa privata, incoraggia le condizioni di sviluppo, quindi di ricchezza.

 

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