La Brigata “Folgore” ritorna in Libano

Talal Khrais,Tiro
Paola Angelini, Roma

La missione dei militari italiani impegnati nella missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) in Libano è tra le più significative. Il lavoro svolto dagli italiani è apprezzato dai libanesi e dai leader Istituzionali, al di là della loro appartenenza. La missione UNIFIL comprende tra i compiti principali la cessazione delle ostilità attraverso un monitoraggio della Blue Line, il supporto alla popolazione locale, il supporto alle Forze Armate libanesi (LAF).

Oggi, grazie all’impegno UNIFIL e all’attiva partecipazione italiana, il Sud del Libano vive in pace e prosperità, nel Paese si incontrano ovunque i contributi dell’operato dei militari italiani: le strade asfaltate, le scuole ristrutturate, gli ambulatori, e interventi di emergenza a favore della popolazione. Il bilancio della presenza dei militari italiani è evidente: la popolazione gradisce la loro presenza, infatti, capita che siano invitati alle celebrazioni. Un protocollo di gemellaggio tra i Comuni italiani e libanesi è stato firmato in agosto.  L’avvicendamento fra le unità italiane capita ogni sei mesi e quando una Brigata è sostituita con un’altra, viene congedata con grande riconoscenza dalla popolazione e dalle Istituzioni. La brigata Folgore ritorna in Libano dopo dieci anni, al comando della missione UNIFILl il Generale della brigata Rodolfo Sganga per sostituire il Generale Francesco Olla. Si è svolta tre giorni fa, presso la base “Millevoi” di Shama in Libano, il trasferimento di autorità per il comando del contingente italiano impiegato nella missione UNIFIL.

La Joint Task Force – Lebanon, su base Brigata “Granatieri di Sardegna” e sotto il comando del Generale di Brigata Francesco Olla, ha ceduto il Comando dell’Operazione “Leonte” alla Brigata “Folgore” e al Comandante Rodolfo Sganga. Presenti alla cerimonia l’UNIFIL Force Commander/Head of Mission, Maggior Generale Michael Beary, e il Vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), Generale di divisione aerea Nicola Lanza de Cristoforis, oltre a numerosissime autorità civili e militari libanesi. Lo schieramento della cerimonia, a carattere multinazionale, è stato composto dalle Unità provenienti dai battaglioni dipendenti malesi, finnico-irlandesi, ghanesi e sud-koreani, nonché dall’Unità di manovra (ITALBATT) e Supporto al Combattimento (Combat Support Battalion – CS Bn) e Logistiche (Combat and Service Support Battalion – CSS Bn) del Contingente italiano.

Dallo scorso aprile a oggi, i peacekeepers italiani impiegati nell’Operazione “Leonte XXII” hanno condotto tutte le attività previste dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, conducendo oltre 150 pattuglie al giorno, lungo la Blue Line e all’interno dell’Area di Operazione, sviluppando numerose attività addestrative a favore della Forze Armate Libanesi (Lebanese Armed Forces –  LAF) e promuovendo importanti iniziative a supporto della popolazione locale attraverso la funzione CIMIC (Civil and Military Cooperation) che hanno visto migliaia di assistiti nelle medical care, centinaia di frequentatori ai corsi educativi organizzati, e decine di progetti umanitari sviluppati. I militari italiani partono dopo avere realizzato molte opere. Solo pochi giorni fa è stato inaugurato, dal Contingente Italiano in Libano, un complesso sportivo all’ingresso della città di Tiro. Alla cerimonia ha presenziato il Comandante della Joint Task Force – Lebanon, Generale di Brigata, Francesco Olla, ha tagliato il nastro che sancisce il temine dei lavori alla presenza delle Autorità locali. “I miei auguri per tutti coloro che utilizzeranno questi impianti; per la città di Tiro che possa gestirli al meglio; perché i ragazzi possano goderne al massimo, trascorrendo ore e ore di sano sport e di condivisione dei valori.” È  quanto ha dichiarato il Comandante del Contingente Italiano impiegato nella Terra dei Cedri con l’Operazione “Leonte XXII”, attualmente su base Brigata “Granatieri di Sardegna”. In tale contesto, il Sindaco di Tiro, Ing. Dbouk, ha fatto dono, al Comandante del Settore Ovest, delle chiavi dell’antica città fenicia e della cittadinanza onoraria a testimonianza del forte rapporto di collaborazione maturato negli ultimi sei mesi.

Il Comandante della JTF-L ha fatto dono, al Sindaco di Tiro e al presidente della squadra del Tadamon, Società calcistica della serie libanese, delle magliette dell’U.S. Avellino, provenienti dalla donazione effettuata ai Caschi Blu italiani per la loro missione. Infine, ha avuto luogo una partita amichevole tra una rappresentanza di ITALBAT, l’Unità di manovra dei peacekeepers italiani, e della polizia municipale di Tiro.

La realizzazione dei campi da calcetto sul lungomare della città, famosa per il patrimonio storico e artistico, rientra in un più ampio progetto di qualificazione dell’area. Recentemente, infatti, la municipalità di Tiro ha inaugurato, anche alle presenza dei Caschi Blu italiani, il parco adiacente ai campi di calcetto grazie alla “Cooperazione Italiana” che opera quale Organizzazione Non Governativa (ONG) e in stretta collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Libano, a dimostrazione della versatilità e capacità del Sistema Paese. L’opera inaugurata, assieme a tante altre che stanno interessando i lotti dell’area, contribuisce notevolmente alla creazione di nuovi posti di lavoro grazie all’assunzione, da parte della municipalità, di personale responsabile della gestione e conservazione dei beni. L’attività rientra nei numerosi progetti sviluppati a favore della popolazione locale dal personale del CIMIC (Civil and Military Cooperation), così come previsto dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2006.

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