La vivacità di Damasco

Talal Khrais, Damasco

Paola Angelini, Roma (Analisi)

La Siria vince anche se sono in molti a credere che non esisterà più. Nel corso dell’ultima e breve visita a Damasco, ho accompagnato, in giro per la città e i dintorni, Bruno Robert autorevole produttore televisivo della ABC. Abbiamo entrambi notato che la città conserva, nonostante la guerra e le distruzioni, il desiderio di vivere in pace. La storia di una delle più antiche capitali al mondo non potrà essere cancellata. La Siria ha potuto contare sul Presidente al-Assad e negli amici che hanno sacrificato la loro vita per difendere un passato comune, anche se gli effetti della guerra sono stati devastanti per la maggior parte dei siriani. L’esercito e il popolo rimangono uniti contro gli invasori, e l’oscurantismo.

Se analizziamo molto rapidamente il conflitto siriano possiamo affermare che è stato uno scontro disumano, Assadakah ha seguito fin dall’inizio e con apprensione l’evolvere del processo bellico, senza mai perdere il contatto con le città e i territori occupati. I nostri colleghi, in nessuna occasione, si sono allontanati dalle zone di guerra, e con responsabilità hanno inviato informazioni dal campo, pronti a dare solidarietà alla popolazione, a spiegare le fasi del conflitto. Pur essendo sotto gli occhi di tutti, questa guerra, è difficilmente decifrabile. Parliamo di un conflitto caratterizzato da alleanze fluttuanti e da divergenze di obiettivi, una lotta di tutti contro tutti, ma abbiamo aspettato con fiducia che finisse.

Foto di Talal Khrais

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