Assadakah e i Paesi Arabi

Talal khrais, Damasco
Paola Angelini, Roma – (Analisi)

Molti colleghi domandano: perché i reporter di Assadakah riescono ad essere presenti nei luoghi dove molti, invece, non riescono ad arrivare?

È doveroso chiarire che accompagniamo la maggior parte dei giornalisti e reporter, italiani e stranieri, nei paesi più pericolosi e critici, prendendo tutte le precauzioni possibili per preservare l’incolumità di tutti.

Ringraziamo i colleghi – italiani, francesi, americani, … – che apprezzano e riconoscono Assadakah come affidabile fonte di informazione.

Assadakah Associazione Italo-Araba ha scelto di assumere un ruolo neutrale e di mediazione, mantenendo vivo il dialogo tra i Paesi del Medio Oriente e il resto del mondo. Cerchiamo di proporre servizi e foto esclusive, proviamo ad essere in prima linea per offrire informazioni direttamente dai luoghi dei conflitti, ma come Associazione Italo-Araba vogliamo essere ponte tra i Paesi Arabi e il resto del mondo. Una scelta, una dedizione che esprime la speranza che paesi in conflitto smettano di esserlo. Auspichiamo, tuttavia, che questa posizione non si tramuti mai in un limite della nostra offerta di informazione.

In molti chiedono se la vicenda del premier Hariri porterà nuovamente il Libano nell’ignoto: mi preme sottolineare che la vicenda ha rafforzato l’unità del Paese, a dimostrazione che Hariri non è solo un leader sunnita, ma anche un vero leader libanese.

In questo momento sono in Siria e posso affermare (ne sono fiero) che il terrorismo è stato sconfitto in Iraq e in Siria grazie allo sforzo unitario di popoli, eserciti e resistenza.

A mia volta, domando ai colleghi: perché l’Europa, che condanna il terrorismo, continua a premiare gli Stati che lo hanno a lungo finanziato e gestito, mentre punisce gli Stati che lo hanno combattuto e sconfitto? E perché vengono negati i visti a quei religiosi che diffondono un Islam moderato, per poi viceversa ospitare elementi che sono moderati solo in apparenza, o perfino inviare combattenti a uccidere in Medio Oriente (combattenti che probabilmente, prima o poi, uccideranno anche in Europa)?

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