Prostituzione Nigeriana in Italia: 6.840.000

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Inchiesta

Nouri Chibani, Libia
Talal Khrais, Roma

I boss potrebbero essere i nostri vicini e guadagnano con la prostituzione nigeriane

I Paesi che prevedono di fare business e accordi di pace devono avere un peso maggiore in politica estera. Durante la prima Repubblica l’Italia ha avuto un ruolo straordinario, mediava tra i palestinesi, gli israeliani e tra le due superpotenze interveniva con maggiore forza per risolvere i problemi nel Corno d’Africa. Il leader del Partito socialista, Bettino Craxi partiva per un Paese accompagnato da imprenditori e ritornava con maxi accordi, anche i leader Repubblicani e Democristiani godevano della stima ed erano favoriti da tanti Paesi.

Oggi purtroppo assistiamo ad un spettacolo, Ministri che ritornano e affermano di avere raggiunto “straordinari accordi” e riempono la stampa di belle parole, dopo un pò si verificano grandi lacune, accordi solo sulla carta.

Il 30 novembre scorso il Ministro Alfano ha annunciato che a un accordo sull’immigrazione manca il passo più importante, cioè l’attuazione pratica delle decisioni politico-diplomatiche. E’ proprio per questo non funziona l’attuazione .

La principale notizia emersa dal vertice di Abidjan, in Costa d’Avorio tra l’Unione europea e l’Unione africana è la costituzione di una task force congiunta tra le due istituzioni con l’Onu, per proteggere i migranti lungo le rotte della tratta. In Libia per favorire i rimpatri nei Paesi di provenienza, tutto ciò vuol dire affrontare i due grandi problemi rappresentati dalle pessime condizioni dei centri di detenzione libici e dalla necessità di svuotarli riportando indietro le persone.

Nouri Chibani collega e reporter in Libia, afferma: “Abbiamo assistito a tante scene di questo genere, la Libia è divisa governata da bande armate, la maggior parte di loro lucrano con il commercio degli schiavi”. Il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari dice che intende riportare in patria tutti i nigeriani che sono in Libia giudicando scioccante l’asta documentata dalla Cnn nella quale alcuni vennero venduti come schiavi. Riceviamo dai colleghi notizie che la Nigeria non sta facendo nulla del genere e dal Niger arrivano migliaia di nigerine verso la Libia, attendono il bel tempo per attraversare l’Italia.

“I Paesi Africani ricattano l’Italia e l’Unione Europea, ma per collaborare abbiamo bisogno di molti soldi per lo sviluppo” afferma Chibani.

L’accordo tra Ue e Unione africana è previsto fino al 2022 e punta allo sviluppo economico con investimenti, oltre a combattere il cambiamento climatico, sarà attuato d’intesa con le autorità libiche e comprende anche il ricollocamento di chi ha diritto d’asilo.

Secondo il nostro collega Nouri Chibani:“Bisogna scoraggiare l’immigrazione che diventa sempre più numerosa ed appetibile dalle Organizzazioni criminali” e aggiunge: “Non é vero che le ragazze nigeriane non sanno che lavoro fanno, sono in contatto con tante altre ragazze nel loro Paese e informano le connazionali che prostituirsi permette di guadagnare almeno 150 euro al giorno”.

Le ragazze vengono in Italia e sanno dove andare e cosa fare, venire in Italia per prostituirsi.

Poche settimane fa un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania è stato eseguito dalla la Polizia di Stato-Squadra Mobile di Ragusa con la collaborazione delle Squadre Mobili di Livorno e Pisa, nei confronti di Cliford Idemudia, nato a Benin City, di 48 anni, e di Godspower Palmer, nato in Nigeria, di 32 annni. Indiziati per associazione finalizzata al traffico di esseri umani, tratta di esseri umani con le aggravanti della transnazionalità, di avere esposto pericolo la vita o l’incolumità delle persone trasportate. L’attività continua dell’organizzazione è stata fotografata dagli investigatori che sono riusciti ad individuare, , le ragazze di tratta grazie alla collaborazione degli esperti dell’Oim, l’Organizzazione internazionale per la migrazione, sin dallo sbarco a Pozzallo.

Subito dopo, su delega della Procura di Catania, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 15 nigeriani accusati di avere gestito una tratta di giovanissime connazionali che avrebbero “reclutato, introdotto, trasportato e ospitato in Italia per costringerle ad esercitare la prostituzione”. Sono indagati, a vario titolo, di associazione per delinquere, tratta di persone con l’aggravante della transnazionalità e di induzione e sfruttamento della prostituzione. Indagini della Squadra Mobile di Catania hanno evidenziato l’esistenza di più organizzazioni criminali – con basi in Nigeria, Libia, Catania, Campania e in altre città del Nord Italia – che secondo l’accusa reclutavano in Nigeria giovani donne che, dopo essere state sottoposte a rito vudù ed avere contratto un debito, venivano trasferite dapprima in Libia, quindi condotte a bordo di imbarcazioni in Italia.

Una ragazza nigeriana, racconta in confidenza: “Pago 300 euro alla settimana per il mio boss in tutto devo restituire 25 euro” il suo boss, è uno dei boss in Italia. Vive, forse tra le nostre case, riceve 300 euro a settimana da 57 ragazze, vuole dire circa 17000 a settimana e 68000 al mese, se consideriamo un numero minimo di boss 100 vuole dire 6.840.000. La domanda è: dov’è il controllo della finanza?

Migliaia di ragazze vivono in nero pagano l’affitto al boss, 300 euro al mese, 4 in una stanza, chi sono i padroni di queste case?

Infine i boss che hanno un soggiorno indeterminato. Domande che rivolgiamo alle autorità italiane ma in particolare ai giudici.

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