L’ONU non condivide la decisione di Trump

Bogdana Ivanova, New York
Paola Angelini – Talal Khrais, Roma

La Comunità internazionale ha disapprovato la scelta dell’amministrazione USA, l’ha giudicata inopportuna per gli effetti che potrebbe determinare tra il popolo Palestinese e il popolo Israeliano, e perché introduce elementi di destabilizzazione nell’area Mediorientale.

Gerusalemme è una città divisa più o meno a metà, la parte ovest è sotto il controllo di Israele, quella a est è occupata dallo Stato israeliano fin dalla fine della guerra dei sei giorni(1967), ma dovrebbe appartenere ai palestinesi.

Dopo la guerra dei sei giorni Israele si appropria di Gerusalemme est e dei territori palestinesi. La comunità internazionale non riconosce l’azione degli israeliani e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nella risoluzione n. 242, chiede il ritiro d’Israele dai territori occupati.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è il principale e più rappresentativo organo istituzionale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che esamina i principi generali di cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale

La convocazione d’emergenza all’Assemblea Generale è stata chiesta dal Rappresentante Permanente dello Yemen, Khaled Hussein Mohamed Alyemany e dall’Ambasciatore della Turchia, Cavasoglu.

L’ONU ha condannato la decisione dell’amministrazione USA e l’Assemblea Generale delle Nazioni unite ha votato a favore della risoluzione che rifiuta la decisione degli USA di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. I voti favorevoli sono stati 128 compresi i Governi dEuropa, le astensioni 35.

Contro la risoluzione hanno votato, Guatemala, Honduras, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, Togo e ovviamente Israele e Stati Uniti.

35 i Paesi astenuti, tra questi: Australia, Canada, Argentina, Polonia, Romania, Filippine e Colombia.

Per Mahmoud Abbas: “È una vittoria per la Palestina”, e secondo lui non è servita a nulla la pressione americana contro gli Stati che hanno votato no all’Assemblea Generale.

Netanyahu ha dichiarato: “Qualunque sia l’esito quella è la nostra capitale”.

Il Ministro degli Esteri turco ha detto: “Prima di questo incontro uno Stato membro delle Nazioni unite ha minacciato tutti gli altri membri, è stato chiesto a tutti di votare no per non affrontare conseguenze. Non ci lasceremo intimidire, potete essere forti, ma ciò non vuol dire che abbiate ragione”.

Il Ministro degli Esteri palestinese, Riyad al Maliki ha sottolineato:“La decisione degli Stati Uniti non influenzerà lo status di Gerusalemme ma colpisce la condizione degli Stati Uniti come mediatore di pace. Gerusalemme è la chiave per la pace e per la guerra – ha ricordato il diplomatico palestinese -. Gli Stati Uniti hanno perso un’opportunità per rivedere la decisione e per unirsi alla comunità internazionale ponendo fine al suo isolamento nel mondo. La decisione di Washington serve il Governo Israeliano e incoraggia l’estremismo e il terrorismo nella regione.”

La dichiarazione dell’ambasciatrice Usa Nikki Haley: “L’America sposterà la sua ambasciata a Gerusalemme, questa è la cosa giusta da fare. Nessun voto alle Nazioni Unite farà la differenza. Ma questo è un voto che gli Stati Uniti ricorderanno, ricorderanno il giorno in cui sono stati attaccati per aver esercitato il loro diritto come nazione sovrana. Questo voto farà la differenza su come gli americani guarderanno l’ONU e i Paesi che ci mancheranno di rispetto. Ricorderemo questo voto. Abbiamo diritto di scegliere la location della nostra ambasciata”.
Sembra che l’ambasciatrice voglia conoscere i nomi di che ha votato a favore della risoluzione.

Video: Preghiera dopo il voto

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