Sochi: ampia partecipazione verso la nuova Siria

Bogdana Ivanova, Federazione Russa – Sochi,
Jafar Mhanna, Afrin – Nord Siria
Talal Khrais – Paola Angelini, Roma

Se il terrorismo colpisce in Siria la stampa occidentale che spesso riflette le posizioni dei partiti grida: “pericolo terrorismo”. Quando gli alleati avanzano sul terreno tutti si preoccupano dei diritti umani, e dei pericoli che possono colpire la popolazione. Quando i siriani sono divisi si urla all’unità. Per garantire l’unità è necessaria una soluzione. Se (i siriani) conseguono un accordo per uscire dal conflitto, sembra non avere valore se l’intesa raggiunta è ottenuta con il supporto della Federazione Russa. Queste posizioni, tutte contrastanti, riflettono sia l’assenza di una politica estera europea, che l’orientamento neo colonialista di alcuni Stati.

A Sochi si è tenuto un nuovo negoziato destinato alla pace futura in Siria, è stato organizzato dal Presidente Vladimir Putin che ha voluto riunire i rappresentanti del Governo e dell’opposizione siriana. I Curdi non hanno partecipato. Ma i Curdi sono stati invitati formalmente?

L’alto funzionario del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, intervistato dalla nostra collega Bogdana Ivanova presente a Sochi, ha detto che i Curdi sono: “Parte integrante del tessuto socio geografico siriano, parteciperanno ai nuovi negoziati”.  A causa della protesta dell’opposizione filo turca, giunta da Ankara, la giornata di lavori è iniziata in un clima confuso. In ritardo. All’aeroporto oltre ottanta oppositori si sono radunati per protestare contro il logo del Congresso: nella bandiera siriana assente il colore verde. Disegnati i colori bianco, nero, rosso.

Questa volta, a Sochi c’era una ampia rappresentanza dell’opposizione di membri siriani, a differenza degli altri negoziati. L’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba in Siria, Staffan de Mistura ha detto: “La Siria non può aspettare, serve un lavoro delicato per darle una nuova costituzione”.

La volontà comune é quella di andare verso una nuova costituzione che prevede una ampia partecipazione alla vita politica. Al momento, i russi contribuiscono affinché si risolva il nodo con la Turchia ancora inquieta nei confronti della popolazione Curda, pertanto, la presenza (Curda) ai negoziati di Sochi sarebbe stata fondamentale. La lista dei delegati Curdi che avrebbero dovuto prendere parte ai negoziati, sponsorizzati dalla Russia, è stata bocciata dalla Turchia. Sembra che (la Turchia) con una serie di operazioni, muova organizzazioni come: Hayat Tahrir al Cham (Fronte Annusra), il Movimento di Noureddine al Zanki, Syrian Free Army che combattono nei pressi di Afrin. Tuttora, la Turchia lancia un’offensiva contro quello che ritiene una minaccia più pericolosa dello stesso Isis, e Fawza Youssef, fonte delle autorità Curde riferendosi all’iniziativa militare di Ankara, ha detto: “Se la situazione ad Afrin continua non possiamo essere presenti a Sochi”.

Il timore di un’autonomia Curda è un incubo per la Turchia che teme di ritrovarsi con dei territori controllati dai Curdi in prossimità dei confini. Forse la Turchia non si rende conto che la guerra contro le milizie Curde non è una semplice passeggiata, ma un conflitto logorante che potrebbe trascinare, l’esercito del Sultano, nelle sabbie mobili. Vedremo.

L’offensiva turca denominata “Ramoscello d’ulivo” si sarebbe dovuta concludere in 24 ore, invece sono già passati 10 giorni, e per ora, l’esercito turco e gli alleati sono andati avanti solo in alcuni piccoli villaggi che si trovano nelle pianure. Prima di arrivare al confine con Afrin, Nord della Siria devono attraversare terre poco accoglienti, montagne, e realtà geografiche complicate. L’operazione “Ramoscello d’ulivo”  contro i Curdi è iniziata il 20 gennaio, Damasco ha condannato l’invasione turca, mentre Mosca ha esortato tutte le parti a rispettare l’integrità territoriale della Siria, la Turchia in questa battaglia ha solo da perdere. Dal 2012 il Governo siriano ha perso il controllo del distretto.

Le Forze democratiche siriane (SDF), composte da truppe Curde hanno abbattuto un elicottero turco nella città siriana di Afrin. Il nostro collega Jafar Mhanna è testimone dell’abbattimento dell’elicottero, avvenuto nei pressi dei villaggi di Kyavre Kare e Batman. Batman è una città della Turchia situata nelle regione dell’Anatolia sud orientale.

Malgrado tutto, la Siria insieme agli alleati non lasceranno soli i Curdi anche perché (i Curdi siriani) non intendono staccarsi dal loro Paese: “L’area di Afrin è una parte inseparabile della Siria e le nostre Forze di Protezione Popolare, da sei anni, proteggono l’aerea dagli attacchi dei terroristi dell’Isis, di al-Qaida e di altri sul territorio siriano contribuendo a preservare l’unità della Siria e delle sue istituzioni nazionali”. Sotto la minaccia dell’occupazione turca, i leader di Afrin hanno accusato Damasco “Di non svolgere il proprio dovere nella regione” nonostante la formale condanna dell’operazione e la minaccia di abbattere i jet turchi nello spazio aereo.

Contestualmente, la Siria si aspetta dai Curdi una posizione più decisa e più chiara nei confronti degli Stati Uniti, e all’utilizzo delle aree controllate dai Curdi come basi militari.

L’eventuale autonomia Curda viene percepita dalla Turchia come una vera minaccia, e probabilmente dalla stessa Siria, e davanti alla possibilità di uno stato Curdo ai propri confini meridionali,

http://www.almanar.com.lb/3297622

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