Tutti speravano nel ruolo positivo della Turchia…

Paola Angelini,  Roma

La Rojava curda WIKIPEDIA

Tutti avrebbero potuto ottenere grandi successi restituendo la pace e la stabilità alla martoriata Siria. Tutti speravano nel ruolo positivo della Turchia, della Repubblica Islamica dell’Iran e della Federazione Russa, e non nella strategia delle ripetute divergenze che non è mai vincente, al contrario, indebolisce i legami tra gli Stati.

La Russia ha dato al governo di al-Assad un sostegno decisivo durante la guerra civile, ha dato appoggio ai negoziati di pace per la Siria, e ai Curdi siriani.

La Turchia, inaspettatamente, si è mossa in modo discutibile: prova a sfidare i Curdi siriani. I Turchi, senza dubbio, non li vogliono lungo il proprio confine, e sembrano spaventati dalla nascita di uno Stato curdo.

Ma i Curdi sono tutti cattivi?

In molti si chiedono il motivo dell’intrusione turca nella provincia di Idlib. È in atto una provocazione militare?

L’offensiva delle forze turche e delle milizie arabo-siriane alleate di Ankara verso Afrin è iniziata ufficialmente il 20 gennaio, ma sono riusciti ad entrare solo pochi chilometri nel territorio. Il cantone curdo-siriano di Afrin è un distretto piccolo, si trova a 63 chilometri a nord di Aleppo, dove vivono moltissime persone, di cui la metà sono rifugiati da altre zone della Siria.

I Dirigenti curdi hanno dichiarato l’appartenenza alla patria Siria perché ha concesso loro più diritti. Questo fatto potrebbe significare che la guerra contro Afrin è una guerra contro la Siria e la Russia. L’anno scorso la presenza della Russia ad Afrin aveva assicurato un buon livello di controllo del territorio e avrebbe dovuto scongiurare gli scontri tra Turchi e Curdi.

Se Afrin venisse sottratta alla sua popolazione l’effetto potrebbe essere fatale: il Fronte al-Nusra e altri gruppi islamisti avrebbero la capacità di occuparla. Afrin e la regione di Rojava sono parti della Siria, e Damasco ha l’obbligo di proteggere i propri confini dagli attacchi di un altro paese.

La comunità di Afrin, nel corso del lungo conflitto siriano, ha peraltro dimostrato di mantenere rapporti militari ed economici con il governo di al-Assad.

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