Festa di San Marun

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Talal Khrais, Paola Angelini – Roma

La Chiesa Maronita è l’unica tra tutte le Chiese orientali ad essere rimasta in comunione con Roma nel corso dei secoli, e senza neppure una divisione. Rintracciamo le sue origini alla fine del quarto secolo, ad Antiochia nell’attuale Siria del Nord. Fondatore della Chiesa è stato il monaco San Marun, che visse eremita tra il IV-V secolo, e morì nel 410. Nella città vecchia di Gerusalemme, vicino al Santo Sepolcro si trova un Convento Maronita. Storicamente erano chiamati Maroniti tutti coloro che si rifacevano a San Marun.

Il 9 febbraio scorso, presso la Chiesa del Pontificio Collegio Maronita a Roma, S.E. Monsignor Francois Eid, Procuratore del Patriarca di Antiochia dei Maroniti presso la Santa Sede ha ricordato e celebrato la liturgia per il Santo. Il rito siro-antiocheno maronita è stato concelebrato con il vice-Rettore del Collegio, dai Procuratori delle altre Chiese Patriarcali e degli Ordini Religiosi orientali presenti a Roma. Hanno partecipato inoltre il Sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino, il Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana, alcuni Prelati Uditori della R. Romana, il Direttore dell’Ufficio Migrantes del Vicariato di Roma, il Cardinale Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il Nunzio Apostolico in Libano, il Vescovo Copto di Roma, l’Archimandrita del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, gli Ambasciatori presso la Santa Sede di Libano, Francia, Regno Unito, Canada, Marocco.In Libano, in Siria, in alcuni Paesi arabi dov’è presente la comunità maronita, si festeggia con gioia San Marun uno dei più alti simboli dell’identità del popolo libanese. Fin dalla mattina, religiosi musulmani e altre comunità libanesi si recano nelle Chiese Maronite per assistere alle messe e per dare gli auguri ai loro fratelli Cristiani.

Il Libano, grazie ai Maroniti, ha contribuito a intavolare un dialogo cordiale e fruttifero con gli arabi di altri paesi, con i Musulmani e con altre Chiese.

Il sistema elettorale libanese, scaturito dagli Accordi di Taif (nel 1989 sancirono la fine della guerra civile), stabilisce che metà dei 128 deputati del Parlamento siano Cristiani (in gran parte Maroniti), e che l’altra metà sia formata da parlamentari Musulmani e Drusi.

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