Nuova missione Assadakah in Armenia

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Paola Angelini

L’Associazione Italo Araba Assadakah è da sempre vicina al popolo e alla storia armena, ai dolorosi fatti del Genocidio, il terremoto del 1988, e la guerra del Nagorno Karabach.
Una delegazione accompagnata da Talal Khrais, responsabile di politica estera dell’Associazione Italo Araba Assadakah (unica Associazione riconosciuta dalla Lega degli Stati Arabi), inizierà un servizio giornalistico da Yerevan, la capitale armena, per proseguire verso il Nagorno Karabach. Interverranno i giornalisti Francesco Semprini, del quotidiano la Stampa, e Fenesia Colluso del GR 1 Rai. L’Italia ha avuto nei secoli relazioni durature con gli Armeni, per i quali è stata luogo di passaggio, meta, e spesso terra di adozione.

L’obiettivo del viaggio di 5 giorni nella giovane Repubblica Armena è quello di conoscere meglio per informare in modo più soddisfacente sugli avvenimenti, promuovere la consapevolezza di una delle pagine più oscure dell’eliminazione sistematica che prende avvio nel 1915, quando i battaglioni regolari armeni vengono disarmati, riuniti in gruppi di lavoro e poi eliminati in segreto. Il piano degli Ottomani, diretto da Talaat, Ministro dell’Interno, prosegue con l’eliminazione della ricca borghesia e con la strage della Comunità armena a Costantinopoli.

La rappresentanza italiana incontrerà un sopravvissuto al Genocidio, il Direttore dell’Istituto scientifico per il Genocidio, i colleghi di Armenpress e l’autorevole direttore Aram Ananyan.
L’itinerario prevede un incontro con il Presidente del Nagorno Karabakh, Bako Sahakyan. Il Nagorno Karabakh è una regione del Caucaso meridionale che si trova all’interno dell’Azerbaijan, autoproclamatasi indipendente venti anni fa, anche se non è ancora riconosciuto dalla comunità internazionale. È un lembo di terra incastrato tra Armenia e Arzebaijan, popolato da turco-azeri e armeni, che dal 1988 sono in conflitto e si contendono la regione riconosciuta dalla comunità internazionale come parte dell’Arzebaijan, ma controllata e protetta dagli armeni. Il mondo sembra non conoscere la disputa del Nagorno Karabakh, a lungo dimenticata e continuamente sul punto di riesplodere in una sfida lungo le linee di confine.
Non mancherà la visita nei pressi del confine turco dove sorge il monastero armeno di Khor Virap, lì, San Gregorio Illuminatore fu imprigionato per tredici anni. È uno dei più importanti luoghi di culto in territorio turco, come il Monte Ararat, simbolo del popolo Armeno.
Mentre l’Armenia e l’Azerbaijan si rifiutano di collaborare per trovare un compromesso, il risentimento reciproco aumenta, e diminuiscono le possibilità di trovare una soluzione pacifica al conflitto, ma la soluzione dovrà per forza passare attraverso il ripristino di un dialogo costruttivo tra i due competitori.

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