Avanzano le truppe governative nell’area Sud della Capitale, dopo Duma il Sud di Damasco

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Mohamad Eid, Sud Damasco
Bogdana Ivanova, Mosca
Talal Khrais – Paola Angelini, Roma

La Siria limita il numero dei giornalisti occidentali sul territorio. Non ha nulla da nascondere, anzi, con il suo Esercito e con gli alleati sta conducendo una lotta contro il terrorismo internazionale, ma non viene premiata dai governi europei coinvolti nel sostegno diretto ai terroristi. L’approvazione arriva solo dall’opinione pubblica stanca di false notizie.

Da molti anni mi occupo di politica internazionale, e come Responsabile della politica estera dell’Associazione Italo Araba Assadakah, sono orgoglioso di essere testimone del conflitto (marzo 2011). Una guerra contro un Paese sovrano, condotta dall’Occidente e dai Paesi del Golfo. Solamente l’Arabia Saudita afferma di aver speso 17 miliardi di dollari. Perché? Per distruggere la culla della civiltà umana, con una storia millenaria, e un esempio di convivenza tra le diverse religioni.

La Siria determinata, continua a vincere unita alla forza dell’esercito, e del popolo. Difendono il Paese e tutelano la convivenza turbata da interventi stranieri. Ero presente durante l’attacco missilistico anglo-franco-americano lanciato per punire il Governo siriano, un’incursione dissuasiva verso le bugie sull’uso delle armi chimiche. Un vile attacco per impedire alla Siria di vincere contro il terrorismo nella Ghouta Orientale. Tenuto conto delle dinamiche locali e regionali, l’attacco sembra concepito unicamente, per dire all’opinione pubblica occidentale che le tre potenze coinvolte rispettano la vita umana e il diritto internazionale più dei Governi in Siria e in Russia. I bombardamenti lanciati all’alba del 15 aprile sono stati un fallimento, poca determinazione: la maggiore parte dei missili sono stati abbattuti da vecchi razzi di produzione siriana (1972).

Sfortunatamente, nessun Governo europeo ha espresso disappunto contro gli attacchi non legittimi, nessuno ha sostenuto le Nazioni Unite, e le altre istituzioni autorizzate a verificare le responsabilità del cosiddetto attacco chimico contro i civili.

Le potenze occidentali, che sostengono di rispettare il diritto internazionale, e nel frattempo lo infrangono o lo ignorano, hanno chiaramente un problema di legittimità. E l’Europa non esprime opinioni nei confronti della guerra, che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, sostengono contro lo Yemen. Un conflitto ingiusto, moltissime persone muoiono per malattia (colera), malnutrizione e altre conseguenze delle guerra.

L’attacco contro la Siria non ha fermato l’avanzamento delle truppe governative, e dopo Duma, sta andando avanti la battaglia, quella più significativa per la sicurezza della capitale siriana, si tratta dell’area Sud di Damasco, a solo 7 Km di distanza. Si tratta di due quartieri, al-Hajar al-Aswad e Qadam, entrambi a sud di Damasco. Le Formazioni palestinesi stanno conducendo una battaglia contro lo Stato Islamico, e l’organizzazione Aknaf al Moqdes (ex combattenti di Hamas), mentre le Forze Armate Siriane, da ieri, bombardano pesantemente le postazioni dello Stato Islamico, nel quartire Hajar al-Aswad. L’organizzazione palestinese, in prima linea, è il Fronte per la Liberazione della Palestina-Commando Generale, guidata da Ahmed Jibril insieme al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e il Fronte Democratico.

Secondo il canale Svezda, i militari russi hanno trovato nella città di Duma un magazzino di sostanze tossiche necessarie per la produzione di armi chimiche. “Le sostanze trovate sono: tiodiglicolo e dietanolammina necessarie per l’iprite azotata e solforosa. Inoltre, è stato trovato un contenitore di cloro, simile a quello utilizzato dai militanti per la messa in scena dell’attacco con armi chimiche”. Il magazzino è stato collocato nel seminterrato di un edificio residenziale. Secondo Alexander Rodionov, uno specialista delle Truppe di protezione NBC russe, il laboratorio è stato utilizzato da terroristi quando era al potere nella città. In precedenza, è stato riferito che l’Esercito Arabo Siriano ha trovato un nascondiglio nel villaggio di Aftris, nella Ghouta Orientale, con l’attrezzatura necessaria per creare sostanze velenose.

Gli attacchi contro la Siria hanno reso difficili i rapporti tra la Federazione Russa, l’Occidente, e la Repubblica Islamica dell’Iran. Durissima la reazione di Teheran, Bahram Ghasemi, portavoce del Ministero degli esteri, ha sottolineato che: “L’attacco è stato lanciato, pur senza alcuna prova, sull’uso delle armi chimiche. Gli USA e i loro alleati sono responsabili per le conseguenze regionali che ne seguiranno”. Trump, Macron e la May sono stati definiti, dalla Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei,“tre criminali”.

Il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar al Assad ha dichiarato: “Gli attacchi subiti aumentano la nostra determinazione. proseguiremo e distruggeremo il terrorismo in ogni angolo della Siria”. A Sud di Damasco di fronte ai qaidisti di Jaysh al-Islam non esiste nessuna scelta, arrendersi o morire, piccoli gruppi cercano una soluzione pacifica perché non esiste via di scampo dopo la liberazione della Ghouta Orientale, e la liberazione di Dmair, ultima rocca forte nel Qalamoun Orientale.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli esteri russo ha affermato: “Gli USA insieme ai loro alleati hanno un unico obiettivo: vogliono rianimare con la forza i ribelli, ormai sconfitti, e deporre il Presidente al Assad dal governo di Damasco”. Inoltre “L’indignazione e la deliberata distorsione della realtà, abbondano nelle dichiarazioni dei funzionari di alcuni paesi occidentali come il Ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian”, che in un’intervista ha accusato Mosca di diffondere notizie contrastanti sui fatti di Douma. Poi si è rammaricata che certe dichiarazioni arrivino dopo che il Presidente Vladimir Putin, ha proposto a Parigi di unirsi alle indagini insieme agli esperti militari russi (13 aprile). Le dichiarazioni della Zakharova sono state diffuse dall’agenzia Interfax. L’esponente della diplomazia di Mosca, ha aumentato la dose parlando di “Duro colpo inferto non solo a un punto geografico del mondo, ma al diritto internazionale e all’intero sistema della diplomazia mondiale”. La Federazione Russa è indignata per la “distorsione dei fatti” da parte dei politici occidentali riguardo il presunto attacco chimico a Duma, inoltre esorta l’Occidente ad astenersi da azioni che impediscono la creazione del quadro reale di ciò che è accaduto.

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