Elezioni in Libano

Laila Khrais  – Talal Khrais, Beirut

Il Presidente della Repubblica Michel Aoun
Hariri; ” le Forze che hanno vinto operano per la stabilità nel Paese.” Non c’è paura , il giorno dopo le elezioni prevalgano le larghe intese.

Presidente del Consiglio dei Ministri Saad Hariri

Leader Nassriano Oussama Saad

Presidente della Camera dei Deputati Nabih Berri

 Presidente delle Forze Libanesi Samir Geagea

Sayed Hassan Nassrallah Sui risultati delle elezioni legislative in Libano scarse notizie sulla stampa italiana  Le poche notizie apparse fino pochi minuti fa non fanno che far preoccupare l’opinione pubblica italiana sensibile nei confronti del Libano, conosciuto e amato da molti italiani come il Paese dei Cedri. E’ stata una campagna elettorale straordinaria caratterizzata di libertà d’opinione e di scelta dei 120 candidati alle elezioni tra cui 75 nuove figure scelti con un voto preferenziale all’interno delle liste per i programmi che hanno presentato per fare uscire il Paese di una crisi economica abbastanza grave , un debito estero di circa 90 miliardi di dollari, e per le soluzioni proposti per risolvere problemi come l’elettricità e ciò che riguarda i diritti dei cittadini. Le scarse notizie che sono apparse una specie di allarme per la vittoria dei partiti sciiti Hezbollah e il Movimento Amal. Il Libano è diverso da altri Paesi il Governo non esclude nessuna comunità religiosa nemmeno i partiti di una presenza significativa dall’indipendenza fino ad oggi i governi sono caratterizzati da larghe intese maggioranza ed opposizione governano insieme al di là del numero dei seggi che possono avere. Il sette maggio il giorno dopo delle elezioni il Presidente del Consiglio dei Ministri il leader della Corrente Futura durante una conferenze del dopo voto ha detto : ” Abbiamo divergenze non nostri avversari, non possiamo nascondere, ma bisogna dire che tutti quelli che hanno vinto operano per la stabilità , quelli che non sono per la stabilità sono rimasti fuori” Poi ” Abbiamo divergenze che possiamo affrontare mentre lavoriamo per risolvere i problemi del Paese” ricordando quando il Martire Rafic Hariri venne in Libano nel 1992 ha trovato il Paese totalmente distrutto non ha aspettato per salvarlo finché finiscono tutti i problemi lasciando il Paese paralizzato ma ha cominciato la ricostruzione”

I libanesi dopo 9 anni senza elezioni legislative sono andati alle urne con una nuova legge elettorale, il proporzionale con un voto preferenziale a un solo candidato. I più premiati in queste elezioni l’alleanza sciita di Hezbollah, con il Movimento Amal, e le Forze Libanese guidate dal leader cristiano Samir Geagea. Durante le elezioni non c’era bisogno di misure eccessive di sicurezza perché il terrorismo che voleva colpire il Paese dei Cedri é stato sconfitto grazie all’unità nazionale dei libanesi coscenti dell’importanza del loro modello di convivenza. Hezbollah ed alleati hanno ottenuto 67 seggi su 128. L’ottimo risultato é ottenuto dalle Forze Libanesi, raddoppiato la sua presenza in Parlamento passando da 8 a 15 seggi. Leggero calo, invece, per al –Mustaqbal (Il Futuro), movimento guidato dal Premier sunnita Saad Hariri, ha perso un seggio nella capitale Beirut a causa delle divisioni nel fronte sunnita ma dovrebbe essere rimasto il gruppo principale in Parlamento con 22 seggi. Modesta l’affluenza, al 49%, contro il 55% del 2009, anche perché la legge é nuova ed era abbastanza complicato per tanti persone, anche perché per 750 mila nuovi elettori era per la prima volta degli ultimi 9 anni, in una situazione di grandi tensioni interne alimentate tra le altre cose dalla guerra siriana, combattuta al di là del confine orientale. Bisogna riconoscere che siano stati elezioni difficili, marcate da una nuova legge elettorale di tipo proporzionale che ha diviso il paese in 15 circoscrizioni. Grazie al proporzionale in 15 distretti, sono stati presentai 583 candidati per 128 parlamentari.

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