Un progetto per l’infanzia siriana dal comune di Martignano con il sostegno della Regione Puglia

on

Talal Khrais

ex sindaco Kafar Matta Gharib

La solidarietà tra i popoli è il fondamento per la cooperazione umana. Un gemellaggio dura da 30 anni, grazie al sostegno della Regione Puglia e da altre istituzioni. Un piccolo comune nella Provincia di Lecce ha fatto miracoli: di solito i progetti vengono finanziati dall’Europa e dalla Cooperazione Italiana, la presenza di cooperanti, a volte termina prima della scadenza, perché non importa verificare i risultati di un progetto che come obbiettivo deve riguardare i cittadini o le vittime di un conflitto. Ho avuto l’occasione di fare parte di Mega progetti, e alla scadenza non rimangono che debiti che il destinatario deve saldare. La cooperazione é stata letteralmente un affare coperto con mille slogan. Nella mia esperienza di giornalista con 35 anni di esperienza, mi sono occupato anche di cooperazione. L’esperienza più significativa é stata e rimarrà quella di un piccolo comune nella provincia di Lecce, Martignano dei Greci. Si celebrano 30 anni di cooperazione con il Comune Libanese di Kafar Matta. Trent’anni di un rapporto straordinario, un rapporto umano. Il Sindaco Luigino Segio, di fronte a una tragedia umana causata dalla guerra civile in Libano decide, senza nessun sostegno esterno, di partire per il Libano insieme ai componenti della sua piccola amministrazione, malgrado le pressioni per motivi di sicurezza sia del partito, che della Farnesina Mi diceva il sindaco: “Non vado a fare il turista ma desidero essere a fianco di una popolazione che soffre, un popolo amico. Dobbiamo esprimere la solidarietà quando c’è’bisogno”.

Un protocollo di intesa, un gemellaggio e partono le iniziative, cioè le missioni di solidarietà, i progetti a sostegno della popolazione. Qualche anno dopo la Regione Puglia si accorge dell’importanza di queste iniziative che rappresentano la vera diplomazia dei popoli. I progetti e le iniziative sono numerosi e si inseriscono in un quadro nazionale, rientrano nella strategia della coscienza internazionale per riportare la pace nel Paese dei Cedri. I progetti realizzati dal Comune di Martignano, il Centro Sociale polivalente, il frantoio, il campo sportivo sono stati necessari per il ritorno della Comunità Cristiana a Kafar Matta. Trenta anni di continuità e di solidarietà con il Libano, 30 anni di rapporti diretti tra i cittadini, un vero rapporto di solidarietà e di amicizia tra i popoli.

E’ vero che la necessaria mediazione tra individuo e umanità è rappresentata dal popolo in quanto portatore di un ideale, un principio che lo fa sussistere come una vivente unità collettiva: i popoli sono gli individui dell’umanità e ognuno di essi ha una missione da compiere. Il popolo è la coscienza di una grande idea da tradursi in fatti. Il popolo che attua questa unità etico-spirituale si esprime come nazione con una sua peculiare caratteristica che la distingue dalle altre nazioni.

l’11 maggio nella sala di Kafar Matta, a Martignano é stato annunciato un nuovo progetto a favore dell’infanzia siriana vittima di una terribile guerra. Il comune di Kafar Matta ospita 450 famiglie siriane, offre tutti i servizi necessari per allontanare i bambini dalla violenza e per reintegrarli nelle scuole in attesa di ritornare nel loro paese. Alla Presentazione del nuovo progetto l’Assessore alla formazione Sebastiano Leo, Dirigente Regionale della Cooperazione, Regione Puglia Maria Grazia Donno, il Sindaco di Martignano Luciano Aprile, il vice sindaco Orazio Coriano, il Capo Progetto Vinicio Russo, il dirigente Regionale Antonio Tommasi, il sottoscritto che fa parte del Progetto come giornalista e mediatore del Comune di Kafar Matta. Non é mancato all’appuntamento l’ex sindaco promotore della cooperazione 30 anni fa Luigino Sergio .

Titolo del Progetto:

“Solidarietà tra i popoli sia alternativa a violenza, armi e terrore

Realizzare a Kfarmatta un Centro di dialogo e percorsi di riabilitazione a favore dei bambini Siriani profughi della guerra

Descrizione del progetto:

Centro per i minori profughi della Siria

Centro di dialogo e percorsi di riabilitazione a favore dei bambini Siriani profughi della guerra a Kafarmatta (Libano).

Il Libano ospita 2 milioni di profughi, su 4 milioni e mezzo di abitanti. Circa 6 volte quelli ospitati dalla Germania e 20 volte il numero di rifugiati presenti in Italia. Un numero, quello dei profughi in Libano, lievitato negli ultimi anni, a causa dello scoppio della guerra nella vicina Siria. Secondo i dati del governo libanese, oltre ai rifugiati registrati, il Libano accoglie anche altri 500 mila siriani non registrati, 42 mila rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria, 35 mila libanesi ritornati in patria, oltre alla preesistente popolazione di rifugiati palestinesi arrivati in Libano dopo la guerra arabo-israeliana del 1948 (persone stimate 270 mila). Un totale, appunto, di circa 2 milioni di persone. In sostanza oggi in Libano una persona su tre proviene dalla Siria o è un rifugiato palestinese.

La crisi in Siria sembra non conoscere fine. Il Rapporto 2017 dell’Alto Commissariato Onu riporta le cifre della tragedia: dall’inizio della guerra civile, nel marzo 2011, i siriani uccisi sono stati oltre 250 mila e quelli feriti oltre un milione; 13 milioni e mezzo di persone necessitano di aiuti umanitari; 6 milioni e 300 mila sono sfollati interni; centinaia di migliaia hanno affrontato tragici viaggi in mare per cercare protezione; quasi tre milioni di bambini sotto i 6 anni sono cresciuti vedendo solo la guerra; 4 milioni e 900 mila (dati ufficiali a cui si aggiungono i profughi non registrati), in maggioranza donne e bambini, sono profughi negli Stati confinanti : Turchia (oltre 2,7 milioni), Libano (oltre 1 milione), Giordania (oltre 650 mila) e Iraq (quasi 240 mila).

La Pace sconosciuta dei bambini Siriani. I numeri della guerra in Siria fanno paura, anche perché a farli crescere sono i bambini rimasti senza famiglia, senza casa, senza istruzione. Senza futuro. Molti di loro saranno facile preda dell’Isis, che in questi anni ha arruolato quelli che erano i bambini-ragazzi di 5-6 anni addietro. Se le condizioni non cambiano e non migliorano, si rischia di ritrovarsi una intera generazione, in patria e all’estero, di bambini insensibili ad una violenza che considerano normale. Un intervento immediato, di sostegno e accompagnamento, istruttivo e sociale, soprattutto tra i profughi in Libano, può portare a riprenderli da tali orrori. Molti bambini vengono reclutati da gruppi armati per cucinare e pulire per i soldati dello Stato o per i terroristi dell’Isis, per cui il passaggio successivo è quasi ‘naturale’. Nei campi profughi dei Paesi confinanti la situazione è molto difficile. Bambini che ‘utilizzano pistole’ (secondo la denuncia di Save the Children), sono i più vulnerabili dal punto di vista delle conseguenze psicologiche.

Anche le bambine sono sottoposte a stress e traumi significativi. Basti pensare a tutte quelle che vengono costrette a matrimoni precoci. I genitori, che non sono più in grado di prendersi cura di loro, le obbligano a sposarsi con uomini provenienti da famiglie più ricche, in modo che possano proteggerle anche dal rischio di abusi o violenze sessuali.

La strada che collega Damasco (Siria) a Beirut (Libano) è intasata di camioncini carichi di mercanzie e di persone che fuggono dalla guerra e dall’orrore. Per fare fronte alla tragedia siriana il comune di Kfarmatta ospita in questo momento 600 famiglie siriane. (Il Comune di Kfarmatta è gemellato con il Comune di Martignano sin dal 1989 e partecipa attivamente alle iniziative e ai progetti di cooperazione con l’obiettivo di sostenere la popolazione in un difficile processo di ricostruzione iniziato alla fine di una guerra -1990- devastante, durata oltre 15 anni).

Un Comune di circa seimila abitanti, che si trova di fronte a difficoltà molto grandi. Ospita 450 bambini profughi. La scuola pubblica cerca di accoglierli nell’ambito di una strategia umana per l’integrazione e la riabilitazione. Ma non è assolutamente sufficiente. I bisogni sono tanti.

Il Progetto di cooperazione tra Martignano e Kfarmatta punta a realizzare un “Centro di dialogo e percorsi di riabilitazione dell’infanzia e dei giovani vittime della guerra in Siria”. Nel comune di Kfarmatta esiste un Centro sociale, al cui interno si possono recuperare degli spazi da destinare al progetto di recupero e assistenza dei bambini siriani: un salone per momenti comunitari, una cucina, i servizi, una sala per incontri psico-pedagogici, una sala ludica e una sala didattica. Si tratta di:

o   1) ristrutturare tali ambienti rendendoli idonei alle necessità e attrezzarli con strumenti adatti (sedie, tavoli, tende, tappeti e strumenti di riscaldamento nel periodo invernale, computer, strumenti musicali lavagne, materiale didattico, libri, giocattoli).

o   2) Una equipe di operatori locali (assistente sociale, psicologo/a, animatore culturale, animatore ludico), accompagnata da 3 esperte dell’Università degli Studi di Roma – Unitelma Sapienza, sosterrà i bambini nei vari percorsi psico-pedagogici e ludici.

E ancora, grazie all’apporto dell’Università verrà impartita una formazione di base sia agli operatori in loco che ai bambini profughi e una formazione per le bambine e le donne in particolare.

 ·       Durata del progetto: 18 mesi a partire da 19 aprile 2018

Nel 2019 saranno celebrati i 30 anni di Gemellaggio tra Martignano e Kfarmatta con una serie di iniziative, a partire da quest’anno, che serviranno a sensibilizzare le popolazioni Salentina e Libanese sul lungo Ponte di Pace basato sulla cooperazione e sulla solidarietà.

 Obiettivi di progetto

Gli obiettivi generali e specifici della proposta progettuale sono ben specificati nella richiesta pervenuta dal Comune di Kfarmatta, fondamentale per la realizzazione del progetto stesso:

1.                           Una mediazione sociale e riabilitazione ‘psychological’ di una infanzia che ha subito la guerra, per allontanare i bambini dalla violenza, dalle armi e dalle organizzazioni terroristiche.

2.                           Evitare che i bambini vivano nelle strade e chiedano elemosine o rubino per sopravvivere.

3.                           Evitare un degrado sociale e il fenomeno dei matrimoni precoci.

4.                           Corrispondere alle esigenze e allo sviluppo della capacità mentale e creativa dei bambini.

5.                           Trovare uno spazio per i bambini siriani lontano dalle pressioni psicologiche provocate dalla guerra, su di loro e sulle stesse famiglie. Tutto ciò si riflette negativamente sulle loro prospettive future In più un centro simile si può incoraggiare il volontariato in quanto diventa un luogo di incontro tra i giovani che possono elaborare progetti scolastici, di riabilitazione e del tempo libero.

DESCRIZIONE DELLA COMPLEMENTARIETÀ

Il progetto si inserisce nelle attività di accoglienza che il Comune di Kfarmatta, tramite propri operatori, porta avanti sin dall’inizio della guerra in Siria e l’arrivo delle prime famiglie di profughi (fine 2011).

L’esperienza maturata negli anni da parte del Comune e soprattutto la collaborazione con il Comune di Martignano ha permesso di realizzare un programma di forte significatività per le popolazione del territorio, e cioè, il rientro dei cristiani che avevano abbandonato le loro case a causa della lunga guerra che ha devastato il territorio, pertanto le popolazioni locali sono educate ad iniziative di accoglienza ed integrazione.

Il soccorso e l’assistenza a popolazioni colpite da conflitti e da gravi emergenze umanitarie ha caratterizzato sin dall’inizio il rapporto di gemellaggio (29 dicembre 1989), di cooperazione e collaborazione, tra le municipalità di Martignano e Kfarmatta.

Il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Roma – Unitelma Sapienza riguardo la formazione degli operatori locali che interverranno nel progetto, non solo garantisce la qualità dell’attività formativa, ma consente di creare nuove sinergie tra realtà sociali in loco e col soggetto proponente.

Inoltre la promozione del progetto  sul sito di Assadakah e la pubblicazione di un numero speciale della Rivista Assadakah, in lingua italiana e in lingua araba, servirà ad un maggiore coinvolgimento della popolazione locale per la realizzazione del progetto e la futura continuità.

DESTINATARI

I beneficiari sono:

1)      i circa 1250 minori profughi della Siria presenti sul territorio di Kfarmatta e zone limitrofe

2)      le famiglie dei bambini profughi (circa 600)

3)      Gli operatori sociali del territorio (la cui formazione sarà curata dall’Università degli studi di Roma – Unitelma Sapienza, partner di progetto)

4)      la popolazione locale

5)      le associazioni presenti sul territorio

6)    la Municipalità di Kfarmatta

Sarà utilizzato, come già avvenuto per altre occasioni ed attività progettuali e di cooperazione, il metodo dello sviluppo partecipativo.

Nella foto al centro il defunto segretario generale del Partito Socialista Progressita Libanese Charif Fayad riceve in Libano la delegazione del Comune di Martignano

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