Elezioni in Iraq

Ali Abadi, Baghdad

Video Assadakah

L’Iraq gioisce: sconfigge il terrorismo sceglie, la Democrazia

Il 12 Maggio scorso gli iracheni sono stati chiamati alle urne per eleggere la nuova Camera dei rappresentanti, una assemblea federale formata da 328 seggi. Come prevede la la Costituzione irachena, la nuova legislatura procederà poi all’elezione del primo ministro e del presidente della Repubblica. Con questo voto dopo una lunga sofferenza causata dell’attacco terroristico dello Stato Islamico il Paese Arabo quindi é stato rinnovato del tutto. Proprio il rinnovamento appare il tema dominante delle elezioni irachene. Dopo quattro lunghi anni di guerra contro il terrorismo dello Stato islamico e circa 40 anni di conflitti, l’Iraq guarda infatti alla ricostruzione e al futuro.

Tutti i candidati presenti hanno espresso l’intensione recuperare un ruolo politico ed economico nella regione in condizione di parità con gli altri Stati.

A tal riguardo, appare altamente significativo che diversi dei 6.990 candidati.

Il voto é stato elettronico e, per dare qualche numero, si parla di 23.109.138 votanti; 53 mila seggi elettorali; 253mila scrutatori; 27 coalizioni; 7376 candidati. Ritornando ai risultati é stato un successo per il premier al-Abadi si é presentato alle elezioni con una sua lista Nasr al-Iraq (Vittoria dell’ Iraq), all’ interno di una coalizione laica, nazionalista e trasversale, l’Alleanza Nasr, nel tentativo di capitalizzare i successi ottenuti nella lotta contro l’ IS e quindi riscuotere i consensi sia tra i sunniti che tra gli sciiti.

A fargli da contraltare, nell’ ambito sciita, l’ex Premier (dal 2005 al 2014) Nouri al-Maliki, alla testa del partito Dawa (ex partito di Abadi)  e nella cornice della coalizione Dawlat al-Qanun (lo Stato della Legge). Poi tra i vincitori la coalizione ’tilaf al-Fatih, guidata daHadi al-Ameri e formata dalle Unità di Mobilitazione Populare (PMU oHashd al-Shaabi), è venuto meno anche il sodalizio con l’ayatollah Ammar al-Hakim che concorso come candidato indipendente, alla guida del suo partito al-Hikma al-Watanyi (Movimento della saggezza nazionale). Tra gli altri, poi l’ alleanza I’tilaf al-Sa‘irunformata dal Partito comunista iracheno dalla lista dell’ayatollah Muqtada al-Sadr.

Frammentazione si registra anche nel blocco sunnita dove spiccano la lista Qarar al-Iraqyi, capeggiata dall’ ex presidente Osama al-Nujaifi e dal fratello Atheel al-Nujaifi  e l’ alleanza laica e nazionalista I’tilaf al-Watanyi, il cui leader è Ayad Allawi avvicinatosi al portavoce del Parlamento Salim al-Jabouri.

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