Arabia Saudita – Turismo nelle grotte delle meraviglie

Roberto Roggero – L’Arabia Saudita avvia un progetto esclusivamente dedicato al turismo, sia con l’apertura di resort da “mille e una notte”, sia con iniziative espressamente dedicate a siti di particolare valore naturalistico.

In questo senso, esiste una speciale tipologia di turismo su cui il quasi totalmente desertico Regno saudita ha deciso di puntare: l’Organizzazione Geologica Nazionale ha localizzato cinque grotte che, quest’anno, saranno fra le principali attrazioni ecoturistiche.

Un programma inserito fra le numerose iniziative che fanno capo a Vision 2030 e che coprono l’ambito storico, culturale, tecnologico, e di rinnovamento di un Paese che punta a slegarsi sempre più dal petrolio, per aprirsi al mondo e diversificare la propria economia.

Il direttore del Saudi Geological Survey’s Cave Studies (SGS), Mahmoud Al-Shanti, ha dichiarato: “Siamo pronti, stiamo scegliendo punti di accesso più facili per i turisti, e prossimamente annunceremo i nomi e le date di apertura“.

Seguendo il motto “Non lasciare traccia, scatta solo fotografie“, l’SGS mantiene momentaneamente il segreto in merito alle grotte che, con le loro meraviglie, promettono di stupire. Il motivo è chiaro: oltre a voler alimentare l’attesa e la suspence, si tratta di un progetto da studiare nel dettaglio, soprattutto dal punto di vista della sicurezza, dal momento che queste caverne sono state teatro di atti vandalici, l’Arabia Saudita è decisa a proteggerle come un vero e proprio tesoro, quali in effetti sono.

Come ha spiegato Al Shanti, questi tesori naturali e i loro dintorni sono ecosistemi fragili e delicati, che devono essere difesi e preservati, per assicurare la sopravvivenza della fauna locale e di tutti i generi di creature viventi o fossili, a cominciare dai pipistrelli, dalle iene, volpi, gufi e molto altro. Le poche notizie trapelate fino ad oggi, si riferiscono comunque all’altopiano di As Sulb Karst, che contiene la più grande concentrazione di grotte calcaree del Regno, a circa 200 chilometri dalla capitale, Riyadh.

Una volta accessibili, si pensa possano accogliere fino a mille visitatori al giorno. Per rendere accessibili le grotte, e trasformarle in punti d’interesse turistico, l’SGS sta anche formando un gruppo selezionato di guide, aumentando nel contempo i servizi in queste aree prima isolate, con nuove specializzazioni e posti di lavoro.

Sono luoghi remoti – ha concluso Al-Shanti – e i villaggi della zona dovranno essere attrezzati e pronti a ricevere i visitatori. Si tratta di piccoli centri abitati, dove è previsto, oltre all’afflusso di visitatori, anche la presenza di studiosi, scienziati, speleologi e appassionati di geologia provenienti da tutto il mondo“.

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