Sua Beatitudine Basilio I: “Il Libano non deve essere lasciato solo”

Talal Khrais (Agenzia Nazionale Informazione, Libano) – La Chiesa cattolica italiana fa parte della Chiesa cattolica globale sotto la guida spirituale del Papa a Roma e del Consiglio Italiano dei vescovi, e gode di grande influenza nel mondo. Tuttavia, ci sono altre confessioni religiose cristiane, come l’Ortodossia, che hanno la loro importanza, pur lontano dai riflettori, che attribuiscono grande importanza al rapporto con il mondo esterno, in particolare con il Libano, in quanto paese del messaggio e della convivenza di diverse religioni.

Dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989, centinaia di migliaia di persone che professavano l’Ortodossia fuggirono dall’Europa orientale in Italia. Il numero dei cristiani ortodossi in Italia ha raggiunto 1.700.000 credenti nel 2015, diventando la terza comunità dopo Cattolicesimo e Islam. I rapporti storici fra Libano e Italia potrebbero essere dovuti alla stretta interdipendenza tra i due Paesi sin dall’epoca dei Fenici, ma è certo che i rapporti hanno visto una continuità, che si è rafforzata sempre di più con il passare degli anni per il rapporto tra la Chiesa di Roma e la Chiesa cattolica in Libano. I rapporti tra le due chiese risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando il Vaticano iniziò a inviare delegati in Oriente, e i maroniti in Libano in particolare. Il primo fu il monaco francescano Griffon, che arrivò a Beirut nel 1450, ed ebbe un ruolo fondamentale nell’insediamento del patriarca Boutros al-Hadithi nel 1458, e alla successione del fratello, Yaqoub al-Hadithi.

L’Agenzia di Stampa Nazionale ha incontrato il capo della Chiesa Ortodossa in Italia, Sua Beatitudine il metropolita Basilio I, e ha chiesto del ruolo della Chiesa Ortodossa e dei suoi rapporti con il Libano alla luce delle difficili condizioni che il Paese sta affrontando, dopo la drammatica esplosione che ha colpito cittadini innocenti: “Prego per le anime dei martiri del Libano, e perché il Libano prevalga come Paese delle religioni, dell’amore e della pace. Invito le chiese del mondo a pregare e aiutare il Libano, e i molti libanesi che stanno soffrendo. Paura, sospetto, shock, isolamento e persino morte…La sofferenza continua nonostante la solidarietà del mondo. I libanesi non dovrebbero lasciare il loro Paese, che è la terra dei santi e della regione in cui è nato Gesù Cristo. Ecco perché chiedo preghiera, digiuno e supplica per il Libano ferito– ha dichiarato Sua Beatitudine Basilio I.

Sul rapporto tra Chiesa Ortodossa italiana e Libano, e la sua posizione sugli sviluppi in corso, Sua Beatitudine Basilio I ha dichiarato: “È un’occasione, anche se molto triste, per comunicare con le Chiese Ortodosse e le altre Chiese con il Libano, per cooperare insieme e cancellare il dolore dal volto degli innocenti e degli oppressi di questa terra. La Terra Santa su cui hanno camminato Cristo e tutti i profeti. La Chiesa ortodossa è stata riconosciuta come universale dalle autorità italiane all’inizio degli anni ’90. È una chiesa giovane, con una forte presenza storica in Italia. La Chiesa ortodossa italiana ha lavorato negli ultimi anni per organizzare le proprie condizioni interne e si è presa cura delle condizioni degli immigrati dall’Europa orientale. Abbiamo ambasciatori in un certo numero di paesi dell’Europa orientale, come la Bulgaria, la Romania e l’Ucraina, ed è molto importante stabilire relazioni sempre più solide con i Paesi del Levante, in particolare con il Libano e Gerusalemme“.

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