Beirut – Macron consegna la terza onorificenza alla cantante Fairouz

Letizia Leonardi – Il presidente francese Emmanuel Macron, nella sua recente visita in Libano, ha incontrato, lo scorso 31 agosto, la nota cantante Fairouz per consegnarle la terza onorificenza. L’artista libanese, uno dei simboli del Paese dei Cedri, aveva infatti già ricevuto altri due riconoscimenti, sempre dalle mani di importanti autorità di Stato francesi.

Fairouz, è il nome d’arte di Nouhad Haddad che, insieme alla cantante egiziana Umm Kulthum, rappresenta un’icona della musica del mondo arabo. Nata nel 1935 a Jabal Al-Arz, ha venduto, nel corso della sua lunga carriera, oltre cinquanta milioni di copie dei suoi album. Si è esibita in tutto il mondo e nei posti più prestigiosi come la Royal Albert Hall di Londra, l’Olympia di Parigi, la Carnegie Hall di New York, la MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, oltre che nei festival di Baalbek e Beiteddine, in Libano e in molti altri Paesi.

Quando la sua famiglia, di origine siriana, si trasferì a Beirut Nouhad Fairouz cominciò a seguire corsi al Conservatorio e si distinse subito, già da giovanissima, come valida interprete radiofonica anche grazie alla guida del direttore della radio libanese Halim El Roumi, padre della famosa cantate Majida El Roumi. La sua carriera artistica iniziò grazie alla collaborazione con i fratelli Assi e Mansour Rahbani, noti musicisti radiofonici. Dopo aver sposato Assi, uno dei due fratelli, la cantante comiciò la scalata verso il successo.

Il genere musicale di Fairouz spazia tra melodie romantiche e patriottiche. Si è trattato di uno stile particolare che ha riunito diversi linguaggi musicali della tradizione araba con la sonorità degli strumenti della cultura europea. Negli anni ’50 Assi e Fairouz si sposarono e cominciarono i successi della cantante che influenzarono anche tutta la musica dei fratelli Rahbani, con composizioni che aggiungono alla musica locale anche quella con influenze argentine e sud americane in genere. Parte del pubblico e della critica inizialmente criticarono questa scelta di mescolare diversi generi ma alla fine degli anni ’50 decretarono il meritato successo.

Nel 1957, il comitato che organizzò il primo festival internazionale di Baalbek chiese ai fratelli Rahani di programmare una “serata libanese” per far conoscere la musica locale agli stranieri. Con questo evento Fairouz apparve, per la prima volta al grande pubblico con un concerto che le assicurò un successo a livello internazionale. Due anni dopo, Fairouz si esibì nuovamente al festival di Baalbek come ospite d’eccezione delle varie serate. La cantante, artista poliedrica, recitò anche in commedie musicali. Una delle più famose fu una commedia in un solo atto del 1959, “Al’ Mouhakama” (Il processo), dei fratelli Rahbani e “Al Ballbakieh” (la donna di Baalbek) del 1961 in quattro atti. Ne seguirono molte altre.

Nel 1966, Fairouz si ripresentò, con l’opera storica dei fratelli Rahbani al festival di Baalbek dal titolo “Ayyam Fakhreddine” (Al tempo di Faccardino) nella quale la nota cantante impersonò la coscienza d’un popolo che aspetta l’intervento del sovrano per un Paese libero e indipendente. Sempre nello stesso anno si esibì a Beirut e, nel 1967, calcò il palcoscenico, con i Rahbani nel nuovo teatro Piccadilly, aperto nel quartiere più intellettuale e cosmopolita della città, fondato ad Hamra, con la commedia musicale “Hala wel Malik” (Hala e il Re). Anche questa esibizione riscosse un grande successo tanto che venne replicato in estate al festival dei Cedri e in autunno alla fiera internazionale di Damasco, suggellando l’affermazione definitiva del teatro libanese nazionale creato dai fratelli Rahbani e del quale Fairouz era considerata la star d’eccezione.

Il debutto di Fairouz nel mondo del cinema avvenne nel 1965 con “Bayya’a el khawatim” (Il mercante di anelli), presentato al festival dei Cedri. A seguire, due anni dopo,” Safar barlik” (L’esilio), una pellicola ambientata nel 1914 sull’opposizione della resistenza libanese contro l’occupazione ottomana. Fu poi la volta di “Bint el hariss” (La figlia della guardia), di Henri Barakat. Nel 1967 la sconfitta con Israele sancì la fine della “dolce vita” libanese e ciò provocò un cambiamento sia della società che dei contenuti degli spettacoli di Fairouz che, nel 1968, decise di non esibirsi in Libano ma in Siria portando sulle scene “Ash-shakhs” (Sua Eccellenza), la prima parte di una trilogia di satira politica dei fratelli Rahbani.

Gli anni Settanta furono anni di grandi progetti e successi per i fratelli Rahbani e per Fairouz, sia in Libano che in Siria. La commedia musicale “Nass min Warak” (Gente di carta) venne rappresentata alla Fiera Internazionale di Damasco, portata in tour in prestigiose sale del Nordamerica e al Piccadilly di Beirut nell’inverno 1972. Purtroppo questi furono anche gli anni in cui la sventura si abbatté sul gruppo: prima venne ricoverata, a Beirut, Fairouz a seguito dell’enorme stress e stanchezza accumulati e poi fu la volta di Assi Rahbani a causa di una emorragia cerebrale. Dopo diversi interventi Assi Rahbani pian piano si ristabilì e lentamente e ricominciò a comporre e a scrivere commedie. Nel 1973 il figlio minore Elias Rahbani subentrò al padre prendendo la direzione dell’orchestra componendo la sua seconda canzone per la madre: “Eddaysh kan fi nass” (C’era tanta gente). Nel 1975, mentre i fratelli Rahbani e Fairouz rappresentavano uno spettacolo al Piccadilly, in Libano, scoppiò la guerra civile. Quattro anni dopo, all’Opera di Parigi, si tenne l’ultimo concerto di Fairouz sotto la direzione di Assi Rahbani. La loro collaborazione artistica e il loro matrimonio era ormai giunta alla fine. Parallelamente alla conclusione della collaborazione artistica con l’ex marito si rafforzò quella con il figlio.

L’album “Wahdoun” (Soli) rappresentò la svolta nella carriera della cantante che, introdusse nel suo repertorio, anche la melodia jazz. Album e concerti si intensificarono nelle più importanti città del mondo finché, nel 1988, Ziad Rahbani e Fairouz, durante un concerto al Palazzo Omnisport di Parigi, la cantante viene nominata dal ministro francese della cultura Jack Lang, commendatore dell’ordine des arts et des lettres. Dieci anni dopo, a Beirut, le venne consegnata, dal Presidente francese Jacques Chirac, la Legion d’Onore. Con l’inizio del nuovo millennio Fairouz tornò ad esibirsi al festival di Beiteddine accompagnata da Ziad Rahbani e dalll’orchestra sinfonica di Yerevan, composta da musicisti armeni, francesi, siriani, olandesi e libanesi, diretta dall’armeno Karen Durgaryan. Questa collaborazione venne portata avanti anche nei suoi successivi tre concerti con brani del passato riarrangiati.

L’invasione israeliana del 2006 annullò la messa in scena, al festival di Baalbek, della nuova versione rivisitata dal figlio Ziad della commedia dei fratelli Rahbani “Sahh ennom” (Buongiorno) del 1970. La commedia venne rappresentata al BIEL di Beirut solo alla fine di quello stesso anno. La tournée di “Sahh ennom” venne rappresentata da Fairouz all’Opera House di Damasco due anni dopo con un enorme successo. La cantante si affermò ancora con due concerti anche al BIEL di Beirut nel 2010, cantando brani prodotti in collaborazione con Ziad, e nell’estate del 2011 al Théâtre Royale Carré ad Amsterdam nell’Holland Festival.

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