Bruxelles – IIIa Conferenza “Sostenere il futuro della Siria”

Lorenzo Utile –

Il tema dei rifugiati siriani è più che mai impellente, e a Bruxelles verrà discusso approfonditamente, dal 12 al 14 marzo. Ospite atteso, il premier libanese Saad Hariri.

Il premier libanese Saad Hariri

SI cercherà di mobilitare la comunità internazionale per il sostegno a favore della popolazione siriana sconvolta dalla guerra in corso da otto anni, con un appello per una soluzione politica in linea con la Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza ONU.

Oltre mille i partecipanti da vari paesi coinvolti direttamente o meno, in particolare dalla stessa Siria e da tutto il Medio Oriente, paesi donatori, organizzazioni regionali, agenzie delle Nazioni Unite, il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

I risultati del dialogo serviranno da base per la prossima Conferenza dei ministri degli Esteri che si terrà il 14 marzo nel palazzo Europa del Consiglio.

Federica Mogherini, rappresentante degli Affari Esteri dell’Unione Europea, e l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, organizzeranno un pranzo con le donne siriane, personalità femminili di primo piano della società civile siriana, ministri degli affari esteri nonché rappresentanti dell’UE e delle Nazioni Unite. Sarà un’occasione unica per conoscere il punto di vista delle donne siriane riguardo al futuro del loro paese.

Federica Mogherini, responsabile UE per gli Affari Esteri

A Bruxelles ci sarà anche il primo ministro libanese Saad Hariri, portavoce del blocco parlamentare Movimento del Futuro, il quale ha dichiarato che la partecipazione alla conferenza di Bruxelles equivale a rappresentare il Libano ufficiale, in risposta alla protesta del Ministro di Stato Affari dei rifugiati, Saleh Gharib,  prosiriano, che non è stato invitato. La partecipazione del capo del governo libanese è sufficiente a livello della rappresentanza nazionale del Libano a Bruxelles.
Il Libano accoglie oltre un milione di rifugiati siriani e la questione del loro ritorno divide i funzionari libanesi, alcuni dei quali, tra cui il presidente della Repubblica e fondatore della CPL, Michel Aoun, che chiede di organizzare il loro ritorno senza ulteriori indugi. Altri funzionari stanno richiamando il loro punto di vista su quello della comunità internazionale e chiedendo una soluzione politica del conflitto prima di assicurare questo ritorno.

Il primo ministro libanese Saad Hariri ha insistito sulla necessità di proteggere il programma di crescita economica del governo contro le tensioni politiche, e ha affermato che le riforme economiche, monetarie e amministrative intraprese, sono la vera porta d’accesso per fermare lo spreco di fondi pubblici e la lotta alla corruzione, anche in relazione alla stessa soluzione del problema dei rifugiati, sia siriani che palestinesi, spesso strumentalizzato per fini politici.

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