Bruxelles – Si conclude senza soluzione la Conferenza sulla Siria. Proteste de premier libanese Hariri

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Lorenzo Utile –

l primo ministro del Libano, Saad Hariri, che rappresenta le istanze del Libano durante la conferenza sulla Siria a Bruxelles, aveva intenzione di mettere fine alle polemiche dei giorni scorsi sull’assenza, nella delegazione libanese, del ministro di Stato per i profughi, Saleh al Gharib. Hariri, che ha sottolineato di essere comunque referente per il governo di Beirut, ha precisato che a Bruxelles avrebbe discusso lo sviluppo della posizione del Libano nel rimpatrio dei rifugiati siriani. Il programma di Hariri era la ricerca di una soluzione con gli altri governi coinvolti in questo argomento, dopo avere espresso l’augurio che i rifugiati siriani potessero tornare nel proprio paese, ma che ci sono diverse realtà da tenere in conto. Il Libano ospita circa 1,5 milioni di rifugiati siriani, giunti nel paese dopo lo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011, secondo i dati della Sicurezza Generale libanese. Secondo l’Unhcr, i profughi siriani registrati dall’Onu sono circa 970 mila. Per poter gestire la situazione, Hariri ha rivolto ufficiale richiesta per ottenere 2,9 miliardi di dollari di fondi per il piano sui rifugiati siriani e garantire la stabilità di progetti di lungo termine.

Saleh al Gharib

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza, ha dichiarato: “Rischiamo di entrare in una zona no guerra-no pace, senza basi solide perché i siriani si sentano a casa nel loro Paese e perché il Paese esca dalla crisi. Per costruire la pace e fermare la guerra ci vuole un processo politico, guidato dall’ONU”.

Preservare la dignità dei rifugiati siriani e aiutarli nella ricostruzione del Paese, dopo otto anni di guerra: è quanto chiedono Unione Europea e Nazioni Unite.

Federica Mogherini

L’attuale situazione in Siria è complicatissima”, dichiara Khales Erksoussi, segretario generale della Mezzaluna Rossa siriana. “Dev’essere risolta, così come la situazione nel campo profughi di Al Hol, dove ci sono 72mila persone e altre ne stanno arrivando. E poi c’è il problema dei foreing fighters. È necessaria una soluzione umanitaria per tutte quelle persone”.

Khales Erksoussi

Durante l’ultima conferenza, tenutasi nell’aprile 2018, l’Unione Auropea e altri 35 rappresentanti ufficiali, proposero lo stanziamento di 3,5 miliardi di euro, investiti poi nel corso dell’anno in attività umanitarie, sviluppo e stabilizzazione nella regione. Evidentemente non sono stati sufficienti.

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