Roma – Grande presenza al sit-in per Artskakh e Armenia

Dopo l’iniziativa dello scorso 6 ottobre di fronte a Palazzo Marino, a Milano, la Comunità Armena d’Italia ha doppiato il successo di adesioni con la manifestazione che si è tenuta oggi, 13 ottobre, a Montecitorio. Il tutto nel quadro dei programmi per sensibilizzare l’attenzione internazionale sull’aggressione alla quale è sottoposta la Repubblica dell’Artaskh, o Nagorno Karabakh, da parte dell’Azerbaijan, dal 27 settembre.

Come ha confermato anche il presidente della Unione Armeni d’Italia, Baykar Sivaziliyan: “L’Armenia vuole la pace e lo stop ai combattimenti in Artsakh”. Le proteste si sono rivolte anche contro il sostegno che la Turchia presta all’Azerbaijan in funzione anti-armena, per questo i cittadini italiani di origine armena continuano a vedere in questa operazione premeditata il proseguimento in chiave moderna della politica nazionalista turca, che agli inizi del XX secolo è stata il motore del genocidio armeno, un avvenimento che rischia di ripetersi se la comunità internazionale non saprà porre un freno.

Oggi dopo più di un secolo questi crimini ignorati per lungo tempo – ha continuato Sivaliliyan – anche dal mondo Occidentale stanno rendendo l’autoritarismo liberticida di Erdogan una realtà ineludibile. La morte di decine di innocenti e il ferimento di bambini e ragazzi, sono usati per mantenere la stabilità interna dei due Paesi, fra gli ultimi nella classifica mondiale di libertà, democrazia e di rispetto dei diritti umani“.

Gli armeni italiani si definiscono attoniti nel vedere la mancanza da parte europea di interventi diretti ed efficaci per fermare l’arroganza del presidente Aliyev che, usando la questione del Nagorno Karabakh, sta opprimendo la propria opposizione interna”. Da qui la richiesta al governo italiano di un intervento diplomatico deciso e radicale, Andrea Cangemi di Forza Italia, e il deputato Gennaro Migliori (Italia Viva), che ha condannato a gran voce il regime di Erdogan e ha promesso un profondo impegno del Parlamento italiano. Fra i partecipanti, anche i leader di Fratelli d’Italia e della Lega, Giorgia Melini e Matteo Salvini.

Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno evidenziato la mancanza di sensibilità da parte del governo italiano nei confronti della questione armena e della attuale crisi del Nagorno Karabakh, e hanno definito “intollerabile” l’immobilismo delle autorità italiane, che “non sanno riconoscere la differenza fra una grande civiltà che risale agli albori della cristianità, e un dittatore spietato che non fa differenza fra un genocidio e un altro“.

A sostegno della popolazione di Artskah e Armenia, anche la Associazione Italo-Araba Assadakah, che conferma il proprio impegno nell’opera di sensibilizzazione internazionale perché la guerra in Karabakh venga fermata al più presto e siano rispettati gli accordi del cessate-il-fuoco, per portare le parti in lotta allo stesso tavolo e perché sia finalmente raggiunta una soluzione diplomatica e soprattutto incruenta alla crisi in atto. La manifestazione fa seguito alla diffusione dell’Appello per la Pace e la Democrazia, diffuso dall’ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia, al quale, oltre ad Assadakah, hanno aderito e stanno aderendo sempre più persone, fra cui anche nomi ben noti del mondo dello spettacolo, della letteratura, del giornalismo, della cultura e delle arti in genere, fra i quali Antonia Arslan, Dacia Maraini, Oliviero Toscani, Riccardo Muti, Milena Gabanelli, Adriano Sofri, Henrikh Mkhitaryan, Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Fabio Genovesi, Gherardo Colombo, Pierfrancesco Favino, Adelina Von Furstenberg e molti altri.

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