Conte a Beirut: una ulteriore conferma del legame che unisce i due Paesi

Talal Khrais da Beirut – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è in Libano per una breve visita, un segno di attenzione al paese devastato dall’esplosione al porto del 4 agosto scorso, e tormentato da una crisi politica ed economica di dimensioni inedite.

In una intervista al quotidiano libanese L’Orient le jour, Conte ha anticipato i suoi messaggi alla popolazione libanese: “Il nostro sostegno al Libano non verrà meno: al contrario si rafforzerà, anche alla luce delle attuali circostanze, l’Italia ha fatto un investimento di lungo periodo sulla stabilità e sicurezza del Libano, attraverso una serie di strumenti che vanno da quello militare, con il nostro impegno in Unifil e nella missione Mibil, alla cooperazione allo sviluppo, ai rapporti culturali ed economici”. La gente di Beirut dimostra ancora una volta fiducia, ma va anche oltre. Una fiducia motivata dalla volontà di ricominciare, ancora una volta, facendo tesoro delle esperienze del passato, attraverso ben due guerre, e siamo andati avanti. E ora questo…Insomma, solo il popolo libanese è così, sapremo andare avanti…certo con la vicinanza di altri popoli…tutto il mondo arabo è stretto intorno al Libano, e anche l’Europa, l’Italia…nelle strade, con la gente.

Il premier italiano è il secondo leader europeo dopo Emanuel Macron ad arrivare a Beirut dopo il 4 agosto: la Francia ha un dovere particolare nei confronti del Libano, proprio quest’anno si celebra la fondazione di uno Stato che i francesi stessi “crearono” 100 anni fa dalla disgregazione dell’impero ottomano. L’Italia affianca Parigi, soprattutto perché mantiene la leadership dell’Unifil, il contingente di caschi blu dell’Onu che nel Sud del paese divide Israele da una regione popolata soprattutto da sciiti. Nel 2006 Israele e Hezbollah combatterono per 33 giorni una guerra sanguinosa: da allora, grazie anche alla mediazione del governo italiano, la pace è monitorata da un contingente ONU guidato dal generale Stefano Del Col. : “Il rinnovo del mandato Unifil è giunto al termine di un negoziato complesso. Siamo soddisfatti del risultato finale, che riteniamo equilibrato. Sono state infatti introdotte alcune modifiche che, come abbiamo sempre auspicato, non incidono sostanzialmente sul mandato della missione. In un momento di forti tensioni regionali, si conferma la necessità di mantenere l’efficacia operativa di Unifil per preservare la stabilità lungo la Linea Blu”.

Il premier sostiene che il Libano “ha urgente bisogno di un governo che goda della fiducia della gente e con cui la comunità internazionale possa lavorare per la ricostruzione”. Questo è un riferimento chiaro ai mesi di proteste sociali con cui i cittadini libanesi hanno contestato la capacità della attuale classe politica a guidare il paese. “Mi auguro che l’attuale processo per la formazione di un nuovo gabinetto possa concludersi presto e che venga messo in atto un programma urgente di riforme per soddisfare le legittime aspirazioni del popolo libanese”.

In Libano l’Italia ha inviato dopo il 4 agosto due team della Protezione Civile per partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso, coordinando l’invio di tre voli umanitari con oltre quindici tonnellate di materiale sanitario. Conte ha poi ricordato che il Ministero della Difesa ha organizzato l’operazione “Cedri”, che ha schierato a Beirut un importante ospedale da campo e un distaccamento del Genio militare per concorrere alla rimozione delle macerie.

Conte ha visitato l’area dell’esplosione, che h a devastato oltre mezza città, poi è in programma l’incontro con il presidente libanese Mihchel Aoun, e il presidente dell’Assemblea Nazionale, Nabih Berri, nonché il premier uscente, Hassan Diab, e il nuovo premier Mustafa Adib.

Uno dei principali problemi per la popolazione libanese in queste settimane è stato il fatto che tutti gli ospedali di Beirut erano già sopraffatti dall’emergenza coronavirus e soprattutto dalla crisi economica che ha messo in ginocchio le famiglie libanesi e le finanze dei vari ospedali. In questo il sostegno dell’ospedale militare della Difesa italiana potrebbe essere di buon aiuto: il ministro della Difesa Lorenzo Guerini dall’inizio di agosto ha iniziato a seguire direttamente l’evoluzione della crisi, rafforzando la presenza di militari italiani che collaborano con le Forze armate libanesi e con le autorità civili.

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